IN questi giorni che, a sessant´anni di distanza, vengono ricordate le dolorose vicende dei nostri soldati sul Fronte russo, e che temporali di guerra salgono minacciosi all´orizzonte di un grigio inverno recando smarrimento agli abitanti della Terra, da un lettore ricevo una lettera dove, tra l´altro, si legge: «...le mando un documento. L´ho rinvenuto in un faldone impolverato della mia scuola. In tempo di guerra le vecchie aule dell´edificio hanno ospitato Zuccari e la Tagliamento; lungo i corridoi sono risuonati i passi di partigiani di Gemisto e Moscatelli; negli anni successivi quelle stesse mura hanno salutato la «restaurazione» scolastica della nuova Italia. Dallo storico archivio diverso materiale è andato disperso: note di Provveditorato, ordinanze ministeriali, circolari della Gil e cronache di insegnanti sui registri. Tutta roba diventata scomoda. Con gli occhi di poi mi pare un male...». Ecco il documento che dopo sessant´anni credo si possa rendere pubblico: Prot. N. 8938 - Vercelli, lì 24/11/1942/XXI - ALLE AUTORITÀ SCOLASTICHE degli Ordini elementare, medio, sup. classico e magistrale e superiore tecnico della provincia di Vercelli. La Federazione dei Fasci di Combattimento di Vercelli comunica: «Considerando che le truppe combattenti sul fronte russo dovranno trascorrere il prossimo inverno in zona disagiata e di clima rigido, gli organi militari competenti ravvisano l´utilità che le truppe stesse possano disporre di carta di giornale, nel maggior quantitativo possibile. La raccolta di carta di giornali (esclusi fascicoli, riviste e comunque giornali illustrati) dovrà essere fatta dal 20 al 30 novembre 1942. XXI. Per la raccolta delle rese, potranno essere presi accordi con le direzioni e le agenzie dei vari giornali. Si dovrà controllare accuratamente tutto il materiale, assicurandosi che nessun foglio rechi scritte o segni diversi da quelli stampati. L´iniziativa non dovrà formare oggetto di pubblicità. I giornali raccolti dovranno essere imballati, con filo di ferro o con reggette, in colli di kg 40, e concentrati non oltre il 30 novembre corrente presso il Gruppo Rionale «Silvia Lombardi» del Capoluogo che funzionerà come centro di raccolta. Conto sulla efficace collaborazione di tutte le scuole. IL R. PROVVEDITORE AGLI STUDI. Una circolare del genere si commenta da sola; mi viene però da far osservare al lettore la «zona disagiata e il clima rigido» e «l´utilità che le truppe stesse possano disporre di carta di giornale». Sì, i giornali avrebbero potuto servire per uso igienico (si usavano le buste delle lettere, quando arrivavano!), avrebbero anche potuto servire come carta per sigarette da arrotolare con il makorka, tabacco russo per soldati, deportati, vagabondi ecc. ricavato dai gambi e dai fusti della pianta del tabacco. Dalla raccolta dovevano essere escluse riviste, fascicoli, giornali illustrati: certo, leggere poteva essere disdicevole a soldati in trincea, pericolose per il morale certe fotografie che avrebbero potuto turbare l´immaginazione. Nessuna scritta o segno dovevano essere apposti: come avrebbe potuto la Censura controllare tutto? La raccolta doveva essere fatta senza pubblicità: «Zitti! Il nemico vi ascolta» era scritto nei luoghi pubblici. Non so l´esito di questa iniziativa della Federazione dei Fasci di Vercelli; di sicuro, dove eravamo noi sul Don, non si vide manco un giornale vecchio. Magari! Ci sarebbe servito per forbirci il culo o per stendere qualche foglio sotto la giubba per proteggerci dal vento della steppa. Lì, in linea, avevamo solo il cappotto e una piccola coperta da campo.

Mario Rigoni Stern
La Stampa 16/2/2003