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    Predefinito Il movimento antivivisezionista

    Una breve panoramica sugli scopi, i modi e i risultati della lotta contro la vivisezione in Italia, preceduta dalla descrizione dei motivi per cui la sperimentazione animali va combattuta. Per saperne di più, per diventare attivisti, per essere informati su tutte le campagna in corso: www.Novivisezione.org, un punto centralizzato per l’informazione antivivisezionista in Italia. CHE COS’È LA SPERIMENTAZIONE ANIMALE, O VIVISEZIONE? Molti pensano che la “vivisezione” oggi non si pratichi più. Al contrario, la vivisezione prospera, e, per certe categorie di esperimenti, i test su animali sono obbligatori per legge. I vivisettori amano definirsi scienziati, o ricercatori, e sostituiscono la parola “vivisezione” con il termine più pulito di “sperimentazione animale”. Ma cambiare le parole non significa cambiare la realtà. E’ vero che gli animali non vengono quasi mai sezionati da vivi e coscienti, ma gli esperimenti a cui vengono sottoposti sono comunque terribili, e di solito, senza anestesia. Quando l’anestesia è utilizzata dura solo per il breve lasso di tempo in cui l’animale è sottoposto a un intervento chirurgico, o altra operazione invasiva, dopodiché, per tutto il tempo in cui dovrà soffrire delle conseguenze di tale operazione, o dell’inoculazione di virus o sostanze tossiche, rimane senza alcun analgesico che possa lenire il suo dolore. Per giorni, settimane, o mesi, fino alla morte. Gli esperimenti sugli animali non solo non sono necessari, non solo non sono utili, ma sono, spesso, dannosi, perché portano a risultati fuorvianti, o inutili, che danno un falso senso di sicurezza per la successiva sperimentazione sull’uomo. Che, per legge, deve comunque esserci. Per i test di tossicità, ad esempio, come facciamo a sapere che un risultato trovato su una data specie animale è applicabile all’uomo? Semplice, proviamo la sostanza da sperimentare sull’uomo, e solo dopo possiamo dire che quella specie, per quella determinata sostanza, si comporta in modo simile all’uomo. Così avviene. Sperimentando su varie specie animali si trovano sempre risultati discordanti: come sapere a priori, qual è la specie che, in quel caso, è la più simile all’uomo? Non è possibile. Ad esempio, gli effetti tossici della diossina sono stati studiati su molte specie animali: per il porcellino d’India e il ratto, questa sostanza è molto tossica. Per il criceto è innocua. Le altre specie danno risultati intermedi. Ebbene, da questi risultati, cosa possiamo dedurre per l’uomo? Sarà più simile al criceto o al porcellino d’India? Non si sa, a priori. Solo dopo che l’uomo sarà venuto in contatto con questa sostanza, si potrà conoscere la risposta. Ma allora, i test su animali saranno stati inutili. Per quanto riguarda la ricerca medica, di base e applicata, questi esperimenti conducono spesso a un vicolo cieco e ostacolano il progresso della Medicina. Infatti, un procedimento che induce artificialmente una malattia su animali sani, per poi tentare di applicarne i risultati ottenuti agli esseri umani, sarà sempre un fallimento, perché le reazioni fisiologiche variano in misura enorme tra le specie e le patologie indotte differiscono moltissimo da quelle che si riscontrano naturalmente nell’uomo. I veri progressi della medicina si sono sempre avuti grazie a osservazioni cliniche, a studi epidemiologici, a innovazioni tecnologiche (quali l’invenzione del microscopio, dei moderni strumenti di diagnosi, ecc.). COSA POSSIAMO FARE NOI? Come singoli cittadini non attivisti, ben poco. Ci sono solo due fronti su cui possiamo muoverci, come “consumatori”: l’acquisto di cosmetici e le donazioni alle associazioni per la ricerca. COSMETICI “CRUELTY-FREE” Non è facile capire quali cosmetici siano davvero senza crudeltà. Il test del prodotto finito (che sia un rossetto, uno shampoo, una crema da barba) non viene quasi mai eseguito su animali, perché questo per legge non è obbligatorio. Quindi, se l’etichetta “non testato su animali” sta solo ad indicare che è il prodotto finito a non essere testato (e questo però non si può sapere se non chiedendo al produttore), è poco utile. Quel che interessa è che i singoli ingredienti non siano testati su animali, perché è questo genere di test a venire sempre effettuato dal produttore dell’ingrediente, in quanto obbligatorio per legge. Quindi, solo quelle ditte che si impegnano a non usare più ingredienti testati dopo una certa data (e quindi a non usare più, da quella data, ingredienti nuovi), seguono una politica utile all’eliminazione di questi test, e se i consumatori vogliono dare un segnale forte, all’industria e al legislatore, devono comprare solo prodotti del genere. Prodotti che si trovano solitamente nelle erboristerie (marche come Rebis, Weleda, Lepo Line, Argital) o nei negozi in franchising come Body Shop e Lush. Maggiori info: www.novivisezione.org/info/cosmet.htm RICERCA SENZA ANIMALI Questa campagna si propone di informare i cittadini sulle attività delle associazioni che finanziano la ricerca medica e in particolare sulla destinazione delle donazioni che esse ricevono. Infatti, molti non sanno che spesso una donazione per la ricerca contribuisce al finanziamento di esperimenti su animali che non sono in alcun modo utili per i malati. Anche qui, dunque, il cittadino può fare la differenza: non solo scegliendo di non eseguire donazioni a quelle associazioni che usano parte dei fondi per la ricerca su animali (come l’AIRC, l’AISM, l’ANLAIDS, Telethon, 30 ore per la vita), ma anche scrivendo loro per far sapere i motivi della propria scelta, e indurle a un cambiamento di rotta. Sul sito www.RicercaSenzaAnimali.org si possono trovare tutte le informazioni necessarie sulla campagna: quali associazioni usano i fondi per i test su animali, quali non fanno ricerca (e quindi non fanno vivisezione) ma aiutano il malato, quali portano avanti progetti di ricerca senza animali. Per ciascun caso sono riportati esempi, approfondimenti, e i recapiti a cui scrivere. ATTIVISMO MILITANTE Se come semplici cittadini-consumatori abbiamo poche possibilità, come attivisti contro la vivisezione se ne aprono molte di più. Possiamo agire su tre fronti: la diffusione di informazioni, il cambiamento delle leggi, le proteste e i boicottaggi. Tutti e tre questi aspetti sono importanti, ed è importante che ci siano insieme. La diffusione di informazioni, da sola, non associata a campagne volte a far cambiare le leggi e danneggiare in qualche modo i mandanti e gli esecutori dei test su animali, è un’attività sterile. Allo stesso modo, tentare di far cambiare le leggi senza che l’opinione pubblica le sostenga in alcun modo (perché disinformata) e senza che chi le deve rispettare trovi “conveniente” farlo (per evitare i danni derivanti da boicottaggi e altre pressioni) è meno efficace. Diffusione di informazioni: può essere effettuata tramite distribuzione di materiale informativo cartaceo (in tavoli informativi, biblioteche, centri culturali, scuole), mostre fotografiche, organizzazione di conferenze pubbliche (in biblioteche, circoli, scuole), o tramite lettere ai giornali che illustrino la posizione antivivisezionista (soprattutto dal punto di vista scientifico). Materiale informativo da distribuire: http://www.Novivisezione.org/bacheca.../materiali.htm Pressione sul legislatore: vi sono diverse campagne in corso che mirano a modificare le leggi che obbligano - o permettono - i test su animali. Un esempio italiano può essere quello della sperimentazione didattica: nei laboratori didattici delle facoltà scientifiche non viene svolta attività di ricerca, le prove consistono principalmente nella dissezione e nella successiva osservazione dell’animale. Da circa 3 anni è in corso una campagna per l’abolizione di questa pratica, che ha portato un totale del 72% delle facoltà a dichiarare che non avrebbero più usato animali nella didattica, oltre che a diversi OdG regionali e comunali, e ad alcune proposte di legge regionali che vietano l’uso di animali nella didattica. A livello europeo, la campagna italiana più importante in corso è “Attenzione-Pericolo: nuova sostanza chimica”. Questa campagna aveva lo scopo di far iniziare la procedura di “validazione” di una serie di metodi in vitro senza l’uso di animali per i test di tossicità acuta. Si è ormai dimostrato, infatti, come una serie di colture cellulari umane sia in grado di valutare la pericolosità di una sostanza chimica in maniera decisamente migliore rispetto alle tradizionali e attuali sperimentazioni con animali (una percentuale di successo dell’80% contro il 64% dei “migliori” test su animali). Mancava però la validazione ufficiale di questi metodi da parte dell’ECVAM, l’Ente della CE preposto a questo compito. L’iniziativa citata è riuscita a sensibilizzare il Parlamento Europeo, che ha assicurato - circa un anno fa - che i test di validazione sarebbero iniziati entro breve, e sarebbero stati portati avanti in Europa e negli USA. Siamo ora in attesa dei risultati, che, se corrispondenti a quanto sperato, salveranno la vita di milioni di animali in tutto il mondo ogni anno. Boicottaggi e proteste: questo genere di attivismo è recentissimo, in Italia, e si basa sul modello inglese - molto più aggressivo di quello italiano - che ha, ad esempio, portato alla chiusura di tre allevamenti di animali diventati obiettivo di dure proteste, nel giro di pochi anni. Attualmente, la più grossa campagna di questo genere, nata nel Regno Unito ma portata avanti ora a livello mondiale, è SHAC - Stop Huntingdon Animal Cruelty. Ha come scopo la chiusura definitiva di HLS, un laboratorio di vivisezione che “consuma” 500 animali al giorno. La campagna consiste in azioni di disturbo e boicottaggio di HLS: vengono contattati i clienti, fornitori, partner finanziari dell’azienda, i quali vengono bombardati di email, fax, telefonate che invitano a smettere di intrattenere affari con gli assassini di HLS. Non mancano anche i picchettaggi davanti alle sedi di queste società, le quali, solitamente, cedono, dopo giorni, settimane, o mesi di questa attività quotidiana di disturbo portata avanti da attivisti di tutto il mondo presso tutte le loro sedi. Attorno ad HLS si continua così a far terra bruciata, e le difficoltà operative ed economiche di questa industria sono ormai evidenti. In Italia è nato il ramo italiano di SHAC circa un anno fa: per informazioni e per unirsi alla lotta: www.shacitalia.cjb.net Due campagna tutte italiane, molto più piccole, nate sul modello di quelle inglesi sono: Coordinamento contro Morini e Coordinamento No-RBM. Il primo ha lo scopo di far chiudere il tristemente noto allevamento Morini di S. Polo d’Enza, che vende cani e roditori ai laboratori di vivisezione di tutto il mondo. Il secondo colpisce invece direttamente chi usa animali nei laboratori: è stata scelta la ditta RBM, di Colleretto Giacosa (Torino), laboratorio privato che esegue studi tossicologici per farmaci o altri prodotti chimici, nonché studi di sviluppo clinico e pre-clinico di nuovi farmaci. L’RBM non è né migliore né peggiore di altri laboratori dello stesso genere, privati o universitari. E’ un obiettivo e un simbolo per portare avanti le istanze antivivisezioniste, per sollevare la questione, sempre taciuta, e non arrendersi allo status quo. Perché non continui questo inutile massacro di animali. Chi volesse partecipare attivamente a queste campagne, può scoprire come fare dai siti: www.chiuderemorini.net e www.norbm.org

    www.consumietici.it

  2. #2
    email non funzionante
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    Dove si comprano i prodotti cruelty free?
    Possibile che su internet si trovi di tutto...e non queste cose importanti?

  3. #3
    vicepres Destra cricetale
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    Originally posted by I'm Hate
    Dove si comprano i prodotti cruelty free?
    Possibile che su internet si trovi di tutto...e non queste cose importanti?

    azz! dopo decine di pvt, ancora lo chiedi?

    vabbe', ricapitoliamo...
    la lista di marche di prodotti di igiene personale e della casa la trovi sul thread in rilievo "informazioni sulla vivisezione" in questo forum
    i prodotti generalmente li trovi nelle erboristerie o negozi di biologico, alcune marche (ad es: The body shop) hanno vere e proprie catene di negozi. Le marche più diffuse sono: Helan, Weleda, The body shop, Lepo-Line (tra prodotti di igiene/cosmetici).

    Sarebbe preferibile che tu scegliessi una tra Linea progetto Gaia (esiste un sito con questo nome, non so se sono collegati), Lakshmi o Pure Plant. Queste tre infatti garantiscono che nessun ingrediente dei loro prodotti sia stato mai testato sugli animali.
    La maggior parte delle altre marche "antivivsezioniste" (weleda, helan, lepo-line etc.etc.) invece garantiscono di non aver mai eseguito né commissionato test animali sul loro prodotto finito o sugli ingredienti che lo compongono, ma non escludono che test sugli ingredienti siano stati condotti da soggetti terzi (con cui comunque non hanno alcun rapporto commerciale).

    Questo perché dal '76 (mi sembra) è diventato obbligatorio testare sugli animali qualsiasi igrediente chimico nuovo ed immesso sul mercato. Progetto Gaia, Lakshmi e Pure Plant usano ingredienti introdotti sul mercato prima di questa data e quindi mai testati sugli animali.
    Le altre marche cruelty-free invece usano anche ingredienti introdotti successivamente, e quindi passati inevitabilmente tramite la sperimentazione animale

  4. #4
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    Originally posted by enrique lister
    azz! dopo decine di pvt, ancora lo chiedi?

    vabbe', ricapitoliamo...
    la lista di marche di prodotti di igiene personale e della casa la trovi sul thread in rilievo "informazioni sulla vivisezione" in questo forum
    i prodotti generalmente li trovi nelle erboristerie o negozi di biologico, alcune marche (ad es: The body shop) hanno vere e proprie catene di negozi. Le marche più diffuse sono: Helan, Weleda, The body shop, Lepo-Line (tra prodotti di igiene/cosmetici).

    Sarebbe preferibile che tu scegliessi una tra Linea progetto Gaia (esiste un sito con questo nome, non so se sono collegati), Lakshmi o Pure Plant. Queste tre infatti garantiscono che nessun ingrediente dei loro prodotti sia stato mai testato sugli animali.
    La maggior parte delle altre marche "antivivsezioniste" (weleda, helan, lepo-line etc.etc.) invece garantiscono di non aver mai eseguito né commissionato test animali sul loro prodotto finito o sugli ingredienti che lo compongono, ma non escludono che test sugli ingredienti siano stati condotti da soggetti terzi (con cui comunque non hanno alcun rapporto commerciale).

    Questo perché dal '76 (mi sembra) è diventato obbligatorio testare sugli animali qualsiasi igrediente chimico nuovo ed immesso sul mercato. Progetto Gaia, Lakshmi e Pure Plant usano ingredienti introdotti sul mercato prima di questa data e quindi mai testati sugli animali.
    Le altre marche cruelty-free invece usano anche ingredienti introdotti successivamente, e quindi passati inevitabilmente tramite la sperimentazione animale
    Listerrrrrrr!!
    Non ho chiesto chi...ho chiesto dove!

    In parole povere...mi serve un indirizzo ove ordinare i prodotti sudetti
    Saluti

 

 

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