GWN _ Il 27 novembre 2003 in un articolo su ³Il Giornale² Paolo Guzzanti , presidente della Commissione Mitrokhin, ha affermato che ³ gli agenti del blocco sovietico si occuparono durante gli anni ottanta e fine alla fine dell¹URSS, di promuovere e creare numerosi movimenti sotto l¹etichetta ecologista e Œverde¹, ma in realtà pure emanazioni di devastanti direttive.1 ²
Il collegamento tra Kgb sovietico, Stasi tedesco-orientale e movimenti ecologisti era già stato ipotizzato: in un articolo del Times del 21 novembre 2000 Roger Boyes ne parla apertamente2 . Egli collega con una linea rossa (è proprio il caso di dirlo) una serie di incidenti occorsi intorno alla metà degli anni ottanta ad industrie chimiche tedesche e la crescita accelerata in Germania del partito dei Verdi.
Ricordate l¹esplosione di un grande magazzino della Sandoz vicino a Basilea il 1 novembre 1986? Fu uno dei maggiori disastri ecologici: per estinguere il fuoco servirono 13mila metri cubi d¹acqua che trasportò nel Reno tonnellate di sostanze chimiche pericolose, mercurio compreso. Il fiume fu ribattezzato Œil fiume della morte¹ perchè milioni di pesci morirono e 150mila anguille affiorarono alla superficie 5 giorni dopo l¹esplosione. Al Reno ci vollero 10 anni per riprendersi ma le cause dell¹incidente non furono mai chiarite.
Ebbene, nel novembre 2000 un ex agente della CIA e un esperto della polizia della Germania Est hanno dichiarato che dietro questo disastro c¹era la mano di una speciale sezione della Stasi e l¹operazione sarebbe stata ordinata dal Kgb per Œdistrarre¹ l¹attenzione mondiale dall¹incidente nucleare di Chernobil e dalle pesanti responsabilità sovietiche in merito. Un macabro Œchiodo schiaccia chiodo¹.
La televisione pubblica tedesca, la ZDF, ritiene di aver scoperto il retroterra politico del disastro Sandoz. Nel corso di un programma sulla storia della Germania Est. Vincent Cannistraro, già capo delle operazioni anti-terrorismo della CIA, ha così ricostruito i fatti: ³ La Stasi lavorava per conto del Kgb. Essi si servirono di un piano sulle catastrofi elaborato da una compagnia assicurativa di Zurigo che aveva condotto un¹ispezione agli impianti Sandoz. In questo piano era descritto con precisione cosa sarebbe accaduto se si fosse sviluppato fuoco in determinati locali.²
Cannistraro avrebbe avuto tali informazioni da un agente del Kgb di Mosca.
A questo punto una speciale sezione della Stasi conosciuta come AGMS (Gruppo di Lavoro per Speciali Problemi Ministeriali) sarebbe entrata in azione. Thomas Auerbach, che si occupa di ricerche sul AGMS negli archivi della Stasi, conferma: che la Stasi fosse esperta in sabotaggi tramite esplosioni era cosa nota negli ambienti dell¹intelligence.
Questo ed altri incidenti di quel periodo a danno di industrie chimiche tedesche diedero un enorme impulso alla crescita del partito dei Verdi in Germania.


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