No all'eterologa: il Polo marcia al Senato
Passa col voto segreto il divieto della fecondazione con persona estranea alla coppia. Il ministro Sirchia: "Dal governo appoggio unanime alla legge". Il sì finale domani.
ROMA - La legge dei divieti o delle regole viaggia spedita verso l’approvazione finale. E l'ultima battaglia in ordine di tempo, prima del voto finale atteso per domani mattina, l'ha vinta ancora una volta il fronte proibizionista.
Come annunciato ieri da Schifani e da Rutelli, il blocco cattolico, quasi tutta la Cdl con i petali della Margherita, sta facendo muro al Senato sul pdl della procreazione medica assistita, stroncando la resistenza della sinistra e dei Ds, fortemente critici su un provvedimento che giudicano "oscurantista". Emblematico il titolo a nove colonne scelto oggi dall'Unità, quasi un imperativo: "Non si votano leggi medievali".
In Parlamento però è tutta un'altra storia. E in mattinata anche l'affondo più atteso è andato a segno. L'Assemblea di Palazzo Madama ha infatti respinto, a voto segreto, gli emendamenti all'art. 4 della legge sulla procreazione assistita volti ad introdurre la possibilità di fecondazione eterologa (cioè con seme di persona estranea alla coppia). In pratica il "no" all'eterologa, uno dei punti cardine del pdl, vuol dire che per mettere al mondo un bambino la coppia non potrà più ricorrere al seme o all'ovocita di un donatore. Un fatto non di poco conto visto che almeno il 20% delle coppie con problemi di fertilità ricorre all'eterologa.
Secondo gli oppositori al testo al vaglio del Senato la conseguenza sarà anche la chiusura dei centri, le famose "banche del seme" che custodiscono i gameti congelati. Ma la sinistra denuncia, più in generale, l'accelerazione dei tempi parlamentari e confida che nel segreto dell'urna possa uscire qualche sorpresa. "Stiamo votando una legge che, a mio giudizio, contiene tratti semplicemente disumani, di scarsissimo rispetto per la persona umana", attacca il presidente dei senatori dei Ds Gavino Angius.
Tuttavia il governo ha fretta di bruciare i tempi. Nella giornata di oggi proseguiranno le votazioni sui 18 articoli del ddl, ed i relativi emendamenti. Domani mattina è previsto il voto finale e lo scontato sì. Una strategia illustrata anche dal ministro della Sanità Girolamo Sirchia. "Pur lasciando libertà a ciascuno - spiega Sirchia ai cronisti in Transatlantico - il governo ha deciso di appoggiare questa legge all'unanimità. Bisogna chiudere un periodo senza regole che è stato ed è pericoloso. Il meglio - aggiunge - è nemico del bene, ma questa è la strada migliore da seguire per dare un segnale; se in seguito si potrà fare qualcosa per migliorare la legge, allora ben venga".
Riferendosi alle critiche avanzate da parte della comunità scientifica alla legge sulla procreazione, Sirchia osserva: "Forse c'é eccessiva fiducia nelle cellule staminali embrionali, che finora non hanno provato di avere quel potenziale in cui tutti sperano. Per ora - conclude - su di esse ci sono più speranze che certezze".
(10 DICEMBRE 2003, ORE 13:00)




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