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Mosca, 7 dicembre 2003
Russia Unita (Er) ha ottenuto un grande successo alle legislative e il blocco centrista che sostiene il presidente Vladimir Putin pare avviato ad una super maggioranza alla Duma mentre crollano i comunisti e in parlamento raddoppia l'ultradestra ed entra di forza una formazione accusata di "nazionalsocialismo".
Restano in parlamento, se gli exit poll si confermano, le due formazioni liberali, presentatesi divise, Sps e Yabloko, con un 6% che appare semplicemente simbolico nei nuovi equilibri. Con un'affluenza più o meno paragonabile al 61,7% del 1999, gli exit poll danno a Er fra il 34 e il 37% (contro il 23% del precedente partito del Cremlino "Unita"), mentre i comunisti sono crollati al 14-15%, contro più del 24%.
Ma la vera sopresa è l'11-12% del partito dell'ultradestra (Ldpr) di Vladimir Zhirinovski (che aveva il 6% alle ultime elezioni), pronto a sostenere il centro putiniano, e il blocco social nazionalista Rodina, considerato una creatura del Cremlino per togliere voti ai comunisti, che avrebbe ottenuto il 9%.
Boris Nemsov, uno dei leader del Sps, ha detto che "i nazionalsocialisti sono arrivati alla Duma" che sarà ora dominata da loro e dai "burocrati" di Er ed ha espresso peoccupazione per l"'ordinamento costituzionale". Proprio contro la minaccia di un successo di Rodina, una formazione con un programma simile a quello comunista ma con slogan nazionalisti in nome dell'Eurasia e di sospetto nei confronti dell'Occidente, aveva avvertito Anatoli Ciubais alla vigilia. Un mostro, aveva detto, evocato dal Cremlino per "disgregare l'opposizione comunista" che rischiava di sfuggire al suo padrone.
Il leader di Rodina Serghiei Glaziev, che ha sempre respinto le accuse di "fascismo e razzismo", ha dichiarato che "è venuto il nostro momento, e adesso le cose cambieranno". Votando oggi a Mosca, Anatoli Ciubais, leader del Sps, aveva profetizzato che "la situazione è grave e domani potremmo risvegliarci in un Paese diverso".
Ciubais aveva sottolineato, che "molti dei nostri elettori non si rendono conto di quanto la situazione sia grave" ed aveva invitato a votare per evitare il rischio di una Duma sottoil totale controllo del Cremlino e all'ombra dei "nazionalsocialisti" di Rodina.
Tali preoccupazioni di Ciubais erano condivise anche dal leader di Yabloko, Grigori Yavlinski che aveva definito "una catastrofe" un'eventuale super maggioranza putiniana alla Duma.
Ma se Putin sembra aver ottenuto quella super maggioranza che aveva chiesto, il punto è ora vedere cosa ne farà e se avrà o no bisogno dei seggi di Rodina, in un Paese dove è già accusato di imbavagliare la stampa, di voler controllare il grande capitale e di ignorare le critiche sui diritti umani in Cecenia.




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