Fido e micio, passaporto per l’Ue
La copertina è di cartone plastificato blu cobalto con al centro l’emblema dell’Europa, la corona a dodici stelle dorate, mentre la dimensione è la stessa di quello rilasciato ai cittadini dell’Unione. È il nuovissimo passaporto europeo che cani, gatti e furetti dovranno avere per viaggiare in Europa dal prossimo luglio. Il provvedimento è stato approvato dalla Commissione europea su proposta del responsabile per la sanità David Byrne e sulla base della decisione che aveva già ricevuto il via libera dal Consiglio Ue e dall’Europarlamento.
Le regole. Il passaporto rappresenta un prezioso documento veterinario per gli animali di casa e per i loro proprietari che potranno più facilmente partire all’estero in loro compagnia. Gli animali inoltre, potranno viaggiare soli per spostarsi da un Paese all’altro dell’Unione. E così, dall’Italia alla Finlandia, dalla Francia alla Polonia, si creerà un grande mercato interno per i viaggi degli animali domestici e non solo per i loro proprietari. Le stesse regole si applicheranno anche in altri Paesi come Svizzera, Norvegia e Liechtenstein.
La rabbia. Il passaporto verrà rilasciato dal veterinario che pratica sull’animale la vaccinazione antirabbica: di fatto, questa è l’unica condizione per superare le frontiere nell’Ue, con la sola esclusione di Irlanda, Svezia e Gran Bretagna. Per entrare in questi Paesi gli animali da compagnia già vaccinati dovranno essere sottoposti anche a un test di verifica degli anticorpi. Dublino ha fatto comunque sapere che intende adeguarsi al più presto alle norme Ue.
Il microchip. Sul passaporto, come quello per i cittadini europei, verrà posta la foto del compagno di viaggio. Quest’ultima però è facoltativa, mentre sarà obbligatorio poter identificare l’animale. Anche il nome, la specie, la razza, il sesso, la data di nascita e il mantello descritti sul passaporto non sono considerati sufficienti. Per una identificazione ufficiale sarà necessario applicare su Fido e sugli altri animali un microchip: il numero, la data di impianto e la localizzazione dovranno essere chiaramente riportati sul documento. Il microchip non è altro che un minuscolo trasmettitore-ricevitore elettrico e costituisce, secondo gli europarlamentari, il metodo meno crudele e al tempo stesso più affidabile per il riconoscimento.
Le vaccinazioni. Sulla prima pagina del documento viene indicato il nome del proprietario e i suoi recapiti. Le pagine seguenti sono dedicate alla vaccinazione antirabbica: dal nome del fabbricante al numero del lotto, dalla data di validità del vaccino al veterinario autorizzato che lo ha praticato. Seguono altre informazioni che riguardano il test sierologico antirabbico, i trattamenti contro le zecche, contro l’echinococcus e altre vaccinazioni.
Il Mattino
7 12 03




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