4 dicembre 2003 - LERNER SU VALORI
da "Dagospia"
3 - LE ORIGINI MULTIPLEX DI GIANCARLO ELIA VALORI
Gad Lerner per www.virgilio.it
Impagabile nel suo umorismo involontario è la spregiudicatezza di un uomo simbolo dell'eterna classe dirigente italiana, uno di cui si vocifera che sia potentissimo e lui ci campa sopra da decenni: Giancarlo Elia Valori.
Provate a leggere la prima pagine della "Padania", il quotidiano che pur vivendo del finanziamento pubblico di noi contribuenti (meridionali e apolidi compresi) non dismette neppure nell'edizione di ieri il titolone contro "Roma padrona". Ebbene, i fieri avversari di "Roma padrona" pubblicano in prima pagina (e non è la prima volta, il feeling dura da tempo) un articolo del presidente degli industriali di Roma (che naturalmente non è un industriale), cioè l'ineffabile Giancarlo Elia Valori.
E quest'ultimo che fa? Cosa ha da dichiarare di tanto importante sulla prima pagine del giornale nordista questo sempiterno esponente del sottogoverno romano? La sua è una vera e propria dichiarazione di appartenenza etnica. Siccome lo hanno appena designato (contro la volontà di Berlusconi) alla presidenza della società autostradale Milano Mare-Milano Tangenziali, lui deve conquistarsi la benevolenza leghista.
Ecco come: "Le mie origini che, come tutti conoscono, sono profondamente veneziane - sono nato a Meolo, tanto che mi si attribuisce tuttora un insuperabile accento veneto - mi legano da sempre al riconoscimento delle necessità di sviluppo delle Regioni Padane". Non basta? Il presidente degli industriali romani si lancia in un elogio della Padania: "È la Padania, con le sue potenzialità, la sua centralità geografica, la sua strategicità, il luogo verso il quale indirizzare ogni azione...". Ancora qualche sospetto di trasformismo? E allora scocca nel crescendo finale l'omaggio a - testuale - "la grande Padania".
Valori come è noto ha anche origini coreane, rumene e israeliane. Ma se lo avessero nominato a capo di una compagnia petrolifera il re dei trasformisti ci avrebbe rivelato finalmente ascendenze beduine, fra gli applausi dei leghisti locali.




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