Le Nazioni Unite hanno pubblicato nuove previsioni sulla dimensione e l'età media della popolazione terrestre fra 300 anni. Secondo il documento, se il tasso di fertilità rimarrà ai livelli attuali, la popolazione globale salirà a 134 mila miliardi. Questo, ovviamente, è un caso limite: ma anche in un'ipotesi intermedia, gli abitanti del pianeta potrebbero crescere dagli attuali 6,3 miliardi a 9 miliardi nel 2300.
Le stime a lungo termine della divisione demografica delle Nazioni Unite vengono rese pubbliche per aiutare gli scienziati dell'ambiente e i politici a valutare le implicazioni dei cambiamenti demografici globali. Il rapporto sostiene che l'incremento previsto dimostra chiaramente l'insostenibilità degli attuali tassi di natalità.
La cifra di 134 mila miliardi è infatti dovuta al verificarsi dell'ipotesi peggiore: il rapporto suggerisce che se i livelli di fertilità si stabilizzassero attorno ai due bambini per ogni donna, l'aumento della popolazione sarebbe più gestibile e raggiungerebbe solo i 9 miliardi di persone in tre secoli. La crescita, in questo caso, sarebbe spiegata esclusivamente con il miglioramento della longevità. Il numero di persone oltre i 60 anni salirebbe dal 10 al 38 per cento, e quelli oltre gli 80 dall'1 al 17 per cento.
Tuttavia, secondo il documento, anche piccole variazioni nei livelli di fertilità potrebbero alterare radicalmente questi valori, in una direzione o nell'altra. Una natalità media di 1,85 bambini per donna produrrebbe una popolazione di soli 2,3 miliardi, mentre una media di 2,35 si tradurrebbe in una popolazione di 36,4 miliardi di persone. In ogni caso, nel 2300 l'età media globale sarà comunque più elevata di quella odierna. Quasi un quarto di questa popolazione vivrà in Africa, mentre l'India, la Cina e gli Stati Uniti continueranno a essere gli stati più popolati del pianeta.

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dicembre 2003