dal sito www.storace.tv
Quelli dell’Hilton sono in attesa di una risposta. Che non sia burocratica, vecchia, codarda. Sarebbe una risposta burocratica affermare che Alleanza Nazionale, di fronte alla richiesta democratica, politica, rianimatrice, di un congresso, debba decidersi solo ad una conta in Assemblea Nazionale, convocata per sabato 10 gennaio, limitandosi ad approvare una relazione o chissà che razza di documento limato di qua e di là.
Sarebbe una risposta vecchia quella di un partito che di fronte a migliaia di persone convocate con una parola d’ordine e a decine di migliaia all’ascolto attraverso le radio facesse spallucce negando legittimità e diritto di cittadinanza ai suoi militanti.
Sarebbe una risposta codarda quella di voltare la testa altrove, quasi ad aver paura delle critiche dei neosostenitori della retromarcia su Roma.
Quelli dell’Hilton – che rifiutano di dover scegliere tra gagliardetti o banderuole - non sono accontentabili con una verifica, con la promozione di un viceministro e neppure con una delega di tipo alimentare. Non e’ di una salumeria che abbiamo bisogno, ma di destra e di politica.
Quelli dell’Hilton aspettano ancora di conoscere la decisione del partito – anzi del suo presidente nazionale, visto che decide democraticamente per tutti – se alle elezioni europee ci sara’ la fiamma sulla scheda elettorale, se ai candidati alle elezioni europee sara’ detto prima e non dopo a quale gruppo parlamentare si chiederà di aderire, se la destra rimarrà destra anche in Europa.
Quelli dell’Hilton sono indisponibili al silenzio, alle riunioni ristrette, al volemose bene. E’ il momento di alzare la voce di fronte al mutismo, di allargare la platea del confronto rifiutando logiche oligarchiche, di indicare con nomi e cognomi quanti sognano un’espulsione di massa del popolo dei non allineati.
Uno di quelli dell’Hilton deve ancora decidere se andare all’assemblea nazionale che, per chi non lo sapesse e’ un rispettabilissimo sinedrio di 500 cooptati in una notte bolognese, quando tra Fini e i capi-corrente fu deciso come tirar giù – mischiandoli tra loro – i nomi e i cognomi della sempre orrenda lista unica. E’ lì la conta? E se quell’assemblea e’ cosi’ importante per la vita del partito, per le sue decisioni illuminate, perchè non l’avete convocata per decidere sulla legge Cirami o sul lodo Maccanico, perchè non ne avete chiesto il parere sul falso in bilancio, perchè non l’avete riunita per decidere di ammainare il presidenzialismo e issare lo stendardo della devolution?
L’indeciso dell’Hilton vuole sapere se la risposta a migliaia di militanti – che vanno in giro a sputare sangue per convincere milioni di elettori con più difficoltà di quante ne incontri il professor Mannheimer – e’ legata ai numeri di un’assemblea o affidata al cuore e alla testa della politica. E vuole saperlo prima e proprio da Fini.
Esattamente come tutti quelli dell’Hilton – e di Arezzo, e del Parco dei Principi, e di tutta Italia – hanno saputo da un convegno che gli immigrati da forza lavoro devono trasformarsi in forza politica senza che nessuno al governo si ponga la necessita’ di trattarli prima di tutto come persone. E da Gerusalemme che il fascismo e’ il male assoluto e che bisogna vergognarsi della Repubblica Sociale Italiana. E ora vogliono sapere pubblicamente – e con la stessa capacità comunicativa – dove ci si vuole portare, perchè hanno il diritto di decidere se restare sulla carovana o prepararsi a sceglierne o a costruirne un’altra.
Certo, sarebbe importante persino apprendere che Fini conviene con Berlusconi quando dice che per votare per istituzioni italiane e’ bene che si sia cittadini italiani e che rifiuta di considerare il professor Luzzatto il nuovo oracolo della destra italiana. Vuoi vedere adesso che siamo al governo – dice il portiere dello stabile dove abita un vecchio nostro militante – ci ricacciano nel ghetto?
Quelli dell’Hilton hanno la testa sulle spalle e la schiena dritta, non gradiscono tentennamenti e pretendono rispetto, non predicano democrazia ma la praticano, non vogliono muri in Israele e nemmeno nel partito che e’ di tutti e non di uno solo. E in particolare uno di quelli dell’Hilton chiede non a quelli di Arezzo, ma a uno di quelli del Parco dei Principi e a quelli di Fiuggi se quando abbiamo detto fuori la Lega dal governo scherzavamo e prendevamo in giro altre migliaia di militanti. Si sono spaventati del correntone, il "correntone nero" lo chiamavano, l’hanno trasformato nel correntone grigio, nella palude. A bonificarla, adesso, chi ci pensa?




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