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  1. #1
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    Predefinito onore ai caduti vittime del TERRORISMO

    e non di azioni partigiane come qualcuno vorrebbe far credere!

    Iraq, nel 2004 il passaggio di poteri agli iracheni


    Il Consiglio iracheno provvisorio ha reso noto la nuova tabella di marcia. Entro giugno ci sarà un governo provvisorio ed entro il 2005 una Costituzione e un governo eletto dal popolo.


  2. #2
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    Predefinito

    In questi giorni stiamo avendo una dimostrazione di cosa significhi vivere in una società di massa, destinata a essere in balia delle onde emotive di un'opinione pubblica che riconosce il diritto a contraddirsi ma che non ammette dissensi, MAI. E' la logica della democrazia del resto, che si fonda su stati d'animo condivisi e oggi, grazie ai mezzi di comunicazione, sulla socializzazione emozionale degli eventi, della notizia, dello scandalo, socializzazione all'insegna di un pensiero unico che bene riesce a connettere individualismo ed egalitarismo.
    Oggi la razionalità non è ammessa: analizzare lucidamente il fatto della morte 19 militari professionisti, andati in territorio di guerra a compiere missioni di Pace susseguenti a un conflitto imperialista, probabilmente incentivati dall'indennizzo di RISCHIO, su volontà di un parlamento che ha riconosciuto la legittimità dell'occupazione suddetta, significa destare scandalo (del resto che cos'è la verità se non scandalo?) e riprovazione. Eppure non è più grave la morte causata da un incidente sul lavoro in ambito civile? E quante morti ancor più drammatiche perchè imprevedibili restano anonime e senza alcun "conforto"? Ma soprattutto: perchè la morte di militari italiani è occasione di "agiografie" mentre quella dei civili irakeni semplice statistica?
    Io ora vorrei essere lucido ed oggettivo: troppo blando è il confine fra patrioti e terroristi. Forse coloro che nella storia sono chiamati patrioti non hanno mai versato il sangue altruil in maniera vile e riprovevole? O forse gli americani cui l'Italia ha dato appoggio non hanno portato terrore in Iraq? Che cos'è il terrore? Non è forse l'angoscia suscitata in uomini cui viene sospesa la certezza della sopravvivenza?
    No, la vita non è mai così' semplice come appare, e fare retorica, ragionare coi sentimenti non aiuta a gestire in modo ottimale le sfide future.

  3. #3
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    Predefinito il mio non voleva essere un inno ironico....

    ma solo l' annuncio che si sta lavorando per formare in Iraq un governo locale il più possibile corrispondente alle idee , alle
    ragioni degli stessi iraqueni.
    Sarà difficile e ci vorrà molto tempo oltre a tanta buona volontà!!
    In quanto alla differenza tra partigiani e terroristi, se siamo ancora qui a discurene.......beh, allora non voglio nemmeno spenderci una parola!

    Inoltre quella che tu definisci " società di massa" io ritengo che sia nè più nè meno il frutto purtroppo del '68 e delle ideologie di sinistra ,

    tu sei giovane, ma
    io ho vissuto queglia anni all'università dove il sei politico non si rifiutava a nessuno in nome del diritto allo studio ecc...

    E' la stessa cultura di chi vuole il popolo pecorone che si alimenta di cortei, bandiere variegate ( non quella nazionale)
    dei vari registi impegnati, delle scuole dove non si fa cultura perchè studiare è fatica, dei no global che poi indossano le Nike,

    Questo purtroppo è il risultato di una società che vuole
    tutto subito e con poca fatica.

    E' la stessa società che vuole

    - legalizzare le droghe
    - legalizzare i matrimoni gay
    - legalizzare la'eutanasia in nome di un edonostico senso della vita nonchè di un malinteso senso del diverso ( vedi handicappato, del debole del vecchio e del malato)

    E' la stessa società che in nome del progresso civile ha

    - legalizzato il divorzio ( si parlava di casi estremi opra si parla di abbreviare la separazione tanto.......)
    - legalizzato l'aborto ( a qualcuno certe gravidanze rovinano l'estate!!)
    - abolito i compiti a casa ( se possibile)
    - permesso la chiusuta dei locali notturni alle 6 del mattino
    -ecc.....ecc....ecc...

  4. #4
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    Predefinito

    Non concordo su alcuni concetti: in primis quello secondo cui si sta cercando di far si che il popolo irakeno si autodetermini. Chi vuole esportare la democrazia con le armi di principio di auto-determinazione probabilmente non ha mai sentito parlare. Un corretto sguardo analito, che consideri religione e storia dei popoli, composizione etnica, aspetti geoeconomici e geopolitici del territorio non può pensare che esista uno e un solo modello politico applicabile su scala globale. E' una forma di totalitarismo del pensiero, forse la peggiore, perchè prevede uno sguardo unidimensionale e povero di contenuti senza avere però il coraggio di dichiararsi totale e incondizionato. Inoltre la società di massa nasce ben prima del 1968. E' più figlia di un progresso tecnologico non domato e non dominato, mai messo in discussione, di fronte a cui l'individuo è privo di anticorpi. Questo progresso ha permesso la socializzazione su larga scala di stati d'animo elaborati collettivamente, su cui germoglia l'opinione pubblica a partire da cui si può comprendere l'azione sociale degli individui. In quest'opinione si nasconde un'altra forma di totalitarismo, quella della maggioranza, ovviamente priva di sufficiente cultura, rigore, sentimento morale autonomo, ma presuntuosa nella sua pretesa di discriminare il bene dal male, il giusto dall'ingiusto, il vero dal falso. E così nasce il senso comune, l'heideggeriano pensiero riflessivo del "si dice" e "si fa", l'odio verso qualsiasi forma di autonomia e indipendenza di pensiero. L'opinione pubblica si trasmette attraverso metastasi che chiedono alla ragione di arrendersi alle emozioni che essa suscita, pena la condanna morale. O ci si adegua, o si è riprovevoli e biechi. Questa è la democrazia.

  5. #5
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    Predefinito questa è la dimostrazione che

    il TERRORISMO NON guarda in faccia nessuno:


    Tre arresti a Nassiriya, 18 morti nel Nord


    IRAQ I carabinieri italiani fermano tre persone sospettate di "atti ostili". Le esplosioni in due città del triangolo sunnita. Un aereo civile colpito da un missile è riuscito ad atterrare in emergenza.

    da " Il NUovo" di Oggi

  6. #6
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    Predefinito riguardo le ultime tue tre righe....

    devo darti ragione....................ma solo in parte.

    La vera democrazia si basa sul rispetto della maggioranza come della minoranza e viceversa
    cosa che non accade oggi dove due forze si fronteggiano senza rispettarsi non solo l'un l'altra,
    ma, quel chè peggio, senza rispettare neppure la volontà di coloro che hanno delegato ad una parte la maggioranza e all'altra la minoranza.

  7. #7
    bello, bellissimo!
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    Predefinito

    Originally posted by ZENA
    Non concordo su alcuni concetti: in primis quello secondo cui si sta cercando di far si che il popolo irakeno si autodetermini. Chi vuole esportare la democrazia con le armi di principio di auto-determinazione probabilmente non ha mai sentito parlare. Un corretto sguardo analito, che consideri religione e storia dei popoli, composizione etnica, aspetti geoeconomici e geopolitici del territorio non può pensare che esista uno e un solo modello politico applicabile su scala globale. E' una forma di totalitarismo del pensiero, forse la peggiore, perchè prevede uno sguardo unidimensionale e povero di contenuti senza avere però il coraggio di dichiararsi totale e incondizionato. Inoltre la società di massa nasce ben prima del 1968. E' più figlia di un progresso tecnologico non domato e non dominato, mai messo in discussione, di fronte a cui l'individuo è privo di anticorpi. Questo progresso ha permesso la socializzazione su larga scala di stati d'animo elaborati collettivamente, su cui germoglia l'opinione pubblica a partire da cui si può comprendere l'azione sociale degli individui. In quest'opinione si nasconde un'altra forma di totalitarismo, quella della maggioranza, ovviamente priva di sufficiente cultura, rigore, sentimento morale autonomo, ma presuntuosa nella sua pretesa di discriminare il bene dal male, il giusto dall'ingiusto, il vero dal falso. E così nasce il senso comune, l'heideggeriano pensiero riflessivo del "si dice" e "si fa", l'odio verso qualsiasi forma di autonomia e indipendenza di pensiero. L'opinione pubblica si trasmette attraverso metastasi che chiedono alla ragione di arrendersi alle emozioni che essa suscita, pena la condanna morale. O ci si adegua, o si è riprovevoli e biechi. Questa è la democrazia.
    STRAMINCHIA!!!

  8. #8
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    Predefinito Re: riguardo le ultime tue tre righe....

    Originally posted by Penelope
    devo darti ragione....................ma solo in parte.

    La vera democrazia si basa sul rispetto della maggioranza come della minoranza e viceversa
    cosa che non accade oggi dove due forze si fronteggiano senza rispettarsi non solo l'un l'altra,
    ma, quel chè peggio, senza rispettare neppure la volontà di coloro che hanno delegato ad una parte la maggioranza e all'altra la minoranza.
    E' la differenza vigente fra la democrazia rousseiana e quella liberale, ovvero fra il modello giacobino e quello americano. Ma in ogni caso il problema è sostanziale: noi ci riconosciamo liberi di pensare ed agire, ma quanti di noi sono realmente liberi, ossia non condizionati dalla manipolazione mediatica operata dai poteri morali vigenti? Come diceva Prezzolini, la libertà è un ideale aristocratico, non democratico. La democrazia chiede l'uguaglianza, e sacrifica ad essa la libertà. In questo senso Tocqueville aveva visto giusto.

  9. #9
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    Predefinito Tante belle parole.

    In quest'opinione si nasconde un'altra forma di totalitarismo, quella della maggioranza, ovviamente priva di sufficiente cultura, rigore, sentimento morale autonomo, ma presuntuosa nella sua pretesa di discriminare il bene dal male, il giusto dall'ingiusto, il vero dal falso. E così nasce il senso comune, l'heideggeriano pensiero riflessivo del "si dice" e "si fa", l'odio verso qualsiasi forma di autonomia e indipendenza di pensiero. L'opinione pubblica si trasmette attraverso metastasi che chiedono alla ragione di arrendersi alle emozioni che essa suscita, pena la condanna morale. O ci si adegua, o si è riprovevoli e biechi. Questa è la democrazia.

    Caro Zena,
    alcuni dei tuoi concetti sono condivisibili, come sempre espressi con finezza e chiarezza esemplari, ma la realtà è forse un'altra ed è quella che inconsciamente o consciamente sappiamo tutti (aldilà della favoletta della "democrazia" da esportare in Iraq).
    Oggi il confronto è tra civiltà e quegli uomini che muoiono tutti i giorni, muoiono anche per noi. Per far si che noi si continui la ns. vita senza che nulla cambi, senza che sia intaccato il ns. benessere dalla voglia di rivincita di quei popoli che oggi usano la religione per combattere un mondo totalmente diverso dal loro.
    Noi sappiamo, o meglio crediamo, di essere dalla parte del giusto. Che lo si voglia o no è una guerra e come tutte le guerre fa e farà morti e distruzione. Una cosa è certa, non possiamo + tirarci indietro oggi è in gioco la ns. libertà ed il ns. benessere minacciati dal terrorismo islamico e dal fanatismo di quei popoli.
    La risposta non dovrà essere solamente militare ma principalmente dovrà essere una soluzione politica, attenuando quei contrasti e quei problemi che rendono ancora distanti i ns. mondi (penso ad esempio alla questione palestinese).
    Saluti ..... prezzoliniani!

  10. #10
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    Predefinito Re: Tante belle parole.

    Originally posted by ataturk
    In quest'opinione si nasconde un'altra forma di totalitarismo, quella della maggioranza, ovviamente priva di sufficiente cultura, rigore, sentimento morale autonomo, ma presuntuosa nella sua pretesa di discriminare il bene dal male, il giusto dall'ingiusto, il vero dal falso. E così nasce il senso comune, l'heideggeriano pensiero riflessivo del "si dice" e "si fa", l'odio verso qualsiasi forma di autonomia e indipendenza di pensiero. L'opinione pubblica si trasmette attraverso metastasi che chiedono alla ragione di arrendersi alle emozioni che essa suscita, pena la condanna morale. O ci si adegua, o si è riprovevoli e biechi. Questa è la democrazia.

    Caro Zena,
    alcuni dei tuoi concetti sono condivisibili, come sempre espressi con finezza e chiarezza esemplari, ma la realtà è forse un'altra ed è quella che inconsciamente o consciamente sappiamo tutti (aldilà della favoletta della "democrazia" da esportare in Iraq).
    Oggi il confronto è tra civiltà e quegli uomini che muoiono tutti i giorni, muoiono anche per noi. Per far si che noi si continui la ns. vita senza che nulla cambi, senza che sia intaccato il ns. benessere dalla voglia di rivincita di quei popoli che oggi usano la religione per combattere un mondo totalmente diverso dal loro.
    Noi sappiamo, o meglio crediamo, di essere dalla parte del giusto. Che lo si voglia o no è una guerra e come tutte le guerre fa e farà morti e distruzione. Una cosa è certa, non possiamo + tirarci indietro oggi è in gioco la ns. libertà ed il ns. benessere minacciati dal terrorismo islamico e dal fanatismo di quei popoli.
    La risposta non dovrà essere solamente militare ma principalmente dovrà essere una soluzione politica, attenuando quei contrasti e quei problemi che rendono ancora distanti i ns. mondi (penso ad esempio alla questione palestinese).
    Saluti ..... prezzoliniani!
    Sai qual'è il punto? E' che noi non siamo dalla parte del giusto. Non lo sono nemmeno loro, è chiaro, ma in questo dramma d'inizio millennio, è in scena semplicemente la folle presunzione della democrazia liberale che, come morsa dalle tarantole dei mali che provoca, versa il sangue altrui, sangue che in parte gli è restituito. Se non c'è pace, è perchè non c'è giustizia, e se non c'è giustizia è perchè chi potrebbe procurarla, difende il proprio potere con le armi e lo sfruttamento. Concetti oramai ricorrenti e quasi banali, ma la nostra libertà e il nostro benessere sono davvero vera libertà e vero benessere? Se ci concepissimo come maiali all'ingrasso, diremmo di si. Ma l'uomo è molto di più, è molto di più della sua ragione individuale e dei suoi bisogni indotti. L'uomo è molto di più dell'America. E allora nessuna collaborazione deve essere data al suo impero di barbarie.

 

 
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