11 Dec 2003 142

Pensioni, sindacati e Confindustria con Bossi su Tfr
BRUXELLES (Reuters) - I sindacati confederali e la Confindustria condividono la posizione del leader della Lega Nord e ministro per le Riforme, Umberto Bossi, che oggi, in una intervista pubblicata dal Giornale, dice che "il Tfr dei lavoratori non si tocca", ossia che sarebbe meglio rimanesse in capo alle imprese.

"Siamo tutti con Bossi" ha commentato il segretario della Cisl, Savino Pezzotta. "Bossi ci ruba il lavoro a tutti" ha aggiunto il segretario Uil, Luigi Angeletti. Ed il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, ha concluso: "Oggi, appena vedo Maroni gli dico: io sto con Bossi. Voglio vedere cosa dice".

I tre leader si sono incontrati sullo stesso aereo che li ha portati a Bruxelles per il vertice sociale della Ue che si riunisce oggi in vista del Consiglio europeo di domani e sabato.

Al vertice partecipano i presidenti del Consiglio di Italia e di Irlanda e Olanda (i prossimi due Paesi che avranno la presidenza della Ue), i ministri del Welfare dei 15 ed i rappresentanti delle parti sociali europee.

Sullo stesso aereo, per lo stesso motivo, anche il direttore generale di Confindustria, Stefano Parisi, che ha commentato: "Siamo tutti con Bossi".

La delega fiscale prevede lo smobilizzo volontario del Tfr. Il governo spera così che questi fondi siano investiti in fondi pensionistici che possano portare capitale fresco in borsa. La Confindustria è invece tendenzialmente contraria allo smobilizzo del Tfr, mentre i sindacati sono a favore di versamenti a fondi sindacali.

Parisi ha poi lanciato il tema del vertice di ieri fra governo e sindacati sulla riforma del sistema previdenziale. I sindacalisti hanno riferito come si è arrivati all'incontro a quattro, al termine del vertice, fra i tre leader ed il vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini.

Secondo quanto detto da loro, l'incontro formale è praticamente finito quando sono arrivati sul tavolo i primi lanci di agenzia che riportavano le dichiarazioni del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che informava che la lettera agli italiani sulla riforma delle pensioni è già pronta e partirà dopo l'Epifania. "E allora cosa stiamo a fare, noi, qua?", è stato il commento dei sindacati.

E' a quel punto che il sottosegretario Gianni Letta ha interrotto la riunione che è ripresa poi a quattro nello studio di Fini, con la decisione di andare avanti nel confronto fino al 10 gennaio. I tre leader, anche oggi, hanno tenuto a sottolineare che si tratterà di "confronto" in tema previdenziale e non di "trattativa".

Da quanto raccontato dai sindacalisti, pare difficile che Cgil, Cils e Uil presentino una loro proposta di riforma delle pensioni, come vorrebbe il governo

Da "http://www.reuters.com/locales/newsArticle.jsp?type=businessNews&locale=it_IT&sto ryID=3977232"