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  1. #1
    Operam non perdit
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    Predefinito Iraq Occupato / Hannukah 5764, Natale 2003 / hanno gettato la maschera!

    Mentre le funzioni cristiane sono proibite nella Notte più santa (per ragioni di sicurezza...!), nell'Iraq sempre più vittima della cricca giudeo-cristianista, l'accensione delle candele per la festa giudaica di Hannukah viene stimolata dall'esercito d'occupazione.
    Come una latrante estasiata scrive in una lettera e-mail, pubblicata da un noto quotidiano italiano
    http://www.ilfoglio.it/pdf/24122003_2.pdf
    S'inizia a "fare luce" su questa sordida operazione d'occupazione militare!
    "Amore e buone vacanze"... solo a qualcuno!
    @+

    P.S. Il "bieco tiranno" giammai proibì le ceremonie natalizie...

  2. #2
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    e che dice gribisi?
    La famosa artista idolo delle folle :" si figuri che uno ha addirittura scritto che avrei dovuto investire i MIEI soldi comprando un bar! Io!!!! La barista!!!!"

  3. #3
    Orazio Coclite
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    Trascrizione con commento di mezzanotte:

    Lettera di Hanukah da Baghdad
    Pubblichiamo l’e-mail inviata ad amici e conoscenti da una ragazza che lavora a Baghdad per l’amministrazione provvisoria.

    Saluti a tutti. Per chi non lo sapesse, ieri è stata la prima notte di Hanukah. Abbiamo acceso la menorah nel Palazzo Repubblicano di Saddam Hussein. Quanto mi sarebbe piaciuto scattare delle fotografie e inviargliele, dovunque si trovi in questo momento (tipico dei vigliacchi e degli infami infierire sull’avversario ormai prostrato...). Gli spedirei anche una foto con un enorme busto di Saddam recentemente rimosso dal tetto del palazzo. Il busto era stato lasciato nel prato, insieme ad altri tre altrettanto enormi. Il giorno dopo, abbiamo trovato sulla fronte di uno dei busti un biglietto con questa scritta: “non pisciare”. Ma torniamo alla nostra celebrazione. Eravamo in sei: due soldati, due civili, e io; c’era anche il cappellano del luogo, che è cristiano, ma voleva assistere a questo evento storico: la prima accensione della menorah nel Palazzo Repubblicano di Saddam.
    Dato che ero la sola donna presente, mi è stato chiesto di accendere le candele dello Shabbat. Sono stata colta da una profonda commozione, e quasi non riuscivo a farcela. Accendere le candele dello Shabbat in questo luogo, nella sede del potere di un uomo che ha cercato di distruggerci in tutti i modi (che cattivaccio questo Saddam ad infierire contro i poveri e deboli invasori della Palestina. Ma poi cosa avrebbe fatto di pratico contro Israele, oltre a lanciargli a suo tempo un paio di schioppetti e qualche bombacarta che in confronto a capodanno a Napoli hanno ordigni più potenti). Ho pensato alla storia dell’Hanukah, a come i Maccabei e i loro seguaci si rifiutarono di scendere a compromessi sulle loro credenze, a come sconfissero l’esercito di Antioco e a come riconsacrarono il Tempio, facendo durare per otto giorni l’olio sufficiente per uno solo (e Cenerentola, la zucca magica, Biancaneve con tutti i nani, ecc.). Mi sono resa conto che, in un certo senso, anche noi stiamo riconsacrando questo luogo. Ciò che un tempo era la sede del male è ora il centro della speranza e della lode a Dio (sarebbe solo da capire quale Dio, ma di certo per queste persone di Dio ce n’è uno solo, il loro). La menorah che usiamo è splendida: è un dono offerto alla Autorità Provvisoria della Coalizione da un artista ebreo-iracheno che vive a New York. Tutti i candelabri hanno forma di melograno, un simbolo di fertilità, per portare crescita e nuova vita a questo paese.
    Ho anche pensato al miracolo dell’Hanukah, alla lampada rimasta accesa per otto giorni con la stessa quantità di olio (aridagli, poche striminzite righe d’articolo e ripetiamo pure le cose?), fino a quando se ne trovò dell’altro. Ecco ciò di cui questo paese ha bisogno: certamente non di petr-olio(!)(ovviamente, quello se lo fotte la cosca anglo-giudea... altrimenti che ci sono andati a fare fino laggiù!), bensì di un miracolo come quello (giusto, ormai solo un miracolo potrebbe salvare l’Irak). Anche se ci sono risorse limitate, non riesco a credere che non ci sia veramente nulla da fare.
    Ci sono così tante persone qui pronte a qualsiasi sacrificio, dai giovani soldati ai traduttori che rischiano di essere riconosciuti (ma come? Ma gli indigeni non lanciavano petali di rosa al passaggio delle truppe dell’Alleanza (per usare la fuorviante terminologia massmediologica) e dei di loro traduttori? Non si plaude più ai ‘liberatori’?), agli uomini già ritiratisi dal servizio militare che si offrono volontari come civili per dare il contributo della loro esperienza. Poi ci sono tutte le persone in patria che pregano per noi e ci inviano i loro calorosi auguri e rifornimenti di cibo. Insomma, ciò che voglio dire è che qui stanno avvenendo ottime cose (su questo mi trovo d’accordo, solo oggi ne hanno rimandati a casa ben cinque dentro tele cerate), e io non vedo alcun motivo per smettere di lottare. E’ tardi, e ora vado a dormire (bonanotte core...).




    A leggere cose del genere mi vengono i conati, bleargh.

  4. #4
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    il candore e la sicurezza di questi individui è straordinaria, quasi mirabile.
    La famosa artista idolo delle folle :" si figuri che uno ha addirittura scritto che avrei dovuto investire i MIEI soldi comprando un bar! Io!!!! La barista!!!!"

  5. #5
    Cavaliere
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    In origine postato da shambler
    e che dice gribisi?
    Ecco cosa dice gribisi:
    1) Vorrei una fonte del fatto che sarebbero state proibite le cerimonie natalizie in Iraq.
    2) Se degli impiegati ebrei hanno acceso la Menorah nel palazzo presidenziale di Saddam direi che hanno fatto bene, visto che è Hanukkah, il rituale lo prevede, e gli ebrei possono e devono affermare la loro libertà di culto in qualsiasi luogo (eccetto i luoghi di culto di altre religioni, ma non credo sia il caso dell'ex residenza del despota). Niente di meglio che accendere una Menorah nel palazzo che fu del boia per ribadire il principio della libertà di culto.
    3) Risulta a qualcuno che i cristiani, o i musulmani che lavorano nello stesso palazzo non hanno diritto a celebrarvi il loro culto? Solo gli ebrei possono? Questo sì sarebbe ingiusto.

  6. #6
    Cavaliere
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    Orazio Coclite: che cattivaccio questo Saddam ad infierire contro i poveri e deboli invasori della Palestina. Ma poi cosa avrebbe fatto di pratico contro Israele, oltre a lanciargli a suo tempo un paio di schioppetti e qualche bombacarta che in confronto a capodanno a Napoli hanno ordigni più potenti)?

    Re: ha finanziato, con cerimonie pubbliche e riprese da stampa e TV, i familiari degli stragisti degli autobus.
    Inoltre quelli che tu chiami "schioppetti" erano missili balistici Scud.
    Ma ora ha chiuso.

  7. #7
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    Se degli impiegati ebrei hanno acceso la Menorah nel palazzo presidenziale di Saddam direi che hanno fatto bene
    direi che la cerimonia serve per celebrare un trionfo contro un nemico.ed è uno schiaffo in faccia agli irakeni.


    Re: ha finanziato, con cerimonie pubbliche e riprese da stampa e TV, i familiari degli stragisti degli autobus.
    vogliamo fare la macabra conta dei morti dell'uranio impoverito ,dell'embargo, dei bombardamenti?
    La famosa artista idolo delle folle :" si figuri che uno ha addirittura scritto che avrei dovuto investire i MIEI soldi comprando un bar! Io!!!! La barista!!!!"

  8. #8
    Cavaliere
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    In origine postato da shambler
    1) direi che la cerimonia serve per celebrare un trionfo contro un nemico.ed è uno schiaffo in faccia agli irakeni.



    2) vogliamo fare la macabra conta dei morti dell'uranio impoverito ,dell'embargo, dei bombardamenti?
    1) Chissà perchè celebrare cerimonie cristiane o islamiche è un diritto, mentre celebrare cerimonie ebraiche è "uno schiaffo in faccia".
    Pensa gli schiaffi in faccia che ci prendiamo tutti i sabati a Roma, Città Santa della Cristianità, ogni volta che gli ebrei osano celebrare nella Sinagoga.
    Non ci dormo la notte dalla rabbia.

    2) Che c'entra? Quellle sono cose fatte dagli USA, mentre noi stavamo parlando di quello che ha fatto Saddam contro Israele. Non sommiamo pere con mele.

  9. #9
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    la distinzione tra israele e usa è appena formale.

    la cerimonia è stata celebrata nel palazzo del nemico sconfitto e umiliano quale monito per l'amelek di turno sottomesso e non puoi negare questo.
    La famosa artista idolo delle folle :" si figuri che uno ha addirittura scritto che avrei dovuto investire i MIEI soldi comprando un bar! Io!!!! La barista!!!!"

  10. #10
    Cavaliere
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    In origine postato da shambler
    1) la distinzione tra israele e usa è appena formale.

    2) la cerimonia è stata celebrata nel palazzo del nemico sconfitto e umiliano quale monito per l'amelek di turno sottomesso e non puoi negare questo.
    1) Questo è un tuo atto di fede che rispetto, visto che la fede altrui non può essere confutata.

    2) Chi è Amalek? Mai sentito. Forse un ministro di Saddam?
    Io credo che abbiano voluto affermare un principio: il culto ebraico ora può essere celebrato persino nel palazzo di colui che tanto ha fatto contro gli ebrei.

 

 
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