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    Predefinito Paulo Coelho, Il Cammino di Santiago di Compostela in chiave Esoterica

    Paulo Coelho, Il Cammino di Santiago

    Il Cammino di Santiago è un romanzo scritto da Paulo Coelho e pubblicato nel 1987. Dopo aver compiuto il pellegrinaggio a Santiago de Compostela nel 1986, l'autore decide di scrivere il racconto del suo viaggio. Il successo di questo libro è considerato una delle cause che ha contribuito a ridare popolarità a questo pellegrinaggio, essendo uscito nel periodo in cui il numero di persone che lo ha compiuto iniziava a crescere vertiginosamente. Il libro, per la sua rilettura del Camino in chiave spiritistica ed esoterica.

    Nello scritto l'autore racconta il motivo della sua esperienza, ovvero il ritrovamento della "Spada": il brasiliano infatti scrive di essere un accolito di un ordine massonico che prende il nome di R.A.M. Quest'ordine, costituito da un insieme di circoli con a capo un maestro, si occupa di riti magici chiamati dall'autore "riti della Tradizione". Egli è giunto al termine del cammino e della serie di prove per divenire mago dell'ordine ma gli manca la ricerca della propria Spada di stregone, necessaria per raggiungere la cerimonia finale.

    La spada, affidata dal maestro alla moglie dello scrittore, si trova al termine del Cammino di Santiago di Compostela che Coelho avrebbe dovuto percorrere a partire da Saint Jean Pied de Port fino a Santiago de Compostela, attraversando a piedi i Pirenei e una vasta fetta di Spagna.

    Assieme al brasiliano v'è una guida, Petrus, un personaggio che ha già compiuto il Cammino con la stessa missione. Durante il viaggio Paulo Coelho dovrà affrontare il Cane Nero, che è figura del Demonio, e dovrà sconfiggerlo. Ad aiutarlo in questo vi saranno alcuni esercizi insegnati dalla guida, che fanno parte dei rituali della Tradizione.

    Nel romanzo vengono mescolate in più occasioni, la devozione a personaggi tipici della fede cattolica, come Gesù Cristo e San Giacomo, con pratiche esoteriche, rituali magici e concezioni religiose di natura antitetica e ossimorica rispetto a quella cristiana, ad esempio quando nel romanzo Petrus afferma che vi sia una forte correlazione tra la Magia e il Cattolicesimo, oppure il modo in cui viene descritto il rapporto con i Demoni.

    Il Cammino di Santiago - Wikipedia

  2. #2
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    Predefinito Re: Paulo Coelho, Il Cammino di Santiago di Compostela in chiave Esoterica

    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 24-05-15 alle 02:22

  3. #3
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    Predefinito Re: Paulo Coelho, Il Cammino di Santiago di Compostela in chiave Esoterica

    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 24-05-15 alle 02:23

  4. #4
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    Predefinito Re: Paulo Coelho, Il Cammino di Santiago di Compostela in chiave Esoterica

    Il cammino segreto di Santiago, la via pagana dei morti

    In pieno secolo XXI solo un esercizio di interessato cinismo e una buona dose di incultura cosciente fa sì che si continui a parlare di “tomba dell’apostolo”. La città di Santiago de Compostela e il suo cammino hanno una forza del tutto indipendentemente.

    La grotta della supposta tomba è uno degli ombelichi del mondo, un punto magico tellurico di primo livello, un bosco sacro celta, un sito rituale centinaia di anni anteriore alla fabbricazione, in uno scriptorium benedettino, del mito jacobeo. Nello stesso modo il Cammino è una via millenaria arricchita e amplificata dal cristianesimo che riconvertì vecchi pellegrinaggi.

    Arrivando a Santiago de Compostela, il pellegrino decideva di prolungare il suo viaggio fino alla Costa da Morte, la frangia costiera dell’attuale provincia di A Coruña al sud della capitale gallega. Terra, fino al 1836, dell’antica provincia compostelana. E’ la via che ufficialmente si denomina CAMINO DE FISTERRA-MUXIA.

    La Costa da Morte era per gli antichi l’ultimo tratto di terra conosciuta, finale di un itinerario segnato in cielo dalla Via Lattea e dall’essere il luogo dove si collocava il Sole. La visione del mitico Capo di Fisterra e del santuario ancestrale del culto alle pietre di Muxia era la pietra miliare di questo pellegrinaggio, una corrente segnata da una trascendenza simbolica astrale molto antica ma dal Medio Evo collegata alla tradizione jacobea.

    La meta finale del vero Cammino è il Capo Fisterra e il Santuario della Barca en Muxia, rispettivamente a 89 e 87 chilometri da Compostela. Il cammino inizia dalla stessa cattedrale compostelana, dalla ora “scomparsa” porta del Pellegrino, uscendo dalla città verso Augapesada-Ames.

    Dopo aver ritualmente bruciato gli indumenti del pellegrinaggio nel braciere del promontorio fisterrano un cammino costiero di 31 chilometri si dirige a Duio e da lì a Muxia dove ci sorprende il Santuario di Nostra Signora della Barca, fronte mare e al lato di un sito rituale galaico-celta (i Galati erano una popolazione celtica stanziata sulle rive del Mar Nero in Cappadocia e da lì migrati in Galizia cui diedero il nome, n.d.t.) e forse anche anteriore, con la pietra di Abalar, un enorme monolito, come emblema.

    E’ il cammino postjacobeo di Fisterra-Muxia, la parte più occidentale della provincia di A Coruña, un tempo Trastamara, oggi conosciuta come la Costa da Morte ma anticamente denominata Nemancos, nome celtico che significa “il paese dei boschi sacri”, successivamente dominata, al tempo della creazione del mito jacobeo, dalla nobile famiglia dei conti Traba, protettori di benedettini e Templari.

    I punti cruciali del tratto finale del Cammino erano e sono Fisterra e Muxia, il cui punto di unione al centro è il monastero benedettino di Moraime (allineato col Monte La Rhune nei Paesi Baschi francesi appena sotto Hendaye: il punto di partenza reale potrebbe essere quello, n.d.t.).

    I pellegrini che arrivavano a Santiago de Compostela proseguivano il cammino fino al mare dal quale inizialmente prendevano il simbolo del cammino stesso: la conchiglia.

    Cominciamo il cammino della vera conoscenza uscendo da Compostela e dirigendoci verso Padron: dalla cattedrale alla chiesa di Santiago in Padron ci sono 20 chilometri di strada. Padron e Noia in età medievale furono protette dai cavalieri Templari... Muxia e Fisterra possono essere i due pilastri dell’opera (di trasmutazione alchemica che inizia nelle cellule durante il pellegrinaggio, n.d.t.), le due colonne massoniche Jakim e Boaz, Muxia patria del vento e Fisterra fine del cammino delle stelle, denti della Via Lattea.

    Sotto il cielo di Padron traccio il mio itinerario sulla mappa: dalla cattedrale sono arrivato a Noia e da qui a Muros dove ho lasciato l’auto e inforcato la bicicletta in cerca di questa Venere preistorica, che si prolungò in Iside e nella Vergine Nera. Voglio iniziare la mia opera il giorno di San Giovanni, il 24 giugno, il fuoco di metà anno, e terminarlo al San Giovanni del 24 dicembre, l’altra data a cui rimanda il fuoco all’inizio dell’anno: le due date che riempiono di luce il timpano del monastero benedettino di Moraime (punto centrale tra Muxia e Fisterra).

    il pellegrinaggio per il cammino delle stelle è l’arcobaleno celtico del dio Lug ora convertito nel Cammino di Santiago a seguito della sparizione delle antiche divinità. E’ la via che porta a una regione mitica quale il paradiso terreno: il cammino dell’ovest al Mare dei Morti delle antiche leggende celtiche delle origini.

    In tempi preistorici esistettero, attivi ai tempi dei Celti Galli, quattro differenti cammini di pellegrinaggio tra i popoli di occidente. Erano strade anteriori al celtismo, tradizioni conservate fino alle lotte romane contro il druidismo e alla cristianizzazione ufficiale dell’impero. Una di queste era la via “alla fine del Sole”, al Finisterre. Il cabo Fisterra era chiamato Promontorium Celticum ed era per i Celti un luogo di pellegrinaggio.

    Persino il primo pellegrino biblico, Abramo, dalla sua terra sumera di origine partì per la via del Sole verso un occidente bagnato dal mare intorno al 1.800 a.C. E dalla stessa area di origine giunsero anche i Celti dopo aver attraversato l’Europa, stabilendosi nei suoi vari Finisterre.
    Gli abitanti della attuale costa coruñese conservano affiliazioni con popoli di tradizione celta. I Celti Galli giunsero in Galizia intorno al secolo VII a.C. ma prima ancora una migrazione dall’Asia, 30.000 anni fa, popolò l’Europa fino al Ponente estremo.

    Nella tradizione misterica (poi divenuta massonica, n.d.t.) Santiago era assimilato al maestro Jakim e la apparizione della Vergine nella barca a Muxia servì a rendere compatibile con il cristianesimo il maggior santuario pagano di pietre magiche di Galizia, a Muxia appunto.

    Nei riti segreti di iniziazione delle corporazioni medievali e nelle cerimonie Templari si citava l’esistenza di uomini investiti in modo soprannaturale, maestri di opere discendenti da un santo fondatore a sua volta incaricato dai grandi maestri sconosciuti che giunsero alle coste in tempi immemorabili, creature a metà tra gli dei e gli uomini: dove finisce la terra, dove finisce il cammino, davanti alle acque oscure dello sconosciuto e lontano “Più in là”, lì stanno le impronte degli Antichi Padri...

    Ci sono autori che affermano che il Camino de Santiago è il percorso dell’Oca, la via spiraliforme del famoso gioco creato dalle confraternite dei “fratelli costruttori”, cammino che sbocca nel paradiso occidentale degli Indoeuropei, Celti, Svevi, Romani e popoli del Mediterraneo culla della nostra cultura. Un viaggio di creazione a spirale come spirale è la via Lattea riflessa nel cielo, il cammino stellare che porta al “Più in là”, all’Occidente.

    Quella spirale scolpita in molti templi del cammino ma anche nei petroglifi galleghi e bretoni. E’ la ricerca del centro simbolico del potere partendo dal sole. La vittoria sopra lo spazio-tempo che percorre il cammino delle stelle. Castore e Polluce, figli di un cigno e di un’oca, iniziano il cammino verso il paradiso centrale situato alla fine della terra, al Finisterre....

    IL CAMMINANTE CHE GIUNGE FIN QUI DEVE MORIRE, DIMENTICARSI DI CIO’ CHE FU E INIZIARE IL RITUALE DI TRASFORMAZIONE. Per questo i pellegrini germanici bruciavano i loro indumenti al cabo Fisterra. Ci troviamo in una via terrestre che è il riflesso di un cammino stellare: un canto di comunione con la natura, una ricerca e un incontro. Dice una cantica popolare che “termina il suo pellegrinaggio solo colui che arriva a Fisterra”.

    O que vai a Compostela
    Fai ou non fai romerìa
    Se chega ou non a Fisterra

    DEVANA - La ricerca dell'immortalita' - OFFICIAL WEB SITE
    Ultima modifica di GNU-GPL; 23-05-15 alle 17:17

  5. #5
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    Predefinito Re: Paulo Coelho, Il Cammino di Santiago di Compostela in chiave Esoterica

    Il celebre alchimista francese Fulcanelli afferma: « I mitologisti greci ci dicono che gli dei seguivano questa via per andare al palazzo di Zeus ed anche gli eroi la seguivano per entrare nell’Olimpo. Il sentiero di San Giacomo è la strada stellata accessibile agli eletti, ai mortali valorosi, sapienti e perseveranti». Al termine della Via Lattea, c’è la costellazione del Cane Maggiore e la leggenda riferisce di un cane che accompagnava sempre San Giacomo, riscontro che osserviamo anche nell'iconografia classica.

    San Giacomo di Compostela e il mito della Via Lattea / Cultura & Società / Home - Toscana Oggi
    Ultima modifica di GNU-GPL; 23-05-15 alle 17:30

  6. #6
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    Predefinito Re: Paulo Coelho, Il Cammino di Santiago di Compostela in chiave Esoterica

    Quando iniziammo il pellegrinaggio, pensai di avere realizzato uno dei più grandi sogni della mia gioventù.

    Per me, tu eri lo stregone Don Juan, e io rivivevo la saga di Castaneda in cerca dello Straordinario.

    Ma tu hai resistito arduamente a tutti i miei tentativi di trasformarti in eroe.

    Ciò ha reso molto difficile il nostro rapporto, finché ho capito che lo Straordinario risiede nel Cammino delle Persone Comuni.

    E oggi questa comprensione è quanto possiedo di più prezioso nella vita: mi permette di fare qualsiasi cosa, e mi accompagnerà per sempre.

    Per questa comprensione, di cui adesso cerco di rendere partecipi gli altri, questo libro è dedicato a te, Petrus.

    Paulo Coelho

    http://esoteria.altervista.org/libri...i.Santiago.PDF

  7. #7
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    Predefinito Re: Paulo Coelho, Il Cammino di Santiago di Compostela in chiave Esoterica


  8. #8
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    Predefinito Re: Paulo Coelho, Il Cammino di Santiago di Compostela in chiave Esoterica


    Le persone giungono sempre al momento giusto nei luoghi in cui sono attese.
    Il Cammino di Santiago, Paulo Coelho

    Guardai il cielo: la via Lattea si stendeva sopra di me, mostrando l’immenso cammino che dovevamo percorrere. In un altro momento, questa immensità avrebbe suscitato in me una grande angoscia, una paura terribile di non poter ottenere niente, di essere troppo piccolo per quell’impresa. Ma quel giorno io ero una semente ed ero nato di nuovo. Avevo scoperto che, nonostante il conforto della terra e del sonno che stavo dormendo, la vita “lassù in cima” era molto più bella. E avrei potuto nascere sempre, ogni volta che avessi voluto, finché le mie braccia fossero diventate abbastanza grandi da stringere tutta la terra da cui provenivo.
    Il Cammino di Santiago, Paulo Coelho

    FRASI IL CAMMINO DI SANTIAGO * Paulo Coelho
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 24-05-15 alle 02:24

  9. #9
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    Predefinito Re: Paulo Coelho, Il Cammino di Santiago di Compostela in chiave Esoterica

    Ma mi ero reso conto che coloro che si dicevano maestri e detentori dei segreti della vita, che affermavano di conoscere le tecniche che avrebbero potuto dare a qualsiasi uomo la capacità di ottenere ciò che voleva, avevano ormai smarrito il legame con gli insegnamenti antichi.

    Percorrere il Cammino di Santiago, entrare in contatto con gente comune, scoprire che l'universo parla un linguaggio individuale - un linguaggio fatto di "segni" e di segnali - e che per capirlo basta guardare con la mente sgombra da retaggi e pregiudizi ciò che accade intorno a noi... tutto ciò mi ha fatto dubitare che l'occultismo fosse davvero la sola porta che consentisse di accedere a quei misteri.

    È molto importante prestare attenzione. Le lezioni arrivano sempre quando sei pronto. Se sarai attento ai segnali, apprenderai tutto ciò che ti è necessario per il prossimo passo.


    dal libro "Lo Zahir" di Paulo Coelho

  10. #10
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    Predefinito Re: Paulo Coelho, Il Cammino di Santiago di Compostela in chiave Esoterica

    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

 

 
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