09/12/2003 - 10:41
(ASCA) - Roma, 9 dic - ''Con il 30% di Fi, il 12 di An e il 4 dell'Udc, la Cdl sarebbe al 46%. Se al centrosinistra venissero tolti i sette punti di Rifondazione comunista si fermerebbe al 37%''. Chi da queste percentuali e' Domenico Nania, capogruppo dei senatori di An, che in un'intervista all''Avvenire' sottolinea l'esigenza di ''una competizione tra un centrosinistra socialdemocratico e un centrodestra senza piu' fibrillazioni''. ''Vogliamo un sistema politico - afferma Nania - dove domini la stabilita' e la concordia e la Lega troppo spesso mette in fibrillazione governo e coalizione''; nello stesso tempo ''in Italia non esiste un centrosinistra che possa pensarsi come alternativa al centrodestra senza Rifondazione comunista'', un partito che ''continua a credere a un'ideologia sepolta dalla storia e ne fa la ragione sociale della propria esistenza''. ''Con il taglio di Rifondazione da una parte e di Rauti e della Lega dall'altra - sostiene Nania - il centrodestra avrebbe una maggioranza assoluta. Ripeto: assoluta''. Comunque, questa ''e' solo un'ipotesi di scuola. Ma le cose vanno dette con chiarezza: il Prc per il centrosinistra e' fondamentale per esistere; per noi la Lega e' fondamentale per vincere. Insomma, serve per arrivare al 51%''. Nania dice poi che ''il centrodestra e' fatto da forze politiche nazionali, liberali e cattoliche. E poi federali. Attenzione: fe-de-ra-li. Se la Lega rispetta il ruolo di forza politica federale, se rinuncia a ogni tentazione secessionista, e' perfettamente coessenziale al centrodestra. Pur nella consapevolezza che e' e resta una forza di nicchia'' perche', a differenza di Prc che ''esiste da Pachino a Bolzano'', ''Bossi sotto Bologna scompare e la Cdl perde una gamba''. leo/leo/alf


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