pier luigi pellegrin
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- Partito islamico all'attacco della Lega Nord. Alla notizia mancano i crismi dell'ufficialità, ma è ormai certo che l'Unione dei musulmani d'Italia impugnerà l'ordine del giorno con il quale il gruppo comunale pordenonese della Lega Nord aveva chiesto lo scioglimento del partito tenuto recentemente "a battesimo" proprio a Pordenone da Adel Smith. In quella occasione lo scazzottatore televisivo islamico (spalleggiato dallo spassoso camerata Sergio De Biasio, leader di un fantomatico "partito" fascista) non aveva risparmiato insulti e attacchi alla Lega, più volte definita «partitaccio». L'allegra brigata aveva poi annunciato che avrebbe presentato una propria lista alle elezioni provinciali pordenonesi della prossima primavera. Un'eventualità per lo meno inquietante, se si pensa che gli immigrati extracomunitari presenti nel Friuli Occidentale sono pari a circa l'8 per cento della popolazione.
A sinistra, preoccupati dall'immagine del "famigerato" Adel Smith, si sono subito premurati di smentire le voci di un possibile contatto tra Ulivo e Partito islamico, ma nessuno si è dimenticato che la giunta pordenonese (guidata dal centrosinistra) negli anni scorsi aveva cercato di aprire una moschea in città. L'iniziativa fu bloccata da una petizione organizzata dalla Lega Nord. Ma nel frattempo uno dei quartieri centrali del capoluogo era stato colpevolmente lasciato in balìa di gruppi di facinorosi extracomunitari.
Sono tre i punti cardine individuati dal Carroccio per argomentare le proprie richieste. In primo luogo, l'articolo 8 della Costituzione italiana che, fatta salva la libertà delle confessioni religiose di fronte alla legge, stabilisce che le religioni differenti da quella cattolica hanno il diritto di organizzarsi secondo i propri statuti purché non siano in contrasto con l'ordinamento giuridico italiano. In seconda battuta, la Corte Costituzionale turca nel 1998 ha imposto lo scioglimento del partito islamico turco ritenuto contrario al principio di laicità dello Stato. Anche la Corte di giustizia europea, infine, sostiene indirettamente la tesi leghista avendo confermato (il 31 luglio 2001) che la sentenza della Corte costituzionale turca era legittimata dalla "incompatibilità della legge islamica con la Convenzione per i diritti dell'uomo".
Alberto Scotti ed Eligio Grizzo, rispettivamente capogruppo e consigliere comunale del Carroccio a Pordenone, hanno inoltre sottolineato quanto le regole della legge islamica, la Shari'a, entrino in conflitto con le normali convenzioni democratiche dell'Occidente. «La Shari'a - hanno spiegato i leghisti -evidenzia una pericolosa commistione tra regole religiose e politiche in quanto riflette fedelmente i dogmi e le regole divine stabilite dalla religione islamica e ne rappresenta totalmente la rigidità filosofica. Per questo motivo noi riteniamo che essa violi apertamente i più elementari principi del pluralismo democratico, che devono invece sempre caratterizzare la libera partecipazione dei cittadini».
La causa islamica non è certo aiutata dal fatto di essere rappresentata da un personaggio come Adel Smith. «Persino l'unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia - affermano Scotti e Grizzo - riconosce in Adel Smith una persona che in diverse occasioni è stata aspramente censurata proprio da rappresentanti islamici per i suoi atteggiamenti intolleranti, le sue affermazioni irresponsabili e le sue parole offensive. Non è un mistero per nessuno che il fondatore del partito islamico abbia ripetutamente e pubblicamente insultato e offeso la religione cattolica, i suoi simboli e i suoi più alti rappresentanti. Vere e proprie aggressioni che dimostrano come, senza rispetto reciproco, sia impossibile instaurare una civile e democratica convivenza». Oltre a domandare lo scioglimento del Partito islamico, la Lega ha anche chiesto al sindaco e alla giunta pordenonese di inviare l'odg al Capo dello Stato, ai presidenti di Camera e Senato e al presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia.


[Data pubblicazione: 05/12/2003]