da www.lastampa.it
" Torino: visite
di Fini e D'Alema
Il vicepresidente del Consiglio ha in programma
un viaggio in Israele per il 23 novembre
10 novembre 2003
TORINO. Il presidente dei Ds D'Alema è a Torino dove partecipa alle 20.30 a un convegno sulla Quercia al Teatro Nuovo per discutere di lista unica per le Europee.Anche il vicepresidente del Consiglio Fini è oggi nel capoluogo piemontese, dapprimai al Sermig, per un dibattito con Olivero sul diritto di voto agli extracomunitari, e alle 17.30 all'Unione Industriale per un incontro con i giovani.
l vicepresidente del Consiglio, Gianfranco Fini, si recherà in visita
ufficiale in Israele dal 23 al 26 novembre. Il vicepremier ha incontrato a Palazzo Chigi l'ambasciatore d'Israele, Ehud Gol, per definire il programma. «Gli elementi principali - ha precisato il portavoce dell'ambasciata, Ofer Bavly - includeranno la deposizione di una corona allo Yad Vashem, incontri con il capo di Stato, il premier, il ministro degli Esteri e il capo dell'opposizione».
«Tutto secondo copione...». Tullia Zevi commenta così la notizia della visita del vicepremier e presidente di An Gianfranco Fini in Israele, annunciata stamane dall'ambasciatore per il 23-26 novembre prossimi. «Èun epilogo prevedibile, previsto e a lungo preparato», si è limitato a dire l'ex presidente delle comunità ebraiche in Italia.
«La visita di Gianfranco Fini in Israele deve essere motivo di orgoglio per tutto il Paese. L'incontro concordato tra la diplomazia italiana e quella israeliana apre nuove possibilità di dialogo e collaborazione». Lo afferma il ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri. « Il viaggio del vice presidente del Consiglio - prosegue Gasparri - é un dato politicamente rilevante anche alla luce delle ultime notizie di stampa che vorrebbero un Occidente fortemente attraversato da sentimenti ostili ad Israele. Fini saprà certamente farsi testimone del rispetto che il nostro Paese nutre nei confronti di Israele e del suo popolo ».
«L'attenzione e la disponibilità dimostrate dalla diplomazia israeliana nel preparare l'arrivo del vicepresidente del Consiglio - conclude il ministro - sono la testimonianza più autentica di quanto questo incontro sia destinato ad avvicinare ulteriormente Italia e Israele già da tempo impegnate, seppure su fronti diversi, nella comune battaglia contro ogni forma di terrorismo».
La visita di Gianfranco Fini in Israele, ora ufficialmente fissata dal 23 al 26 novembre, corona la lunga marcia di avvicinamento della destra italiana al mondo ebraico. Un cammino cominciato 10 anni fa, le cui tappe non sono state népoche né indolori. Ad avviarlo è stato proprio il presidente di An una mattina del 1993 alle Fosse Ardeatine.
***************** cronistoria****************
FOSSE ARDEATINE, 1993 - Era l'11 dicembre 1993, e Fini aveva appena concluso il suo testa a testa con Francesco Rutelli per la guida del comune di Roma, raccogliendo moltissimi voti. L'allora segretario del Msi si recò alla consulta del 'comitato fondatorè di Alleanza Nazionale, il nuovo partito che era in incubazione, e comunicò di essere appena stato, in gran segreto, alle Fosse Ardeatine, dove aveva deposto, in solitudine, un mazzo di fiori alla memoria delle vittime, molte delle quali di religione ebraica, della rappresaglia nazista. «Diciamo no a qualsiasi forma di razzismo -ribadì quel giorno Fini- E questo non lo sussurriamo ma lo urliamo. Il fascismo è irrevocabilmente consegnato alla storia».
«ATROCI» LEGGI RAZZIALI, 1994 - Passano alcuni mesi. Nasce Forza Italia e, poi, il Polo delle libertà, che vince le elezioni nel marzo 1994. Il 16 giugno di quell'anno, il leader della destra italiana è intervistato dal quotidiano 'Yediot Ahronot'. «Le leggi razziali proclamate dal fascismo nel '38 - dichiara Fini -, furono causa di atrocità».
FIUGGI, 1995 - E si arriva alla «svolta» di Fiuggi. Il 27 gennaio, il congresso fondativo di Alleanza Nazionale approva praticamente all'unanimità un emendamento presentato da Enzo Palmesano ed illustrato dal palco da Maurizio Gasparri in cui si condanna senza appello l'antisemitismo ed il razzismo. «Decisi di salire sul palco e prendere la parola - ricorda oggi il ministro delle Comunicazioni - perché era un momento molto delicato. E, forse, io più di altri avrei potuto far approvare quell'emendamento. Cosa che avvenne, devo dire, senza particolari problemi».
AUSCHWITZ, 1999 - E veniamo al 19 febbraio 1999.
Fini visita il lager di Auschwitz. Al termine della visita, il leader di An scrive una sua riflessione sul diario dei visitatori: «Qui l'uomo si sente infinitamente
piccolo, perchè nessuna tragedia può essere più grande dello sterminio e dell'Olocausto».
RISIERA DI SAN SABBA, 2001 - Il 22 giugno 2001 il leader di An è a Trieste per visitare la Risiera di San Sabba, unico campo di sterminio in territorio italiano.
LA VISITA DI URSO - Il 20 e 21 dicembre dello stesso anno, Adolfo Urso visita Israele . È il primo esponente di governo di An ad incontrare in visita ufficiale esponenti del governo di Tel Aviv. Prima vede il ministro dell'Industria di Tel Aviv, Dalia Tzik, poi incontra il ministro degli Esteri Shimon Peres che, al termine dell'incontro dichiara ai cronisti:«Non abbiamo notato alcun segno di antisemitismo o antiisraelianità nell'attuale governo italiano e nei suoi rappresentanti. Per noi non è importante avere di fronte un governo di destra o di sinistra, ma un governo che non mostri segni di intolleranza o di razzismo». Urso, poi si reca anche al museo dell'Olocausto di Gerusalemme per rendere omaggio alle vittime della Shoah.
GIORNATA DELLA MEMORIA 2002 - Il 24 gennaio 2002, Gianfranco Fini partecipa alla giornata della Memoria (l'anno prima aveva partecipato alla stessa giornata Maurizio Gasparri, che era stato oggetto di alcune contestazioni). In quell'occasione Fini afferma:«Oggi siamo qui perchéa storia non si ripeta, perchémai più si compiano simili mostruosità».
PERES - Il 10 maggio 2002 Shimon Peres, in visita a Roma, ribadisce: «Gianfranco Fini ha chiarito le sue posizioni nei confronti di Israele e le sue dichiarazioni hanno aperto la strada per una sua eventuale visita».
AD HAARETZ - Il 12 settembre 2002 Fini, intervistato dal quotidiano israeliano Haaretz, tra l'altro dichiara: «Gli italiani hanno la responsabilità di quanto accaduto dopo il 1938, dopo che le leggi razziali furono approvate. Hanno una responsabilità storica.
Come italiano devo accettare questa responsabilità e chiedere perdono a nome del mio popolo».
DAHAN A ROMA - 8 ottobre 2002. In una visita a palazzo Chigi, in cui viene siglato un accordo di cooperazione con il nostro Paese, il ministro della Sanità israeliano Nissin Dahan, dichiara: «Il vicepresidente Fini è un grande amico per noi. Una persona molto importante. Per questo la sua visita in Israele sarà organizzata con grande accuratezza dal nostro ministero degli Esteri e l'invito ufficiale gli arriverà dalla massima istituzione israeliana». «Il vicepresidente Fini -aggiunge Dahan- ha mostrato, anche in occasione di questo trattato, un grande coraggio da statista e l'accordo è il risultato concreto di questo coraggio. Non si conosce più nessuno in Israele che si opponga a questa visita. Magari qualcuno tra la gente ci sarà pure, ma a me non risulta. Comunque, sicuramente nessuno nel governo...».
LA VISITA DI GASPARRI - Il 4 novembre 2002 si arriva alla visita del ministro Maurizio Gasparri che ha incontrato il collega israeliano delle
Telecomunicazioni Reuven Rivlin e successivamente il ministro degli Esteri Shimon Peres e, a Gerusalemme, il presidente dello Stato di Israele Moshe Katzav. Quindi, la lunga preparazione del viaggio di Fini, ora completata dall'annuncio ufficiale dell'ambasciata israeliana. "
Shalom!!!




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