Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 20
  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Viva le massaie, che votano...

    ...pur non leggendo molti giornali. Come faranno?

    La sinistra non vincerà più le elezioni. Mai più.
    E non solo perché ha litigato con i décolleté esibiti alla prima del Moïse (l’Unità e Natalia Aspesi), ma perché poi, su di essa, incombe una minaccia: e cioè che se solo perde mezz’ora in un supermercato, Silvio Berlusconi, mago Mastro Lindo qual è, in quella mezz’ora si mette in saccoccia tutto il consenso nella sua forma più granitica e geometrica, ossia la massaia; se la mette al fianco nella sua più temibile battaglia e non ci sarà strascinata simil radical degna di Pelizza da Volpedo in grado di ribaltare la situazione.
    “Nel meraviglioso mondo di Silvio B.”, già evocato da Concita De Gregorio su Repubblica, la massaia – non più rurale, bensì commerciale – ritorna a essere il fulcro dell’immediatezza.
    Per parlare difficile possiamo dire che la massaia è quella che svela nella“gettatezza” la sostanza delle cose e se questa
    ormai non guarda più i quotidiani (per come ha ricordato il Cavaliere), bene fa lo stesso Cavaliere ad adeguare il conseguente susseguente: “Non potete fermare il progresso”,
    accattatevi il digitale.
    Quelli che scrivono i giornali sono come i costruttori di carrozze di un tempo che non volevano il commercio delle automobili, pena declino, e declino cade su questa pagina se massaia non deciderà di leggerla e così via, sempre secondo dura regola del progresso.
    E’ proprio questa fata fatta di carne proletaria e detta massaia la migliore alleata del progresso, della praticità e del governo del
    reale. Non è l’angelo del focolare, piuttosto è natura, nonché struttura portante di ogni realismo.
    La differenza tra la massaia e l’erinni dello Zeitgeist è che quest’ultima s’indigna per come va il mondo dove vengono
    meno i diritti, mentre l’altra, invece, si preoccupa di non fare ossidare il servizio buono e d’insegnare i doveri ai propri
    figli. Solo la massaia capisce l’importanza del fare anche controvoglia.
    E solo la massaia è femminile perché deve appunto farli questi figli, deve crescerli, deve dominarli nel branco.
    A dispetto delle incoricabili scienziate della complessità – magari
    deliziose conversatrici in quel di salotto e nelle terrazze dell’establishment, zero totale nel caso d’averle accanto sull’autobus le massaie sono meno intelligenti ma più piacevoli. Apparentemente meno intelligenti, fanno mostra di non avere grilli per la testa e come nella parabola pragmatica del tirare avanti, le massaie, nell’aggiornata versione della massaia commerciale, annodano la vestaglia sul davanti e si affacciano sul balcone seguendo il richiamo dell’arrotino.
    Solo Berlusconi, deus ex machina del melodramma pop, non poteva lasciarsi sfuggire questa sacerdotessa del tinello marron.

    Il richiamo dell’arrotino
    La sinistra perderà perché alle massaie offre l’uggia pauperista del minimal mentre al popolo delle poppe, urge zuppa di allegria. Neppure altri nel cosiddetto Polo delle libertà potranno avere sintonia con la massaia, solo Silvio B. che in una versione alta del suo “meraviglioso mondo”, sarebbe perfetto per ripetere con Ugo Tognazzi la scena della “Grande Abbuffata” di Marco Ferreri (repubblichino), quando Andrea Ferreol viene presa di peso e spiaccicata sulla polenta, seduta sulla tavola e maneggiata per impastare, con le meravigliose natiche di fattrice, farina e acqua. La punta di malizia ci vuole, e la massaia, infatti, nemica del disordine, ha le calze, la sottoveste e le spalle nude della diuturna fatica.
    Capisce l’importanza di fare qualcosa anche con la voglia, la massaia.
    E vuole vestire come Emanuela Folliero alla prima della Scala. Scollata e scollacciata, come per continuare ad annodare la sua vestaglia sul davanti.
    Seguendo il richiamo dell’arrotino.
    P. But. su il Foglio

    saluti

  2. #2
    "SI PUO' FARE"
    Data Registrazione
    06 Dec 2003
    Messaggi
    8,606
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Viva le massaie, che votano...

    In origine postato da mustang
    ...pur non leggendo molti giornali. Come faranno?

    La sinistra non vincerà più le elezioni. Mai più.
    E non solo perché ha litigato con i décolleté esibiti alla prima del Moïse (l’Unità e Natalia Aspesi), ma perché poi, su di essa, incombe una minaccia: e cioè che se solo perde mezz’ora in un supermercato, Silvio Berlusconi, mago Mastro Lindo qual è, in quella mezz’ora si mette in saccoccia tutto il consenso nella sua forma più granitica e geometrica, ossia la massaia; se la mette al fianco nella sua più temibile battaglia e non ci sarà strascinata simil radical degna di Pelizza da Volpedo in grado di ribaltare la situazione.
    “Nel meraviglioso mondo di Silvio B.”, già evocato da Concita De Gregorio su Repubblica, la massaia – non più rurale, bensì commerciale – ritorna a essere il fulcro dell’immediatezza.
    Per parlare difficile possiamo dire che la massaia è quella che svela nella“gettatezza” la sostanza delle cose e se questa
    ormai non guarda più i quotidiani (per come ha ricordato il Cavaliere), bene fa lo stesso Cavaliere ad adeguare il conseguente susseguente: “Non potete fermare il progresso”,
    accattatevi il digitale.
    Quelli che scrivono i giornali sono come i costruttori di carrozze di un tempo che non volevano il commercio delle automobili, pena declino, e declino cade su questa pagina se massaia non deciderà di leggerla e così via, sempre secondo dura regola del progresso.
    E’ proprio questa fata fatta di carne proletaria e detta massaia la migliore alleata del progresso, della praticità e del governo del
    reale. Non è l’angelo del focolare, piuttosto è natura, nonché struttura portante di ogni realismo.
    La differenza tra la massaia e l’erinni dello Zeitgeist è che quest’ultima s’indigna per come va il mondo dove vengono
    meno i diritti, mentre l’altra, invece, si preoccupa di non fare ossidare il servizio buono e d’insegnare i doveri ai propri
    figli. Solo la massaia capisce l’importanza del fare anche controvoglia.
    E solo la massaia è femminile perché deve appunto farli questi figli, deve crescerli, deve dominarli nel branco.
    A dispetto delle incoricabili scienziate della complessità – magari
    deliziose conversatrici in quel di salotto e nelle terrazze dell’establishment, zero totale nel caso d’averle accanto sull’autobus le massaie sono meno intelligenti ma più piacevoli. Apparentemente meno intelligenti, fanno mostra di non avere grilli per la testa e come nella parabola pragmatica del tirare avanti, le massaie, nell’aggiornata versione della massaia commerciale, annodano la vestaglia sul davanti e si affacciano sul balcone seguendo il richiamo dell’arrotino.
    Solo Berlusconi, deus ex machina del melodramma pop, non poteva lasciarsi sfuggire questa sacerdotessa del tinello marron.

    Il richiamo dell’arrotino
    La sinistra perderà perché alle massaie offre l’uggia pauperista del minimal mentre al popolo delle poppe, urge zuppa di allegria. Neppure altri nel cosiddetto Polo delle libertà potranno avere sintonia con la massaia, solo Silvio B. che in una versione alta del suo “meraviglioso mondo”, sarebbe perfetto per ripetere con Ugo Tognazzi la scena della “Grande Abbuffata” di Marco Ferreri (repubblichino), quando Andrea Ferreol viene presa di peso e spiaccicata sulla polenta, seduta sulla tavola e maneggiata per impastare, con le meravigliose natiche di fattrice, farina e acqua. La punta di malizia ci vuole, e la massaia, infatti, nemica del disordine, ha le calze, la sottoveste e le spalle nude della diuturna fatica.
    Capisce l’importanza di fare qualcosa anche con la voglia, la massaia.
    E vuole vestire come Emanuela Folliero alla prima della Scala. Scollata e scollacciata, come per continuare ad annodare la sua vestaglia sul davanti.
    Seguendo il richiamo dell’arrotino.
    P. But. su il Foglio

    saluti
    Le massaie che votano non leggeranno tanti giornali, però non sono così stupide come qualcuno dimostra di credere e, confrontandosi ogni giorno con i conti della spesa si accorgono che il loro potere d'acquisto è sempre minore ( grazie al governo che non mette a disposizione le somme per il rinnovo dei contratti, che taglia prestazioni sociali, che ha fatto arrivare la ns. inflazione ad oltre un punto più in percentuale di quella media europea ( ma negli altri paesi non usano l' €, bensì c'è ancora il baratt ).

    Tutto hanno visto in questi quasi tre anni, non di certo il miracolo italiano e la diminuzione delle tasse ........ tanto che la soglia di povertà coinvolge ormai anche famiglie, per i motivi suddetti, che prima non pensavano neanche minimamente di dover affrontare ........ tanto gli promettevano il Paese dei balocchi.

    Peccatoche P. But. sul foglio, abbia tralasciato il tutto

    saluti
    "La guerra è la vicenda in cui innumerevoli persone, che non si conoscono affatto, si massacrano per la gloria e per il profitto di alcune persone che si conoscono e non si massacrano affatto." (Paul Valèry, poeta francese).

  3. #3
    Me, Myself, I
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    168,745
     Likes dati
    12,133
     Like avuti
    15,258
    Mentioned
    580 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da antonio
    le massaie sono , nell'immaginario di berlusconi, persone non molto intelligenti, che hanno al massimo la licenza media, mai state al primo banco...e facilmente raggirabili con qualche telenovela, il gossip e qualche scopiettante campagna pubblicitaria ..
    la sostanza della politica, per berlusconi, e' il marketing.

    le massaie non sono cosi'..sono piu' intelligenti di quanto Berlusconi creda...e l'elettorato e' molto variegato.
    ci sara', e' vero, qualche fine contessa alla Patrizia De Blanck che sbava al suo passaggio..ma non credo siano molte.

    il pauperismo non c'entra niente..c'entra la serieta' contro le buffonate di un pagliaccio miliardario che immagina che la politica si faccia con trovate da avanspettacolo, barzellette, pacche sulle spalle e pizzicotti.
    Non essere limitativo; quell'opinione ce l'ha su tutto il suo elettorato (mustang compreso).
    Per non parlare dei lettori dei SUOI giornali.
    (mustang compreso)

  4. #4
    "SI PUO' FARE"
    Data Registrazione
    06 Dec 2003
    Messaggi
    8,606
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Arisaluti.


    13.12.2003
    Giornali, carta canta
    di Nicola Tranfaglia

    Le polemiche seguite alle affermazioni di Silvio Berlusconi sul carattere ormai obsoleto della stampa per la presunta scarsa capacità di attrarre pubblicità rispetto alle televisioni non hanno tenuto conto fino ad oggi dell’autentico significato del discorso fatto dall’attuale presidente del Consiglio.
    Non si tratta, con tutta evidenza,di una voce dal sen fuggita né di una battuta sopra le righe ma di una concezione ormai chiara da parte del politico-imprenditore dei mezzi di comunicazione e del ruolo che ha la pubblicità.
    Potremmo dire che i mezzi di comunicazione per Berlusconi esistono nella misura in cui generano la pubblicità o meglio ancora che è la pubblicità a giustificare l’esistenza medesima di quei mezzi.
    E poiché in Italia, per gli errori compiuti dai governi dell’ultimo ventennio almeno, non è stata approvata, in gran parte a causa dell’azione lobbistica di Berlusconi medesimo e delle sue aziende, una legge in grado di regolare il mercato pubblicitario e di garantire che non fossero le televisioni ad acquisire il novanta per cento della pubblicità a spese della carta stampata (cosa che non accade nel resto dell’Europa e dell’Occidente) ora si tratta di compiere l’ultimo passo e archiviare come obsoleti i giornali.
    Così sul mercato resterebbero soltanto le televisioni che - guarda caso - sono tutte controllate, in modo diretto o indiretto, proprio dal presidente del Consiglio.
    L’affermazione ha, dunque, una sua intrinseca coerenza ed esprime appieno la concezione totalitaria (e niente affatto democratica) che anima Silvio Berlusconi ed è quasi incredibile che, essendo presenti al dibattito i direttori di due dei più importanti quotidiani del paese, non sia venuta da loro neppure un’obiezione sommessa a un ragionamento che assomiglia pericolosamente ai discorsi fatti negli anni trenta da Mussolini che stava terminando la sua opera di «normalizzazione» dei giornali e della radio, mancando allora lo strumento televisivo.
    Che poi Berlusconi, con la sua solita verve, abbia fatto di ogni erba un fascio stabilendo, quasi per decreto, che le casalinghe non leggono i giornali ma vedono soltanto la televisione (oltre a non rispondere alla verità storica) costituisce soltanto un tratto di colore aggiuntivo al discorso che sancisce un rovesciamento radicale del ruolo dei mezzi di comunicazione: quello che conta non sono le idee e le notizie ma la pubblicità che le accompagna e le giustifica.
    La pubblicità,come si diceva una volta, non è soltanto l’anima del commercio, è la sua sola ed esclusiva essenza.
    Di fronte a parole così chiare e così inequivocabili il seminario che si tiene oggi all’Università di Palermo su “Libertà di critica e libertà di ricerca” a cura del Dipartimento di studi su politica, diritto e società in collaborazione con articolo 21, l’associazione Libera e Magistratura democratica, con l’intervento di parlamentari, giuristi, storici e sociologi (da Mario Dogliani a Salvatore Lupo) appare decisamente in controtendenza.
    Perché affronta i problemi della critica politica e della ricerca storica e sociale dal punto di vista di quell’altro testo, per Berlusconi, obsoleto che è la Costituzione repubblicana del 1948 (articoli 21 e 33) e delle leggi che ancora reggono, almeno fino all’annunciata riforma costituzionale, il nostro paese.
    Prendono le mosse da una recente giurisprudenza che si sta affermando nei nostri tribunali, soprattutto in Sicilia per la verità, secondo la quale se si critica qualcuno per azioni che appaiono, ad esempio, favorevoli alla mafia o dimentiche della necessaria trasparenza e legalità, si può essere chiamati a giudizio civile per risarcimenti di danni miliardari da parte dell’uomo politico criticato. Con un effetto indubitabile di monito e di intimidazione nei confronti di giornalisti e di studiosi che altro non fanno che esercitare un diritto di critica sancito dalla costituzione.
    Si stabilisce in altri termini che la critica possa esercitarsi soltanto se si sono acquisite tutte le prove giudiziarie di un comportamento politico e poiché questo non è onere di chi esercita la critica ma con tutta evidenza dei tribunali si ottiene il risultato di impedire qualsiasi dibattito a livello di giornali, di riviste e anche di studi su quello che avviene nel mondo della politica. Se una simile regola fosse sempre stata applicata a livello giurisprudenziale non si sarebbe mai potuto parlare delle inchieste giudiziarie milanesi che nei primi anni novanta hanno portato alla luce un mondo di corruzione e di intreccio tra politica e affari.
    Ma il tentativo di abrogare praticamente la libertà di critica e di ricerca va avanti grazie al restringimento sempre maggiore che si verifica a livello editoriale e giornalistico.
    Di giornali che non seguono le direttive della maggioranza e del governo si incomincia a non parlare in tutte le rassegne stampa che danno indicazioni ai lettori attraverso la radio e la televisione di quel che emerge ogni giorno sui mezzi di comunicazione e si continua intervenendo sui quotidiani e sui settimanali perché di certi libri scomodi, magari per maggioranza e opposizione nello stesso tempo, non si parli affatto sperando che certi argomenti di studio o di riflessione passino del tutto interessando soltanto pochi lettori. Potrei fare molti esempi in questo campo ma devo anche dire che su questo piano, per mia personale esperienza, i lettori italiani stanno dimostrando di saper scegliere quello che interessa loro anche in modo del tutto indipendente da quel che dicono i mezzi di comunicazione.
    Più preoccupante appare quel che sta succedendo nel mondo editoriale.
    Se i piccoli editori, quelli che dispongono magari di marchi storici e gloriosi, continuano a pubblicare libri di ogni genere ma non riescono poi a distribuirli in maniera adeguata in tutto il territorio nazionale, la situazione sta peggiorando presso le maggiori concentrazioni editoriali che appaiono, almeno in parte, assai più sensibili alle reazioni possibili del mondo imprenditoriale e politico di fronte a tesi sgradite espresse dall'uno o dall'altro studioso, non importa di quale tendenza. Anche perché questi editori si preoccupano di più dello spazio che i mass media televisivi e della carta stampata possono dedicare alla loro produzione.
    Siamo dunque ormai in una situazione nella quale esistono vere e proprie liste di proscrizioni per quanto riguarda le televisioni e i giornali e spazi sempre minori anche in campo editoriale.
    A questa situazione si aggiunge ora la legge Gasparri sul sistema televisivo e pubblicitario che nella lunga, necessaria fase di attesa della realizzazione del digitale non fa che rafforzare il senso di forte oppressione che caratterizza i diritti fondamentali di critica e di ricerca sanciti dalla Costituzione del '48 ma disattesi nella costituzione materiale che si sta attuando negli ultimi due anni.
    C'è da sperare che chi può fare qualcosa per opporsi a una simile deriva lo faccia per il bene della Repubblica.
    "La guerra è la vicenda in cui innumerevoli persone, che non si conoscono affatto, si massacrano per la gloria e per il profitto di alcune persone che si conoscono e non si massacrano affatto." (Paul Valèry, poeta francese).

  5. #5
    Me, Myself, I
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    168,745
     Likes dati
    12,133
     Like avuti
    15,258
    Mentioned
    580 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da antonio
    hai ragione..quell'opinione si riferisce a tutto il suo elettorato..che naturalmente gli da' ragione..mustang compreso
    Che ci vuoi fare; il culto della personalità "l'è mai mort"...

  6. #6
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Re: Viva le massaie, che votano...

    In origine postato da ossoduro
    Le massaie che votano non leggeranno tanti giornali, però non sono così stupide come qualcuno dimostra di credere e, confrontandosi ogni giorno con i conti della spesa si accorgono che il loro potere d'acquisto è sempre minore ( grazie al governo che non mette a disposizione le somme per il rinnovo dei contratti, che taglia prestazioni sociali, che ha fatto arrivare la ns. inflazione ad oltre un punto più in percentuale di quella media europea ( ma negli altri paesi non usano l' €, bensì c'è ancora il baratt ).

    Tutto hanno visto in questi quasi tre anni, non di certo il miracolo italiano e la diminuzione delle tasse ........ tanto che la soglia di povertà coinvolge ormai anche famiglie, per i motivi suddetti, che prima non pensavano neanche minimamente di dover affrontare ........ tanto gli promettevano il Paese dei balocchi.

    Peccatoche P. But. sul foglio, abbia tralasciato il tutto

    saluti
    ------------------------
    Buttafuoco secondo te ha tralasciato "questi quasi tre anni" assieme ai certi trant'anni precedenti.
    Le massaie la spesa la fanno con in mano l'euro.
    Le massaie hanno il papà pensionato che ora becca il milione promesso.
    Le massaie hanno i figli con il lavoro.
    Le massaie, intelligenti e con gli occhi ben aperti sulle cose della vita quotidiana, votano Berlusconi.

    Vuoi che ti posti le espressioni ingiuriose che la tua parte ha rivolto a queste massaie proprio dopo le uiltime elezioni?
    Ma chi credete d'imbrogliare con queste "leccate tardive e bugiarde".
    Nascondetevi, che è meglio, dietro il "dito" di Prodi.

    A proposito: come la pensa il brav'uomo sulla fecondazione assistita?

  7. #7
    Me, Myself, I
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    168,745
     Likes dati
    12,133
     Like avuti
    15,258
    Mentioned
    580 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito Re: Re: Re: Viva le massaie, che votano...

    In origine postato da mustang

    A proposito: come la pensa il brav'uomo sulla fecondazione assistita?
    La penserà proprio come CACCHIO gli pare!

    Come "dovrebbe" essere per OGNI PERSONA. Ogni PERSONA che non sia PRONA ad una disciplina di partito (finto o vero che sia).
    Quella legge è stato un blitz oscurantista effettuato (per scopi che nulla hanno a che vedere con le URGENZE del momento ma, a mio modo di vedere, solo con l'intento di scompaginare a COLPO SICURO l'opposizione, o "supposta tale", in un clima che già da tempo è PREELETTORALE) dai soliti noti.

    Hai qualche "massaia", in casa, tu?

    Considerando che il programma “Excalibur” ha un pubblico così esclusivo che perfino l’Auditel fa fatica a certificarlo tra le reti nazionali, questa vuole essere una testimonianza oculare sull’ultima puntata. Il conduttore Antonio Socci ha impedito a Giovanna Melandri di parlare di procreazione assistita, urlando come un ossesso e pretendendo che dicesse solo quello che voleva lui. Per rispondere alla domanda come la poneva Socci, la Melandri avrebbe dovuto accettare il punto di vista oscurantista di chi pretende che l’unica etica sia quella religiosa, anzi cattolica. E questo perché, ovviamente, la morale per i laici non esiste; al massimo si può concedere loro una qualche pratica di vita o una tecnica politica. Nella circostanza Socci si è un po’ agitato e perfino spettinato. Peccato perché, come martire della sua fede era tanto più convincente quando, immobile e abbagliato, cadeva in estasi davanti a Berlusconi. Comunque, Socci e quelli che hanno votato col governo ci hanno spiegato chiaramente che per loro conta più l’embrione della donna. Hanno fatto bene a farcelo sapere. D’ora in avanti, vadano dall’embrione a chiedergli di lavorare, di pagare le tasse e magari anche di stirare le loro camicie.

  8. #8
    "SI PUO' FARE"
    Data Registrazione
    06 Dec 2003
    Messaggi
    8,606
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Re: Re: Viva le massaie, che votano...

    In origine postato da mustang
    ------------------------
    Buttafuoco secondo te ha tralasciato "questi quasi tre anni" assieme ai certi trant'anni precedenti.
    Le massaie la spesa la fanno con in mano l'euro.
    Le massaie hanno il papà pensionato che ora becca il milione promesso.
    Le massaie hanno i figli con il lavoro.
    Le massaie, intelligenti e con gli occhi ben aperti sulle cose della vita quotidiana, votano Berlusconi.

    Vuoi che ti posti le espressioni ingiuriose che la tua parte ha rivolto a queste massaie proprio dopo le uiltime elezioni?
    Ma chi credete d'imbrogliare con queste "leccate tardive e bugiarde".
    Nascondetevi, che è meglio, dietro il "dito" di Prodi.

    A proposito: come la pensa il brav'uomo sulla fecondazione assistita?





    Capisco che leggendo Il Foglio ed Il Giornale si creda di essere nel paese dei balocchi ............ ma basterebbe un semplice giro in qualsiasi mercato, di qualunque città, per tornare alla realtà.

    ' notte.
    "La guerra è la vicenda in cui innumerevoli persone, che non si conoscono affatto, si massacrano per la gloria e per il profitto di alcune persone che si conoscono e non si massacrano affatto." (Paul Valèry, poeta francese).

  9. #9
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Disposizioni della Federazione...

    ....nazionale della stampa diramate in assoluta precedenza presso i cdr.
    Accorgimenti di restyling contenutistico a uso della carta stampata per riconquistare alla lettura le massaie.
    Contrordine compagno Folli. Sul tema della fecondazione assistita non va intervistato Emanuele Severino bensì Severino Antinori, con ovvio corredo fotografico di ovociti e spermatozoi in libera uscita.
    Contrordine compagno Biagi. Per dare smalto alle citazioni è d’uopo soprassedere su Eleanor Roosevelt e raccontare piuttosto aneddoti su Tina Pica, ma anche su Sconsolata, più adatta al target delle massaie focose.
    Contrordine compagno Magris, l’appunto di viaggio sulla Cina è pregevole nonché lodevole ma per adeguare il prodotto al target della massaia fa d’uopo impegnarsi su altre latitudini e su tematiche più consone: opportuno un reportage su Cin cin là: “Oh cincillà, oh cincillà, mordi, rosicchia, divora”.
    Disposizioni della Fnsi in materia di acchiappo massaie.
    Fin qui il Corriere della Sera.

    Accorgimenti approntati per il Messaggero. Ottimo il ruolo di Branko, indispensabile nella strategia del marketing, se ne dispone comunque un trasferimento in prima pagina dove non dovrà più occuparsi di astrologia, bensì di editoriali, sostituendo Giovanni Sabbatucci che, al contrario, con più profitto dovrà scrivere la quotidiana rubrica degli oroscopi. Così avrà modo di fare il revisionista.
    Accorgimenti approntati per la Repubblica. Va da sé che la Fnsi accetta incondizionatamente il trasferimento in largo Fochetti, vuoi perché luogo più vicino al pulsante cuore popolare, vuoi perché una qualche rieducazione politica fa sempre d’uopo per evitare eccessi controrivoluzionari; da questo momento in poi però, i colleghi Travaglio Marco e Maltese Curzio, proprio per affinare i tempi comici e dare smalto alla loro prosa satirica, dovranno, prima del trasferimento, fare un seminario intensivo al Salone Margherita, sotto la supervisione di Oreste Lionello, così impareranno una più spumeggiante prosa per le scenette di Sabina Guzzanti, faranno appunto ridere e saranno più consoni col gusto delle massaie.
    Contrordine per i compagni D’Avanzo e Bonini, dovranno evitare inchieste su argomenti ostici e dedicarsi infine al vissuto profondo dei mercati seguendo l’aumento dei prezzi perché ormai un carciofo lo danno a due euro, altro che.
    Nessun contrordine è previsto riguardo ai compagni Scalfari, Augias e Bocca.
    Ormai sono trash e va benissimo così.
    Il compagno Galimberti dovrà astenersi dal mettere trattini heideggeriani sugli editoriali psicoanalitici e usare piuttosto illustrazioni specie trattando temi di voluttà e nevrosi: va da sé che le signorine ritratte dovranno avere misure: 90, 60, 90.

    Disposizioni della Fnsi diramate in assoluta precedenza presso i cdr. Accorgimenti di restyling contenutistico a uso della carta stampata per riconquistare alla lettura le massaie.
    Contrordine compagno Sorgi, dalle colonne della Stampa dovrà sparire l’editoriale a firma di Viroli Maurizio o, eventualmente, a firma di Rusconi Gian Enrico, per fare spazio a Camilleri Andrea, noto sceneggiatore etnico di popolaresca epopea con commissario Montalbano che tanto piace alle massaie.
    Va benissimo il compagno Rondolino Fabrizio, purché riprenda la sua vena sporcacciona, anche in questo caso su misure 90,60,90.
    Gradite delucidazioni su pasta con le sarde purché corredate da altrettante spiegazioni sulla preparazione del nero di seppia. Ben vengano tutte le iniziative editoriali atte ad avvicinare le massaie alla carta stampata, ottima l’idea dei compagni Lerner e Feltri, va benissimo che facciano la pubblicità col ruolo di mannequin, dovranno però smetterla con questo marchio troppo chic, passino direttamente all’Oviesse.
    Accanto alle massaie.

    quelle che seguiteranno a votare per Berlusconi alla faccia dei bamboccetti di mamma

    saluti

  10. #10
    Me, Myself, I
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    168,745
     Likes dati
    12,133
     Like avuti
    15,258
    Mentioned
    580 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da antonio
    che devo dire: ci sono massaie intelligenti e massaie stupide.
    come in ogni categoria.
    naturale che quelle stupide continueranno a votare berlusconi.
    Non discriminare; cos'hanno DI MENO le massaie stupide rispetto ai forumisti stupidi?

 

 
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Viva il RE, viva l'Italia, viva Casa SAVOIA !!!
    Di Conterio nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 127
    Ultimo Messaggio: 09-08-08, 19:00
  2. Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 22-03-07, 16:20
  3. Viva marx, viva Lenin, viva Bush Tse Tung
    Di Iron81 nel forum Destra Radicale
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 15-06-04, 11:40
  4. Viva marx, viva Lenin, viva Bush Tse Tung
    Di Otto Rahn nel forum Destra Radicale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 13-06-04, 02:36
  5. Anche le massaie contro il Berluska
    Di Oasis nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 16
    Ultimo Messaggio: 20-02-04, 22:51

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito