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    Predefinito Trovata l'arma di distruzione....

    ....di massa

    Macherio. “Trovata l’arma di distruzione di massa, ora si può e si deve voltare pagina”, dice al Foglio il presidente del Consiglio,
    commentando a caldo la notizia del giorno.
    Per Silvio Berlusconi “il primo auspicio è che la cattura di Saddam Hussein, di per sé un atto di giustizia di cui la coalizione dei volenterosi e il mondo intero non possono che gioire, aiuti quella svolta alla quale gli Stati Uniti e i loro alleati lavorano dal giorno
    della liberazione di Baghdad”.

    La svolta di cui parla Berlusconi consiste di due elementi: “La sconfitta del terrorismo e della paura, di cui il terrore è figlio, e l’avvio delle procedure per il trasferimento dei poteri, nei tempi giusti, alle autorità irachene. Ma non basta”.
    Per il premier l’obiettivo più importante è quello, strategico, di “dare radici alla democrazia nel Medio Oriente, realizzare un sogno di civiltà con mezzi umani e di ragione.
    Bisogna frustrare i rinfocolatori di guerra e aiutare, sostenere senza risparmio di energie e di mezzi, chi lavora per una pace costituzionale e per la convivenza multietnica e multireligiosa in quell’area tormentata dai fumi del terrore e del fanatismo.
    La ricostruzione irachena deve avere questo significato, prendere questo indirizzo, sarebbe negativo se una parte dell’Unione europea e la Russia ne stessero ai margini”.

    Il presidente del Consiglio non è affatto deluso dall’esito infelice del negoziato costituzionale a Bruxelles, lo ha preso con realismo, ed è convinto che adesso, con questo “colpo” di valore epocale da parte dell’amministrazione americana, in cooperazione con le forze della resistenza antisaddamita sul terreno, “si può impostare un nuovo inizio che sani le ferite tra la nuova e la vecchia Europa.
    Ma ci vuole impegno di risorse, di uomini, di coraggio e di disponibilità alla grande avventura dell’espansione della democrazia nel mondo, come valore in sé e come garanzia di pace e sicurezza per tutti.
    Ho esultato alla notizia, ho pensato a parole come pace e riconciliazione, democrazia e sviluppo.
    Ho pensato all’Iraq, ma anche alla Palestina e a Israele, dove si fanno largo tendenze benedette ad accelerare, ma sempre e solo contro garanzie assolute di sicurezza, i tempi del ritiro dai territori occupati nel ’67”.
    Berlusconi sta lavorando a riunire in un libretto i suoi discorsi parlamentari sulla crisi irachena, e pensa che sia necessario “un nuovo pensiero europeo sulla crisi seguita all’11 settembre”. Javier Solana, secondo il premier, “ha già scritto almeno in parte il primo capitolo, riflettendo sulla strategia preventiva di annientamento del pericolo del terrorismo e della proliferazione delle armi di sterminio.
    E c’è piena sintonia con quanto avevo cercato di fare prima della guerra di liberazione, nella discussione alle Camere e in altre sedi, prima di tutto nei Consigli europei”.
    Aggiunge che “c’è un solo modo per curare le ferite d’Europa, ed è questo: ristabilire il principio secondo cui i vincitori dei totalitarismi del Novecento restano uniti di fronte ai fanatismi totalitari del XXI secolo. Nella lotta per la libertà e per l’espansione della democrazia ci deve essere un polo euro-atlantico unito, e le giuste procedure del multilateralismo non devono incrinare questa unità.
    Le Nazioni Unite, riformate e rilanciate dopo la grande crisi del 2003, sono chiamate a suggellare questa unità, che procede direttamente dai principi della Carta Atlantica, ed è sulla base di questa unità, inglobando anche la Francia e la Germania, che si può rilanciare il multilateralismo, allargare la coalizione delle democrazie per la democrazia.
    Anche la questione russa, dopo le elezioni della quarta Duma, dipende dalla capacità di integrazione e rassicurazione che un polo euroatlantico unito può mettere in campo”.

    Le congratulazioni a Bush
    Iniziativa in Europa, per sottrarre l’Unione allo stallo strategico, e congratulazioni a George W. Bush, c’è stata una telefonata calda tra Macherio e Washington. “Li chiamano Bush haters”, sorride Berlusconi, “e corrispondono un po’ ai Berlusconi haters, quelli che odiano e non hanno tempo per pensare agli oggetti del loro odio.
    Ecco, bisogna dire che l’amministrazione americana ha dato, in questi due anni dolorosi e straordinari che ci separano dall’11 settembre, delle prove inimmaginabili di tenacia, di prudenza, di intelligenza e di coraggio, premiate ieri con l’annuncio più importante. Spero che le opposizioni italiane, in vista della discussione parlamentare di gennaio sul rinnovo della missione italiana a Nassiriyah, sgombrino il campo dal pensiero divisivo, dalla propaganda antiamericana, dai luoghi comuni sul fallimento della coalizione che tenta di costruire la democrazia irachena nel segno della pace per il Medio Oriente e per il mondo. Spero che sappiano riconoscere al loro paese, con la parola e con il voto, quel che il mondo libero gli riconosce: l’essere stato dalla parte giusta”.

    “Trovata l’arma di distruzione di massa, ora si volta pagina.
    Spero che le opposizioni ci stiano”

    da il Foglio di oggi 15 dicembre 2003

  2. #2
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    Predefinito Ecco alcune risposte....

    ....già arrivate (con relativo breve commento)

    Lord George Robertson, segretario generale della Nato George Robertson ha accolto positivamente “la notizia eccellente” della cattura di Saddam Hussein e auspica che questa contribuisca al processo di stabilizzazione dell’Iraq.
    “Lord Robertson – ha riferito il portavoce – auspica, come tutti i leader della comunità internazionale, che questo arresto segni un significativo posso avanti nel processo di stabilizzazione, democratizzazione e ricostruzione del paese”. L’auspicio è che con la cattura dell’ex rais ci sia “una significativa riduzione degli attacchi terroristici contro le forze della coalizione e contro gli iracheni, come il tragico attacco di questa mattina” contro la stazione di polizia di Khalidiya. (Ansa, ore 13.59)

    La Nato, durante la fase di grande difficoltà che ha accompagnato e seguito la guerra in Iraq, è stata l’unico terreno su cui l’asprezza delle polemiche fra la coalizione anti Saddam e l’asse del rifiuto, imperniato su Francia e Germania, si è un po’ attenuata. L’azione accorta e insieme ferma di Robertson è stata l’ingrediente principale di una complessa iniziativa tendente a ricostruire la solidarietà occidentale e a farla valere anche nel dopoguerra iracheno. Ancora alla vigilia della cattura del rais, dallo stato maggiore Nato si esprimeva l’auspicio di un impegno maggiore dell’alleanza nell’azione per garantire la sicurezza in Iraq, e naturalmente a quei livelli non si parla a vanvera. Oggi, con uno scenario illuminato da un grande successo, queste prospettive si fanno più concrete e Robertson ha tutte le ragioni per esserne soddisfatto.
    * * *
    Luciano Violante, capogruppo Ds alla Camera dei Deputati
    “La conferma della cattura del dittatore iracheno Saddam Hussein è positiva. Viene così a mancare uno dei punti di riferimento e di guida del terrorismo che ha insanguinato l’Iraq. Sarebbe tuttavia illusorio ritenere che la cattura di Saddam sia risolutiva. Le reti terroristiche del partito Baath, delle forze armate e dei servizi di sicurezza rimasti fedeli al regime iracheno e quelle del fondamentalismo islamico potrebbero in questa fase accrescere la loro aggressivita. Proprio per questo è essenziale ripensare la politica antiterroristica, integrando il contrasto militare con politiche di sostegno economico e sociale utili a togliere consenso al terrorismo. E’ un vero peccato che il presidente del Consiglio non abbia avuto la lungimiranza di costruire un ruolo dell’Unione europea capace di interloquire con i grandi protagonisti della crisi irachena e medio orientale”. (Ansa, ore 13.39)

    Quando si dice l’uccellaccio del malaugurio. D’altronde qualsiasi iniziativa della coalizione, secondo Violante, non è una risposta al terrorismo, ma ne è al contrario se non l’unica senza dubbio almeno una causa accessoria. Per non parlare di Silvio Berlusconi, che naturalmente è il responsabile di tutto quel che non va nel mondo, perché, a sentire Violante, bastava un po’ di
    “lungimiranza” del premier e l’Europa, invece che in coda, sarebbe in testa all’iniziativa politica internazionale. Come se Berlusconi avesse bisogno di consigli dai valletti dell’asse franco-tedesco.
    * * *
    Dominique de Villepin, ministro degli Esteri francese
    “La pagina della dittatura irachena è stata voltata definitivamente” con la cattura di Saddam Hussein. De Villepin ha espresso “soddisfazione” dopo l’annuncio”. “La Francia – ha aggiunto il ministro degli Esteri che più si è battuto per impedire la guerra spera che questo arresto contribuisca alla stabilizzazione dell’Iraq, al ritorno alla sovranità irachena nelle migliori condizioni e alla riconciliazione di tutti”.
    De Villepin ha detto anche di sperare che “questo arresto confermi negli iracheni la volontà di impegnarsi risolutamente sulla strada della ricostruzione”. (Ansa, ore 14:19)

    Naturalmente non si può negare ai diplomatici il diritto all’ipocrisia, ma il marchese de Villepin non si limita certo a una modica quantità di questa droga neppure tanto leggera.
    Se le posizioni della Francia avessero avuto successo, Saddam Hussein invece che in una fossa scavata nel terreno sarebbe
    in uno dei suoi innumerevoli palazzi presidenziali a giocare come il gatto col topo con una commissione di indagine dell’Onu intimidita e impotente, la sovranità non sarebbe degli iracheni, ma di un solo iracheno, com’è stato per trentacinque anni. De Villepin lo sa benissimo, come sa che la ricostruzione è necessaria, in quel paese, soprattutto per i danni causati dalla dittatura e dalle guerre, a cominciare da quelle con l’Iran e con il Kuwait, che essa ha scatenato.
    La “pagina voltata” è un’immagine metaforica adatta all’avvenimento, ma nelle parole del Quay d’Orsay richiama un avvicendamento più o meno naturale, non l’esito o almeno il passaggio cruciale di un conflitto.
    Per il semplice fatto che la Francia con Saddam non si sentiva in conflitto, anzi molti sospettano che facesse il tifo per il fallimento della coalizione. Le manovre di Villepin hanno avuto sempre quel segno, per questo è lecito dubitare della sincerità della sua “soddisfazione”.
    * * *
    Fausto Bertinotti, segretario di Rifondazione comunista
    “Non abbiamo e non abbiamo mai avuto dubbi sulle gigantesche responsabilità politiche di Saddam. Non è in discussione il giudizio su di lui e sul suo regime, ma la cattura da parte di un esercito di guerra e di occupazione costituisce una ulteriore violazione del diritto internazionale”.
    “Dalla violazione del diritto non può venire nulla di buono, l’Europa e il Parlamento italiano chiedano immediatamente che Saddam venga restituito al Tribunale internazionale e sottratto alle forze del paese occupante. E’ necessaria su questo punto una immediata iniziativa di tutte le forze politiche rispettose del diritto”. (Ansa, ore 15.19)

    Insomma bisogna “liberare Saddam” anche se, visto che ha gigantesche responsabilità, ma solo “politiche”, forse non è auspicabile che torni a comandare in Iraq, sebbene da quel posto sia stato cacciato da “un esercito di guerra e di occupazione”.
    C’è una parola che manca nello sproloquio di Bertinotti, che per una volta invece di appellarsi alle forze “democratiche, com’è nella tradizione comunista, questa volta chiede l’intervento di quelle “rispettose del diritto”.
    Di quale diritto si tratti, lo saprà lui. Però ha avuto il pudore di non chiedere ai “democratici” di liberare Saddam, e questo, in fondo, è un buon segno.
    * * *
    Jacques Chirac, presidente della Repubblica francese
    “Il presidente francese Jacques Chirac ha espresso la propria soddisfazione per l’arresto dell’ex dittatore iracheno Saddam Hussein”. In un commento riferito dalla sua portavoce Catherine Colonna, il presidente francese afferma che si tratta di “un grande evento che dovrebbe dare un forte impulso alla democratizzazione dell’Iraq e permettere agli iracheni di riprendere in mano il destino del loro paese”. “La cattura di Saddam Hussein aiuterà enormente la democratizzazione e la stabilizzazione dell’Iraq. La cattura è un fatto importante che aiuterà enormemente il processo di democratizzazione e la stabilizzazione in Iraq” ha detto la portavoce di Chirac. “Ora gli iracheni potranno prendere di nuovo nelle loro mani il destino in un paese sovrano” ha aggiunto la Colonna. (Adnkronos, ore14.08)

    A differenza di Schroeder, che si è congratulato con gli americani, Jacques Chirac affida l’espressione dei suoi sentimenti a una portavoce e, soprattutto, non cita neppure gli americani, come se la cattura di Saddam fosse un atto della “sovranità irachena” e le prospettive di democratizzazione, per le quali la Francia non ha mai speso né un uomo né un soldo, fossero cadute dal cielo e non dal conflitto cui l’Eliseo si è opposto e che continua a criticare.
    * * *
    José María Aznár, primo ministro spagnolo
    Il premier spagnolo ha espresso soddisfazione per la cattura di Saddam Hussein affermato che l’ex rais dovrà rispondere dei suoi crimini. “E’ stato responsabile negli ultimi trent’anni della morte di milioni di persone. E’ arrivato il momento per lui di pagare per i suoi crimini”, ha detto in un discorso trasmesso dalla radio nazionale. Il premier ha aggiunto che la cattura di Saddam pone ormai quei gruppi che stanno seminando il terrore in Iraq “prossimi alla sconfitta”. Questa, ha affermato Aznár, “è una buona giornata per tutti. E’ una buona giornata per il mondo intero”. (Agi, ore 14.59)

    José María Aznár, che dall’inizio della guerra ha portato la Spagna nella coalizione contro il terrorismo, ha subìto per questa ragione una forte contestazione dell’opposizione spagnola e
    dell’opinione pubblica del suo paese, ma ha tirato diritto.
    Ora, in un momento di successo, cerca di recuperare un ruolo delle Nazioni Unite, ricordando che la sfida di Saddam Hussein è stata a tutto l’ordine internazionale e non solo alla coalizione che ha poi preso le armi contro di lui.
    * * *
    Gerhard Schroeder, cancelliere tedesco.
    “Mi congratulo per quanto accaduto, Saddam ha causato indicibili tristezze al suo popolo e all’intera regione, e spero che il suo arresto faccia progredire gli sforzi della comunità internazionale per la ricostruzione e la stabilizzazione dell’Iraq”, si legge nella lettera inviata dal Cancelliere alla Casa Bianca. (Apcom, ore14.08)

    Dopo essersi schierato con la Francia nel fronte del rifiuto, Schroeder sta cercando da tempo di ristabilire rapporti più distesi con la Casa Bianca, svincolandosi da una specie di protettorato francese divenuto fastidioso.
    Anche la sua protesta per l’esclusione delle imprese tedesche dalle attività della ricostruzione, finanziate prevalentemente dall’America, è stata meno stizzosa di quella di Parigi.
    Ora si rende conto che la cattura di Saddam è un punto a favore di George W. Bush, anche nella futura competizione per la rielezione, e cerca in qualche modo di ricucire con lui. Anche se non sarà tanto facile.
    * * *
    Piero Fassino, segretario dei Ds
    “La cattura di Saddam Hussein è un’ottima notizia. Adesso si acceleri il trasferimento di sovranità alle autorità civili irachene e il processo di democratizzazione del paese sotto la guida dell’Onu”. (Adnkronos, ore 13.58)

    Ottima notizia, ma. Importante è il ma.
    * * *
    Padre Jean Marie Benjamin, segretario della Fondazione Beato Angelico di Assisi
    “La cattura di Saddam Hussein potrebbe determinare una guerra civile in Iraq”, lo sostiene padre Benjamin, profondo conoscitore del paese, per aver a lungo documentato gli effetti dei conflitti sulla popolazione, e amico di Tareq Aziz, l’ex vice presidente iracheno, catturato dagli statunitensi nei mesi scorsi. “Aspettiamo qualche ora per l’esame del Dna che confermi l’identità di Saddam – ha detto il sacerdote –ma credo di poter dire che non sarebbe finita la resistenza con la sua cattura, che ha costituito il punto dominante dell’azione militare degli americani. Anzi ho paura che si potrebbe sviluppare una guerra civile tra sciiti, cristiani, sunniti e le tribù che sono collegate con musulmani all’estero”. “E’ certo – ha aggiunto padre Benjamin, autore di libri e filmati sull’Iraq – che molto cambierebbe politicamente anche se non a livello strategico perché la resistenza è basata su gruppi autonomi, anche al Nord tra i curdi, e non certo dipendenti solo da Saddam. Molte formazioni sono formate dagli esponenti del partito Baath che si è riorganizzato. Gli sciiti (la maggioranza della popolazione che ha aspettato a lungo la cattura di Saddam) vorranno le elezioni ma d’altro canto la parte più radicale, quella islamica, proverà a costituire una repubblica autonoma: il rischio – ha sottolineato – è che si potrebbe creare una situazione simile all’ Algeria”. Secondo Benjamin la resistenza sarebbe motivata da “una sorta di disperazione di giocare tutte le carte, perso per perso, e raddoppiare l’offensiva. E’ certo che si aprirebbe una partita complessa, molto difficile da gestire. La speranza è che questa situazione possa portare benefici alla popolazione”. (Ansa, ore 15.41)

    Una guerra civile benefica? La conclusione di padre Benjamin, davvero sorprendente, mostra come talora, anche con le migliori intenzioni, lo sforzo di un’analisi articolata porta a non vedere più il quadro d’insieme. Il modo in cui Saddam garantiva la convivenza delle diverse etnie è noto (soprattutto ai curdi). Può darsi che da ciò il clan di Tarek Aziz abbia ottenuto qualche vantaggio, esteso a qualche elemento caldeo, ma non sembra una buona ragione per nutrire nostalgie.
    * * *
    Marco Pannella, leader del Partito radicale
    Marco Pannella invita a “trattare immediatamente con Saddam”.
    “Niente piazzali Loreto – commenta il leader dei Radicali –o al proseguimento di logiche iniziative di guerra, sottratte al diritto di guerra, al diritto internazionale e alla grande arma di attrazione di massa della tolleranza e della nonviolenza”. “L’avvenuta cattura di Saddam Hussein – sottolinea Pannella – è vittoria sicuramente di quanti hanno lottato e lottano per la realizzazione e l’estensione dei diritti umani fondamentali nel mondo ed in particolare in Medio Oriente. Ma occorre ora non compiere ulteriori errori di gestione di questa lotta e di questa vittoria, bensì mutare radicalmente armi, coerenti anche nella loro forma con il grande obiettivo politico, umano di democrazia, libertà, di diritto e quindi di pace del e nel mondo”. (Adnkronos, ore13.06)

    Errori di gestione, esilio. Mah!
    * * *
    Francesco Rutelli, leader della Margherita
    “E’ una svolta attesa e positiva”. Francesco Rutelli commenta così la notizia della cattura di Saddam Hussein. “Ora il dittatore va sottoposto ad un giudizio autorevole ed indipendente. Mi aspetto una svolta anche nella gestione dell’Iraq.
    E’ il momento di una coraggiosa accelerazione nel trasferimento della responsabilità alle Nazioni unite, nella nascita di una nuova coalizione internazionale in Iraq e nel passaggio di poteri agli iracheni’’. (Adnkronos, ore 14.53)

    Svolta attesa. Da chi?
    * * *
    Javier Solana, Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione europea
    “E’ un giorno molto importante per il popolo iracheno. La cattura di Saddam Hussein contribuirà alla stabilità del paese e all’accelerazione del processo di ricostruzione e di democratizzazione’’. (Adnkronos, ore 15.29)

    L’unico euro-americano a Bruxelles.
    * * *
    Romano Prodi, presidente della Commissione europea
    La cattura di Saddam Hussein rappresenta “un colpo al terrorismo”. “Nel brevissimo periodo”, ha affermato Prodi parlando con i giornalisti convocati al Breydel, sede della Commissione Ue, per un commento, “potrebbe anche esserci qualche colpo di coda, ma nel medio e lungo periodo questo è un colpo al terrorismo, non e’ un rafforzamento”. Sarà comunque possibile, ha ammesso Prodi, “nell’immediato pensare a qualche reazione improvvisa”. Secondo Prodi, la cattura di Saddam Hussein avrà anche il vantaggio di chiarire lo schema politico iracheno e, soprattutto, “di rendere più normale il cammino verso la democrazia” del paese. Per quanto riguarda l’Europa il presidente della Commissione ritiene ora più facile il rapporto del vecchio continente con il futuro dell’Iraq. “E’ chiaro che dovremmo esaminare tutti gli aspetti economici e politici, ma è un ulteriore elemento di incertezza che viene tolto”. Da qui quindi, ha aggiunto Prodi, ci potrebbero essere non solo “possibili esiti positivi nella situazione politica, ma anche nella strategia di aiuto economico”. (Agi, ore 18:48)

    Insomma Prodi si rende conto che, con la cattura di Saddam, si apre una fase più promettente e anche che la tesi finora sostenuta, che “la coalizione da sola non ce la può fare”, traballa fortemente. La coalizione, cui partecipano tanti paesi europei, ma non l’Unione europea, sembra invece che ce la possa fare, il che dimostrerebbe l’ininfluenza dell’Unione in modo palmare.
    Ora anche Prodi sembra rendersene conto. Meglio tardi che mai.
    * * *
    Alfonso Pecoraro Scanio, presidente Verdi
    “La cattura di Saddam Hussein sia utilizzata per fare andare avanti la pace e una civiltà democratica, e non per esasperare le esibizioni di una potenza muscolare che finora ha provocato una situazione che è andata peggiorando. Importante è che le autorità internazionali dovranno dimostrare che anche un tiranno ha diritto a un processo che rispetti la dignità. E resta il fatto che, a maggior ragione, occorre accelerare la sostituzione delle truppe di occupazione con una autorità internazionale, come la Lega araba, che riconosce l’autodeterminazione degli iracheni. Aver inviato truppe è stata una scelta contraria alla nostra Costituzione. Un grave errore aver seguito la linea guerrafondaia di Bush. Le bombe sono il modo sbagliato per abbattere un regime che va abbattuto”. (Adnkronos, ore16.26)

    Ma è matto?

    sempre da il Foglio di oggi

  3. #3
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    Predefinito Re: Trovata l'arma di distruzione....

    In origine postato da mustang
    ...Macherio. “Trovata l’arma di distruzione di massa..."
    Si, ce l'aveva Saddam Hussein sotto le ascelle....


  4. #4
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    Predefinito Saddam è morto, fuggito.....

    ....nascosto, non lo prenderete mai


    «Si sente dire qua e là che la guerra all’Iraq farà nei primi giorni cinquecentomila vittime tra morti e feriti. Sono cifre che i giornali danno tra le righe come pettegolezzi. Salvo errori, furono seicentomila circa i morti italiani nella prima guerra mondiale. […] La devastazione annunciata è tale che indurrà l’Iraq alla resa prima di subirla. Saddam non si ritirerà a vita privata ma forse un complotto intestino, un colpo di stato, ci annuncerà la sua deposizione e la sua fuga o dipartita. In cambio di qualcosa, una parvenza di indipendenza nazionale, o anche di nulla, una mera sopravvivenza » (Luigi Pintor). 11\01\03

    Illusioni e speranze. «L’agenzia stampa Ansa ha battuto all’1 e 13 la notizia della morte di Saddam Hussein. È almeno questa la conclusione alla quale è giunta la Cia, in base a quanto sentito nelle conversazioni intercettate. Le fonti dell’intelligence dalle quali la Cnn ha ottenuto la notizia hanno detto però che le informazioni non specificano se Saddam sia stato ucciso nel bombardamento della prima sera della guerra (il 20 marzo) oppure nel raid di martedì contro un palazzo del regime in cui si sarebbe dovuto trovare il dittatore e il figlio Qusay. Una notizia da confermare». 9\04\03

    «Ci sono molte voci, tra cui quella di una fuga in Bielorussia e quella secondo cui vivrebbe in un intricato labirinto di gallerie sotto i suoi palazzi di Baghdad. [...]
    Gli iracheni già parlano di “complotti”, il più pericoloso dei quali consisterebbe nel fatto che gli americani, come già nel 1991, gli avrebbero consentito di sopravvivere e avrebbero intenzione di rilanciarlo sulla scena» 17\04\03

    «A Baghdad restano irrisolti molti interrogativi.
    Saddam è morto? È sopravvissuto? È fuggito? Dove sono andati a finire i suoi ministri? Ciascuno ha qualcosa da confidare, come per dissipare l’incertezza che il satrapo di Tikrit fa ancora pesare sugli animi. “Per me, confida Nacera [insegnante irachena, ndr] la cosa più intollerabile sarebbe pensare che se ne stia in qualche rifugio tranquillo, lontano da qui, e non compaia mai davanti a nessun tipo di Tribunale”. Una corte internazionale? “No! Irachena. È qui che dobbiamo fare i conti col nostro passato”» (Vincent Hugeux). 23\04\03

    Secondo Miril Midlack, il 9 aprile gli americani avrebbero trasportato Saddam in un luogo sicuro con un aereo speciale e in cambio avrebbero ottenuto la consegna di Bagdad. L’aereo avrebbe sorvolato il Kuwait e non si sa dove sarebbe atterrato. Midlack dirige la rivista dei servizi segreti americani e dice che la notizia è stata confermata da un ufficiale tedesco.
    “Al-Bayan”, quotidiano degli emirati, ha ripreso la notizia. 25\5\03

    «Raccontano che lui sia nascosto da qualche parte nelle piantagioni di datteri, protetto dai suoi feddayn, pronto a colpire. O a farsi sentire. Come ha fatto oggi, 17 luglio, trentacinquesimo anniversario del golpe del partito Baath.
    La sua voce diffusa da al-Jazira e da al-Arabiya è arrivata fin qui. E dopo mezzogiorno tutta Tikrit ha esultato. Nella via lunga e dritta che entra nella tana del raìs “parlano” anche i muri. Sulla facciata di ogni casa c’è una scritta con la vernice, verde o rossa: “Saddam esiste”, “Dio è grande e Saddam è il nipote di Maometto”, “Saddam è l’onore del nostro Iraq”». (Attilio Bolzoni).
    18\07\03

    Un’impenetrabile scorta di pazienti fantasmi.
    «Non sarà una cattura facile. Sebbene fosse il presidente iracheno, Saddam ha vissuto per più di un decennio come fosse un fuggitivo. Un maggiordomo che ha lavorato con lui dal 2000 fino al giorno in cui Bagdad è caduta ha detto a “Time” che l’ex dittatore raramente passava più di dieci ore di fila in un posto. Dopo la sveglia, Saddam si spostava in un altro rifugio prima della chiamata per la preghiera del mattino. Sebbene avesse una scelta di enormi palazzi, dice il maggiordomo, Saddam preferiva stare in piccole abitazioni all’interno del recinto del palazzo.
    Quasi certamente, Saddam viaggia con pochi compagni.
    Un ex segretario privato del dittatore ha detto a “Time” che un piccolo numero di guardie del corpo di Saddam e alcuni suoi stretti collaboratori sono scomparsi insieme a lui dopo la caduta di Bagdad. [...] Questi scomparsi, dice, sono noti nella zona di Tikrit come shabbah, “fantasmi”.
    “Nessuno li ha visti” racconta “ma sappiamo che sono là fuori e lo stanno aiutando”. [...] Le scritte pro-Saddam sono ovunque in città. (“Tornerà. Noi stiamo aspettando pazientemente”. “Chi collabora con gli americani è un uomo morto”) » (Brian Bennett).
    28\07\03

    «A detta del Pentagono, sabato 26 luglio Saddam Hussein era nascosto in una delle fattorie che sorgono sulle anse del fiume, in mezzo alle piantagioni di datteri. Si è eclissato solo poche ore prima di un blitz dei rangers indirizzati a colpo sicuro dai 200 uomini della Task Force 20 che gli danno ininterrottamente la caccia. [...] Un fantasma che lascerebbe sempre all’alba il suo nascondiglio occasionale, prima della preghiera del mattino. E si sarebbe reso ancor più invisibile lasciandosi crescere una folta barba bianca, indossando le lunghe tuniche dei beduini e cambiandosi i connotati con un’operazione di plastica facciale. Inutile chiedere ai contadini se lì intorno lo spettro abbia lasciato tracce. Indicano il cielo, lasciando capire che il mistero appartiene ai disegni imprescrutabili di Allah» (Gianni Perrelli). 7\08\03

    «Dalla metà di aprile le leggende metropolitane su Saddam si sono sprecate. La cameriera di un suo nipote giura di averlo visto nei giorni successivi a Tikrit. A Baghdad il passeggero di un taxi, stravolto come per l’apparizione di Maometto, si fionda nella sede del giornale “Al Manar” e riferisce che il conducente era il raìs in persona. Sorridente e senza alcun trucco che gli mascherasse la faccia. “Dì a tutti che mi hai visto”, lo avrebbe spavaldamente arringato, “e che sono sempre qui”. Magnanimo, non gli avrebbe fatto neanche pagare la corsa. Un barbiere della capitale racconta invece che il raìs gli è piombato di sera in casa, chiedendogli ospitalità. Lui, frastornato, gli ha subito allestito un banchetto. E il raìs, generosissimo, gli ha poi lasciato sul comodino accanto al letto, dove aveva dormito un paio d’ore, una grossa somma di danaro e un paio di orecchini». 7\08\03

    Gli amari risvegli di Arlacchi.
    «I tremila civili afghani sterminati dai bombardamenti, la cannonata politica contro l’Onu e l’atlantismo, la mancata cattura di bin Laden, di Mullah Omar e di Saddam erano costi da sopportare, che sarebbero stati presto dimenticati o recuperati come effetto della vittoria. E per un po’ di tempo è stato così. L’euforia dela vittoria militare ha portato l’amministrazione Bush fino al punto da minacciare anche l’Iran e la Siria distruggendo cinque anni di diplomazia segreta con i riformisti iraniani.
    Finché non è arrivato l’amaro risveglio di questi ultimi mesi e settimane» (Pino Arlacchi). 9\11\03

    «Un anno fa avvertii gli americani. Non lo prenderete. Ha imparato dall’esperienza di Ceausescu e dell’Afghanistan. Scommetto che si nasconderà. Ed è andata proprio così.
    Si è preparato alla clandestinità. Sicuramente si muove in continuazione. Forse ha con sé degli ostaggi. Non farà l’errore compiuto dai due figli che si sono lasciati sorprendere da soli». (Sharif Ali al Hussein, cugino dell’ultimo sovrano d’Iraq, Faisal II, detronizzato e ucciso nel 1958). 21\11\03

    Bocca/1: la sconfitta generale. «Ci vuole un forte cinismo per riconoscere nel presidente Bush e nella sua cricca un esempio di democrazia mentre sostiene pubblicamente, imperativamente, che la sua America è stata designata da Dio a salvare il mondo, imponendogli il suo modo di pensare e di vivere.
    Ci vuole un bello zelo da yes man per accettare che il dio del Pentagono sia l’unico credibile, mentre il papa di un miliardo di cattolici lo rifiuta e accusa. Forse siamo stati degli ingenui quando alla fine della Seconda guerra mondiale abbiamo pensato che il tempo dei corsi e dei ricorsi fosse finalmente chiuso e finalmente finita la condanna alla guerra, ai conflitti di razza e di religione. Non è andata così, la pianta storta dell’umanità ha ripreso a produrre veleni, follie, autodistruzione. Il mondo, anche quello dei ricchi e sapienti, è tornato indietro di 50 e più anni. Ed è uno spettacolo tragicomico quello dei monatti e degli untori che si aggirano contenti e minacciosi in questa sconfitta generale» (Giorgio Bocca). 22\05\03

    Bocca/2: la resistenza e il pantano. «Al Pentagono non sono più tanto sicuri di vincere la seconda guerra irachena, quella della occupazione. E si capisce: la resistenza che stanno incontrando è senza paragoni più forte di quelle che ai nazisti toccò nei paesi europei. [...] Quando Saddam Hussein alla vigilia della guerra avvertiva gli americani che sarebbero finiti in un pantano, noi pensavamo si trattasse di vuote, generiche minacce e invece il raìs annunciava la sua guerra terrorista, quella che conosceva benissimo perché con essa era salito al potere. [...] Nell’Europa del 1945 il desiderio comune degli occupanti come degli occupati era che finisse il grande massacro, che si potesse tornare a vivere in pace. Nell’Iraq e nei paesi dell’Islam, la guerra sembra appena incominciata. Ci sono vecchi della montagna che predicano la guerra sacra, la conquista del mondo. Che errore essere andati nel pantano». 27\11\03

    Scalfari/1: l’Apocalisse. «La Bestia dell’Apocalisse si è scatenata, i tempestosi venti di Eolo sono usciti dal loro ricettacolo, il vaso di Pandora è stato scoperchiato spargendo dovunque i suoi veleni. [...] L’uomo più potente del mondo ripete meccanicamente parole vuote, smentite ora per ora dalla realtà. Ieri ha detto: “La situazione in Iraq è decisamente migliorata, perciò aumentano gli attacchi contro di noi”. Oggi dice: “La soluzione è quella di restituire al più presto l’Iraq agli iracheni”. Ieri diceva: “L’America andrà avanti da sola”. Oggi dice: “Il multilateralismo è la strada giusta da seguire”. Ieri ha detto: “Ce ne andremo soltanto a lavoro finito”. Oggi dice: “A primavera i nostri ragazzi saranno tornati tutti a casa”. A mettere insieme gli slogan e i responsi diffusi negli ultimi sei mesi dalla Casa Bianca e dal Pentagono si direbbe che gli inquilini di quei luo-ghi stiano attraversando una fase di quotidiana follia» (Eugenio Scalfari) 16\11\03 Repubblica

    Scalfari/2: quando c’era lui... «L’altra sera, in uno dei soliti vocianti talk show delle nostre televisioni, un bello spirito si rallegrava perché, diceva lui, in Iraq sono finalmente nati alcuni anticorpi contro il terrorismo che prima non c’erano. La notizia purtroppo non è questa. La notizia è che l’Iraq è in preda al terrorismo che prima non c’era per la semplice ragione che il fosco dittatore al potere non l’avrebbe permesso. 16\11\03 Rep.

    Zuccopycat/1: resti umani come trofeo. «Nella
    campagna per abbattere Saddam, l’esecuzione del re nemico sarebbe il trofeo che l’audience americana chiede per voltare pagina, decretare il trionfo al nuovo imperatore e dimenticare l’Iraq. Molto preferibili a un arresto e a un processo pubblico certamente imbarazzante, i resti umani del dittatore sono quello che i comandi americani vogliono, come dimostrano gli scatti di eccitazione quando le solite fonti di intelligence giurano che Saddam è rimasto, “al 99%” sotto un bombardamento o un altro» (Vittorio Zucconi). 19\04\03

    Zuccopycat/2: brancolare nel buio. «Si nota
    ormai chiaramente, negli stessi media americani che hanno per un mese suonato le trombe del patriottismo, il fastidio per il trascinarsi di un’impresa entrata nella fase che il generale Garner, il governatore americano, ha onestamente definito “brancolare nel buio, sperando di non inciampare nel mobilio”. E finché nel buio sarà nascosto lui, il film della liberazione dell’Iraq non avrà il suo happy ending». 19\4\03

    Zuccopycat/3: intrappolati nel labirinto.
    «Quella verità che ancora le parole ufficiali non osano dire, che questa America è ormai intrappolata in un labirinto che si è costruita con le proprie mani, ma nel quale la sola uscita possibile, la vittoria, si allontana a ogni passo, come in certi sogni inquieti» (Vittorio Zucconi). 29\10\03

    «È sempre meglio non azzardare pronostici.
    Ma corro il rischio di essere smentito dicendo che bin Laden non sarà mai catturato: Perché è difficile stanarlo dalle caverne dell’Indokush, tra l’Afghanistan e il Pakistan, dove penso si trovi. E dove si è probabilmente creato un rifugio confortevole, irraggiungibile per la Cia. Nel corso del suo mandato presidenziale George W. Bush non potrà mostrarlo né vivo né morto. Assai più incerta la sorte di Saddam. Il quale non è uomo da caverne. Nato povero, miserabile, ha sempre covato e realizzato sogni giganteschi. Il suo eroe preferito era Stalin, stando alle letture che divorava in prigione. E nei 35 anni di potere ha cercato di seguire l’esempio del dittatore sovietico. Ha anche rivelato un carattere simile: a volte si commuoveva, sapeva essere generoso, e subito dopo spietato, crudele, diffidente, calcolatore. Era capace di uccidere con le proprie mani. Ha eliminato amici e ha pianto sui loro cadaveri. Cresciuto in un tugurio, allevato da una madre coraggiosa, intrepida, e libera per la sua società (una donna che la propaganda nemica e sciocca ha presentato come una prostituta), ha poi costruito palazzi fastosi e inutili, si è dedicato monumenti, ha pagato schiere di agiografi affinché scrivessero la sua biografia, e tanti registi perché lo portassero sullo schermo. Un uomo di questa natura, un megalomane, non può restare a lungo rintanato. Si farà prendere» (Bernardo Valli). 20\08\03

    saluti

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    belle le citazioni di qua sopra...

    ma noiose, io ne ricordo altre due o tre:

    "andiamo in guerra perchè l'iraq ha le armi chimiche..."

    bush un anno e molte migliaia di morti fa...

    "la guerra è finita"

    Sempre Giorgetto sei mesi, e altre migliaia di morti fa...

    poi, un' ultima, più recente, del burattinaio del Giorgetto, che non parla mai, ma quando parla...


    "ne io ne le mie aziende ed ex-aziende abbiamo interessi e ne avremo in Iraq"

    il buon Dick, giusto due settimane prima che il W.post scoprisse che gli iracheni non utilizzano il proprio petrolio, che sta venendo messo da parte, ma lo comprano dalla ex-compagnia (ahah) del buon Dick, in Kuwait, insomma, come se vendesse arance ai siciliani...

    Mustang, dì la verità, non ci credi nemmeno tu...

    Rispettati!

  6. #6
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    In origine postato da Aeroplanino
    belle le citazioni di qua sopra...

    ma noiose, io ne ricordo altre due o tre:

    "andiamo in guerra perchè l'iraq ha le armi chimiche..."

    bush un anno e molte migliaia di morti fa...

    "la guerra è finita"

    Sempre Giorgetto sei mesi, e altre migliaia di morti fa...

    poi, un' ultima, più recente, del burattinaio del Giorgetto, che non parla mai, ma quando parla...


    "ne io ne le mie aziende ed ex-aziende abbiamo interessi e ne avremo in Iraq"

    il buon Dick, giusto due settimane prima che il W.post scoprisse che gli iracheni non utilizzano il proprio petrolio, che sta venendo messo da parte, ma lo comprano dalla ex-compagnia (ahah) del buon Dick, in Kuwait, insomma, come se vendesse arance ai siciliani...

    Mustang, dì la verità, non ci credi nemmeno tu...

    Rispettati!
    ---------------------------
    Aeroplanino senz'ali: come può uno che tifa Saddam predicare saggezza?
    Un ricercatore dovrebbe sapere che non esistono armi distruttive se non quando esse sono nelle mani di uomini distruttivi.
    Come appunto lo sono personaggi tipo Stalin, Hitler, Pol Pot, Saddam.

  7. #7
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    Primo: per Saddam ci tiferai tu. Io non tifo, perchè quando si tifa si rinuncia necessariamente a porsi troppe domande...

    Io invece mi limito ad osservare che ci si viene a raccontare di una guerra contro il terrorismo, ma che mai come in questi giorni il mondo pullula di terroristi... e ogni ora ci sono nuove persone pronte ad ammazzarsi per la loro causa (sbagliata)...

    Ci si racconta di una "guerra di liberazione" degli iracheni, e quando un barlume di onestà ce li fa ascoltare scopriamo che in buona parte gli iracheni vorrebbero che gli occupanti se ne andassero dalla loro nazione...

    Ci si racconta di aver spodestato un despota, dimenticandosi di dire che quel despota, così come buona parte dei despoti viventi e degli integralisti più ciechi, sono figli di addestramenti mirati e di anni di supporto della CIA e dell'America... Dall'Indonesia, al Pakistan, all'Arabia, ai sultanati vari dove magari la gente non sta benissimo, ma le fabbriche nike fanno i soldoni...

    Ci si racconta di pericoli imminenti, di terrore e paura, quando viviamo in un mondo dove migliaia di persone ogni minuto muoiono a causa dell'iniquità della gestione che NOI OCCIDENTALI ne facciamo... Tutte le vittime di tutti glia attentati terroristici degli ultimi 50 anni sono una goccia nel mare di morte che il sistema capitalista senza regole sta imponendo al pianeta... ma sai com'è... ci si dimentica anche del 35% di americani che non ha un reddito minimo sufficiente e vive appoggiandosi ad associazioni umanitarie, che ce frega dei morti di fame del Bangladesh, no?

    Ci si raccontano un sacco di balle, e proprio perchè non tifo, a queste balle non ci credo. Non sarò mai con Saddam, ma sarò anche sempre contro Bush e quelli come lui.

    Perchè sto dalla mia parte.

  8. #8
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    In origine postato da Aeroplanino
    ...Mustang, dì la verità, non ci credi nemmeno tu...
    Rispettati!
    Non infierire, per favore. Io stesso mi sono pentito di aver parlato di Parkinson e di Alzheimer.

    D'altronde qualcosa deve pur essere successo al nostro amico mustang, non aveva mai difeso così calorosamente e con tutto se stesso quello che fanno, dicono, approvano i suoi idoli Berlusconi e Bush (di meno Blair).

    Che sia stato fulminato da Ferrara sulla via di Damasco? O avrà ricevuto in sogno la visita di PFB? Mah.....

  9. #9
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    In origine postato da Aeroplanino
    Primo: per Saddam ci tiferai tu. Io non tifo, perchè quando si tifa si rinuncia necessariamente a porsi troppe domande...

    Io invece mi limito ad osservare che ci si viene a raccontare di una guerra contro il terrorismo, ma che mai come in questi giorni il mondo pullula di terroristi... e ogni ora ci sono nuove persone pronte ad ammazzarsi per la loro causa (sbagliata)...

    Ci si racconta di una "guerra di liberazione" degli iracheni, e quando un barlume di onestà ce li fa ascoltare scopriamo che in buona parte gli iracheni vorrebbero che gli occupanti se ne andassero dalla loro nazione...

    Ci si racconta di aver spodestato un despota, dimenticandosi di dire che quel despota, così come buona parte dei despoti viventi e degli integralisti più ciechi, sono figli di addestramenti mirati e di anni di supporto della CIA e dell'America... Dall'Indonesia, al Pakistan, all'Arabia, ai sultanati vari dove magari la gente non sta benissimo, ma le fabbriche nike fanno i soldoni...

    Ci si racconta di pericoli imminenti, di terrore e paura, quando viviamo in un mondo dove migliaia di persone ogni minuto muoiono a causa dell'iniquità della gestione che NOI OCCIDENTALI ne facciamo... Tutte le vittime di tutti glia attentati terroristici degli ultimi 50 anni sono una goccia nel mare di morte che il sistema capitalista senza regole sta imponendo al pianeta... ma sai com'è... ci si dimentica anche del 35% di americani che non ha un reddito minimo sufficiente e vive appoggiandosi ad associazioni umanitarie, che ce frega dei morti di fame del Bangladesh, no?

    Ci si raccontano un sacco di balle, e proprio perchè non tifo, a queste balle non ci credo. Non sarò mai con Saddam, ma sarò anche sempre contro Bush e quelli come lui.

    Perchè sto dalla mia parte.
    -------------------------
    Da buon ricercatore dovresti sapere che chi si loda s'imbroda.
    Tradotto in povere parole chi si vanta di non credere alle balle racconta balla.
    Perchè la balla del sistema capitalista che che uccide non è dimostrata ma appunto ina balla...come quella del 35% di americani senza reddito sufficiente.
    Un vero ricercatore alzerebbe il culetto per andare a verificare d persona, cosa facilissima perchè non vi sono nè muri nè muraglie ad impedirtelo.
    Cosa impossibile fare nel paradiso sovietico di non tanto lontana memoria.
    L'odiato Bush è, stranamente, un eletto direttamente dal popolo americano, compresi i tuoi 35% di disperati.

    Tu sarai sempre contro Bush e contro tutti coloro che verranno eletti contro la tua volontà.
    Fai come tutti quelli che si lodano fanno.
    Ti dici...quanto sono bravo.

    Forse per convincerti?

  10. #10
    Ridendo castigo mores
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    In origine postato da mustang
    -------------------------
    L'odiato Bush è, stranamente, un eletto direttamente dal popolo americano, compresi i tuoi 35% di disperati.

    a proposito di balle bush e' stato eletto dalla meta piu' uno dei 43% di americani ..

    cioe' quelli che sono andati a votare avendo abbastanza tempo e motivazione per farsi la trafila di registrazione .. e abbastanza soldi da pagarne la modica tassa necessaria ...

    percio' io credo che la gran massa di quel 35% di disperati non ci sia andata affatto a votare .. meglio qualche panino o una bottiglia di scotch ...

 

 
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