Comunicato stampa IBL del 18/12
TV: NO AL PLURALISMO, SI ALLA CONCORRENZA
MILANO - Dopo la discussa decisione del presidente Ciampi di rinviare alle Camere la legge Gasparri, si riapre il dibattito su quale debba essere l'assetto del sistema radiotelevisivo italiano.
Da più parti si invoca addirittura la vendita coatta di un canale Mediaset, Rete 4, come soluzione definitiva
all' "assenza di pluralismo" del sistema televisivo italiano, viziato dalla presenza di due aziende "in posizione dominante".
"Questo modo di porre il problema", dice Alberto Mingardi, direttore del dipartimento Globalizzazione e Concorrenza dell'Istituto Bruno Leoni, "esemplifica al meglio la mentalità statalista che ancora pervade le élites del Paese. Il problema del sistema radiotelevisivo italiano non sta nella mancanza di un 'pluralismo' da costruirsi penalizzando l'unica televisione commerciale che è riuscita a imporsi sul mercato con sommo gaudio dei consumatori, ma nella gigantesca anomalia dell'esistenza di tre canali televisivi di Stato".
La privatizzazione della Rai è l'unico modo per sciogliere il nodo gordiano del conflitto di interessi e, al tempo stesso, per assicurare libertà di concorrenza in un vero mercato dell'etere, che oggi in Italia non esiste. Costringere il presidente del Consiglio, eletto dalla maggioranza degli italiani perfettamente a conoscenza delle sue molteplici attività imprenditoriali, a sbarazzarsi di una sua proprietà privata è un atto inaccettabile e barbarico, che non beneficerebbe in alcun modo i cittadini e i contribuenti.
L'unico modo per portare più libertà (anche d'informazione e d'opinione) nel sistema radiotelevisivo italiano è una vera e radicale privatizzazione del settore pubblico e una totale deregulation dell'etere.
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Per ulteriori informazioni:
Alberto Mingardi (alberto.mingardi@brunoleoni.it) - Direttore dipartimento 'Globalizzazione e Concorrenza' dell'IBL
(+39) 339. 60 21 870 - www.brunoleoni.it




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Questa è davvero mitica
