Respinte le 4 pregiudiziali di costituzionalità dell'opposizione
La legge Gasparri approvata al Senato
Voto finale: 155 sì, 128 no. Superati senza problemi i 52 voti segreti. Unico incidente la mancanza del numero legale
L'Aula del Senato durante la discussione finale sul ddl Gasparri (Lapresse)
ROMA - E' iniziata stamattina al Senato l'esame del disegno di legge Gasparri sulla riforma del sistema radiotelevisivo per il quale è previsto in serata il voto finale. L'Assemblea di Palazzo Madama ha intanto respinto con un voto per alzata di mano le quattro pregiudiziali di costituzionalità, e la richiesta di sospensiva, avanzate dall'opposizione sul provvedimento.
I LAVORI - L'andamento delle prime votazioni segrete svoltesi in mattinata - circa 50 previste in tutto - è stato largamente favorevole alla maggioranza, che le ha superate con un margine tra i 30 e i 40 voti di scarto, in un clima che appare molto meno acceso di quello in cui la Camera il 2 ottobre scorso ha bocciato per due volte il ddl. Il dibattito si è interrotto verso le 14.20 per mancanza del numero legale, dieci minuti prima della pausa prefissata. E' ripreso nel pomeriggio, per essere interrotto una seconda volta per lo stesso motivo e si dovrebbe concludere con le dichiarazioni di voto e il voto finale in serata, lasciandosi alle spalle tre passaggi parlamentari frutto di bocciature in due diverse votazioni alla Camera.
MINORI E SPOT - L'aula del Senato ha tra l'altro approvato a scrutinio segreto l'articolo 10 del ddl Gasparri sulla tutela dei diritti dei minori nella programmazione televisiva. L'articolo era stato modificato in terza lettura alla Camera, con l'inserimento del divieto all'utilizzo dei minori di 14 anni negli spot televisivi e nei messaggi pubblicitari.
«INTERVENGA CIAMPI» - Il leader di Alleanza Popolare-Udeur Clemente Mastella, critico verso il ddl Gasparri («una brutta e improvvida legge»), si augura che il capo dello Stato sia «coerente» con le sue dichiarazioni di intenti in materia. «Ora molti dicono che Ciampi è chiamato in causa da tutti - ha detto Mastella-. In realtà è lui che è sceso in campo. Le dichiarazioni di intenti quasi sacri cui aveva cercato di legare la legge restano tali. E lui non deve far altro che applicare quanto da lui già dichiarato».
http://www.corriere.it/Primo_Piano/P...arri_bis.shtml


Rispondi Citando


...che non ce la fanno più....

