MOSCA – Un trionfo annunciato, la conferma che Vladimir Putin non ha più avversari temibili. Questo emerge dai primi exit poll che arrivano da Mosca, a poche ore dalla chiusura dei seggi per il rinnovo della Duma. Il partito del presidente, Russia unita (Er), si attesta, secondo i dati del primo canale, al 37%. Per la prima volta dopo anni i comunisti perdono la maggioranza relativa e si aggiudicano il 15% dei voti, una netta discesa rispetto al passato, anche a quello post-sovietico. ma sono pronti a dare battaglia e annunciano una denuncia alla Procura generale contro presunti brogli e irregolarità nel voto.
Superano lo sbarramento del 5% anche i liberali, Sps dell'ex vicepremier Anatoli Ciubais e Iabloko di Grigori Iavlinski, entrambi al 6%.
I comunisti hanno perso il primato dopo decenni. Come preannunciato alla vigilia del voto, per la prima volta dall'ottobre del 1917, l'anno della rivoluzione bolscevica, i comunisti russi hanno perso un'elezione. Il Pcfr (o Kprf, partito comunista russo) era dato secondo da diversi sondaggi e gli exit poll sembrano confermare i pronostici. Il leader rosso, Gennady Zyuganov, aveva promesso: “Noi comunisti dimostreremo coi fatti che il popolo russo è stanco di tante ingiustizie". Eppure i voti dei contadini, dei pensionati e degli esclusi dalla Russia sempre più occidentalizzata, non sono stati sufficienti a fermare il sorpasso. D'altra parte il partito trasversale degli uomini della finanza, degli imprenditori e dei manager ha messo le mani anche sul Pcrf: il 24 per cento dei 257 candidati in corsa per i 225 seggi distribuiti col sistema proporzionale, proveniva dal mondo delle imprese, compresa la Yukos, il colosso petrolifero implicato in uno scandalo nazionale senza precedenti.




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Che c' azzecca con Lister