Negli Usa spopola la 'dieta del digiuno'
Meno mangi, meno invecchi. E' il principio di un regime alimentare che punta tutto sulla riduzione delle calorie. L'allarme dei dietologi: "Può essere pericoloso"
LOS ANGELES - Meno calorie, vita più lunga. Così la pensano i fanatici americani della nuova dieta 'calorie-reduction', uno dei regimi alimentari più duri e 'quaresimali' che la dietologia di moda abbia mai partorito. Gli unici tipi di cibo permessi sono vegetali, e anche questi in porzioni stile 'sushi'. Se preso di petto, senza gradualità, un tale tipo di dieta può essere molto pericoloso, mettono in guardia i medici, che lo sconsigliano comunque e in qualsiasi caso.
Il fenomeno 'C.R.', (calorie reduction), si basa su un assunto tutt'altro che scientifico, l'idea che le persone che mangiano poco e fanno una vita molto tranquilla vivano più a lungo. Pur essendo in parte vero, spiegano i dietologi, questo non giustifica che le persone con problemi seri di sovrappeso, il cui fisico è abituato ad immagazzinare un certo quantitativo di sostanze nutritive, di colpo cambino regime alimentare. Un uomo trentacinquenne di 90 chili, buona forchetta, che improvvisamente inizia a cibarsi come un vecchio di ottant'anni, solo a cereali e verdure in piccole dosi, rischia il collasso.
E' il caso, riportato oggi dal New York Times, di Michael Sherman, un ex sollevatore di pesi che oggi dirige una compagnia biotech nella Silicon Valley, in California. Il passaggio dallo sport agonistico ad una vita sedentaria gli ha creato grossi problemi di sovrappeso: dopo essersi convertito alla filosofia della 'calorie-reduction' Michael ha iniziato a limitare la quantità giornaliera di energia a 1000 kilocalorie, l'equivalente di due piatti di pastasciutta.
"Non riesco più a riconoscerlo", racconta sbigottita la moglie, che non riesce a togliergli dalla testa la mania della dieta della 'dieta di lunga vita'. "Dopo qualche settimana dall'inizio dei digiuni la sua pelle ha iniziato a diventare flaccida, come quella di un vecchio". Chi lo vede pensa che sia affetto da una grave malattia. Ma a farlo dimagrire rapidamente e pericolosamente è solo l'ostinazione della 'riduzione calorica'. Una moda che somiglia molto alle 'diete Zen' in voga negli Usa alla fine degli anni '60, e alle paranoie alimentari delle persone che soffrono di anoressia.
Oltre alla linea, l'ossessione di chi abbraccia questo genere di filosofie è una sorta di mito di Peter Pan, l'eterna giovinezza a tutti i costi. "Invecchiare è un orrore [...] e la chirurgia plastica non può fermare il tempo", sostiene Michael Rae, ricercatore canadese membro della Calorie Restriction Society, l'associazione che difende e diffonde il verbo della dieta del digiuno. Nonostante la scarsa attendibilità scientifica delle idee alla base della 'C.R.', il governo americano ha deciso di studiarla da vicino, e ha stanziato ben 20 milioni di dollari per promuovere ricerche sull'efficacia del digiuno per combattere le malattie cardiache e il cancro, vero flagello negli Stati Uniti, dove una persona su quattro è in grave sovrappeso.
(24 NOVEMBRE 2003, ORE 19.30)
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