Il Cairo -17 dicembre 2003 -
L'ex ministro della giustizia USA Ramsy Clarke si e' dichiarato pronto ad assumere la difesa del deposto presidente iracheno Saddam Hussein: "Certo, perché no?", ha dichiarato dal Cairo, dove sta presenziando ad una conferenza internazionale anti-occupazione della durata di due giorni, "Sono pronto ad assumermi l'onere della sua difesa", ha detto, sottolineando che anche Saddam - quali che siano i crimini a lui imputabili - ha diritto ad un "processo giusto, obiettivo ed imparziale".
Clarke ha comunque messo in dubbio che a Saddam sarà concesso un simile processo. L'ex ministro USA ha dichiarato che Saddam dovrebbe essere processato in Iraq e, se tale procedimento dovesse fallire, da un tribunale internazionale. Tuttavia, ha continuato, né il Consiglio di Governo ad Interim, installato dagli USA, né le forze d'occupazione hanno il diritto di processare il deposto presidente. "L'IGC non rappresenta l'Iraq. Esso e' il Consiglio di Bush". L'ex ministro della giustizia ha notato poi che il corpo iracheno e' stato molto rapido nel dire che la prova del DNA confermava che l'uomo catturato era Saddam. "Credete forse che essi possano fare il test del DNA da soli? Sono solo fantocci", ha reiterato Clarke.
Per quello che concerne un processo messo in piedi dalle forze d'occupazione, Clarke ha ribadito che si tratterebbe di una proposta ridicola. "L'occupazione dell'Iraq e' essa stessa un crimine internazionale e va contro la comune decenza e l'integrità morale". Alla domanda se Saddam potrebbe essere portato di fronte alla Corte Criminale Internazionale, Ramsy Clarke ha risposto con arguzia, dichiarando che Washington non riconosce tale corte. Ma l'ex giurista britannico Tony Benn ha dichiarato che, avendo Bush ordinato precedentemente una missione per assassinare Saddam, le possibilità per quest'ultimo di ottenere un giusto processo sono "minime".
Benn, anche giornalista televisivo, aveva intervistato Saddam pochi giorni prima che venisse sferrato l'attacco contro l'Iraq. L'ex leader iracheno aveva negato di possedere armi di distruzione di massa e di avere connessioni con al-Qaida. "Non c'e' alcun dubbio sul fatto che fosse un dittatore senza scrupoli, ma noi siamo contro la guerra e l'occupazione del suo paese - uno dei massimi produttori di petrolio", ha dichiarato Benn a IOL.
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