Riassumendo brevemente: Su “Repubblica” di mercoledì 17 dicembre nella rubrica delle lettere, una lettrice umbra di origine inglese molto preoccupata, poneva al suo curatore Corrado Augias alcuni interrogativi riguardo alla prossima (imminente?) legge sulla caccia che definiva, tra l’altro“ contro natura”. Questa l’interessante risposta di Augias:
“Per il momento della nuova legge non si parla ed è possibile segno di ripensamento. Infatti il nuovo testo, preparato dal ministero delle Politiche Agricole e inviato al ministero dell’Ambiente per eventuali osservazioni, rappresenta un’inversione netta rispetto alla legge del 1992: prolungamento della stagione venatoria, includendovi il periodo cruciale per la riproduzione; ampliamento del numero di animali cacciabili inclusi: gabbiani reali, tortore, fringuelli e passeri (fringuelli e passeri!); possibilità di utilizzare come richiamo una civetta viva. Inoltre possibilità di sparare anche per i sedicenni purchè un genitore firmi una liberatoria. Infine viene spezzato il legame con il territorio che era un punto fondamentale dell’accordo del 1992.
Per frenare le ondate di cacciatori che migravano da una regione all’altra inseguendo i punti di maggiore densità di prede, era stato stabilito un ancoraggio del cacciatore alla regione di residenza.
Adesso anche questo limita salta: per 30 giorni ognuno potrà sparare nella regione che preferisce.
Sara Fioravanti, responsabile dell’ufficio legale del WWF, ha dichiarato giorni fa: “La legge del’92 era riuscita a imporre la caccia a un paese in larga maggioranza contrario. Se il governo manterrà il testo elaborato dal Ministero delle politiche agricole questo equilibrio si romperà: non si può accettare che la caccia diventi un massacro indiscriminato”.
Questo per quanto riguarda la lettera della nuova legge.
Cenno a parte merita l’ulteriore dose di disdoro che un tale provvedimento riverserebbe sul nostro paese come la lettera del nostro lettore britannico lascia presagire, I motivi di diffidenza nei nostri confronti sono già gli abbondanti, non sarebbe il caso di aggravarli con una legge dettata solo da interessi hobbistici. Il ministro Alemanno ne sarà consapevole ?
La Repubblica
17 12 03




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