LE MOTIVAZIONI DEL MONDO SCIENTIFICO CONTRO IL PROGETTO DI LEGGE N. 0286 “NORME PER LA VIVISEZIONE”
Il progetto di legge n. 0286 presentato alla commissione III (Sanità e Assistenza) della Regione Lombardia, per iniziativa del Consigliere Silvia Ferretto Clementi rappresenta un ulteriore “siluro” contro la ricerca italiana, che bloccherà sperimentazioni di farmaci “salvavita” e di farmaci ad alto valore terapeutico per malattie non letali ma devastanti sia per l’uomo che per gli stessi animali.
La Regione Emilia Romagna ha già vietato l’utilizzo di cani e gatti a fini di sperimentazione e tale delibera è in netto contrasto con la legge nazionale attualmente in vigore e le regolamentazioni internazionali che richiedono espressamente che, prima della messa in commercio di un farmaco, questo sia provato sugli animali da esperimento per verificarne l’efficacia ma soprattutto per escluderne la tossicità e altri effetti collaterali. Il Governo è ricorso alla Corte Costituzionale in data 8/10 chiedendo la dichiarazione di illegittimità.
Il progetto di legge n. 0286 presentato alla Regione Lombardia prevede una ulteriore e totale restrizione: “nel territorio della Regione Lombardia sono vietati l’allevamento, l’utilizzo e la cessione a qualsiasi titolo di animali a fini di sperimentazione”.
Il mondo scientifico italiano rifiuta categoricamente di subire tale imposizione per i seguenti motivi:
1. Non risponde assolutamente a verità che esistano prove complementari (es. colture di cellule) che possano oggi sostituire gli animali da esperimento nello sviluppo di nuovi farmaci salva-vita e di altre molecole terapeutiche innovative nella terapia del dolore, nonché nelle forme di ansia e depressione.
2. Quaranta milioni di persone nel mondo sono infette da HIV (virus responsabile dell’AIDS) e solo le prove sull’animale (scimmia e gatto) hanno consentito di mettere a punto nuovi farmaci anti AIDS che stanno salvando la vita a milioni di persone. Anche i vaccini contro tale terribile malattia sono stati sviluppati nelle scimmie e ora, dopo i risultati positivi sugli animali, si inizierà la sperimentazione sull’uomo.
3. La sperimentazione iniziale sull’animale ha impedito (tranne casi eccezionali, enfatizzati dagli animalisti) l’utilizzo di nuove molecole altamente tossiche e anche letali nell’uomo.
4. Sono in corso in Italia numerose sperimentazioni sugli animali (topi, criceti, ratti) di nuovi farmaci e vaccini che stanno fornendo risultati eccellenti per la cura di malattie devastanti come il cancro, il morbo di Alzheimer, il Parkinson, le encefalopatie spongiformi. Anche farmaci molto efficaci contro queste patologie, e già in commercio, verranno a mancare per l’impossibilità a saggiare i nuovi lotti in quanto le Farmacopee italiana e internazionali impongono test sugli animali per escludere reazioni avverse nell’uomo. Ciò impedirebbe a pazienti che sono attualmente in cura per patologie croniche e anche tumorali di potere proseguire i necessari trattamenti.
5. Bloccare la sperimentazione animale in Italia significa “affossare” ulteriormente la nostra ricerca scientifica: gli indispensabili esperimenti di nuovi farmaci sviluppati in Italia verranno sperimentati sugli animali in altri Paesi.
6. Se il blocco della sperimentazione passasse anche a livello europeo si utilizzeranno nuove “cavie” per garantire la sicurezza dei farmaci: si sperimenteranno le nuove molecole nelle popolazioni dei Paesi in via di sviluppo (Africa, Sud America, India) ove per pochi dollari, i “disperati” del terzo mondo accetterebbero i terribili rischi di farmaci mai sperimentati sull’animale.
7. Prestigiosi centri di ricerca: Istituto Neurologico Besta, Istituto Farmacologico Mario Negri, Istituto Nazionale dei Tumori, Istituto Europeo Oncologico, Istituto Scientifico San Raffaele, tutti gli Istituti di ricerca della nostra Università (I e II Ateneo), per limitarci all’area milanese, dovranno sospendere le loro prestigiose ricerche sull’animale da esperimento volte allo studio di numerosi farmaci, vaccini e tecniche diagnostiche che sono e saranno salva-vita per la maggior parte delle terribili malattie che affliggono l’umanità. Anche i trapianti d’organo, nonché sofisticate metodiche chirurgiche, sono state rese possibili solo grazie all’utilizzo preliminare degli animali da laboratorio.
8. I finanziamenti ottenuti dal MIUR, dal Ministero della Sanità, dal CNR e dall’Unione Europea non potranno più essere utilizzati dai nostri ricercatori, con il blocco ulteriore della ricerca scientifica italiana.
9. Il mondo scientifico italiano concorda pienamente sulla necessità di ridurre il numero di animali da utilizzare per la ricerca (come risulta dalle schede statistiche inviate annualmente al MIUR) e di sviluppare ulteriori metodi alternativi già oggi ampiamente usati per orientare e limitare la sperimentazione animale.
10. Già sono applicate norme molto restrittive in materia di protezione degli animali utilizzati a fini sperimentali (D.L. 116 del gennaio 1992 che attua la direttiva europea 86/609). L’introduzione di tali normative nazionali specifiche ha già ridotto in modo quantitativamente sostanziale (circa 40-50% durante questi ultimi anni) il numero di animali utilizzati a fini sperimentali e ha profondamente contribuito ad accrescere il senso di responsabilità dei ricercatori.
11. Tutti i ricercatori concordano nel vietare l’uso di animali da esperimento per la valutazione di prodotti che non siano di importanza fondamentale per il benessere e la salute dell’uomo.




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