Ecco il titolo di un eccellente (e come dubitarne del resto) servizio di Gian Antonio Stella, pubblicato sul Corriere della Sera, che continua così:
"La Sicilia sogna altri sei scali. Uno dovrebbe sorgere sulle alture di Racalmuto. Bisognerebbe portare via terra per 200 mila Tir"
Fra le tante "chicche" che Stella, con la consueta ed elegante ironia che lo contraddistingue ci regala, ve ne cito due :
"Ed ecco che l’aerostazione di Catania, nonostante gli annosi problemi di vento e di cenere che periodicamente ne fanno invocare la chiusura, si vede già proiettata nel giro di una trentina di anni dagli attuali 4 a 25 milioni di passeggeri, 7 in più rispetto a quelli che oggi ospita la Malpensa"
"E poi c’è l’aeroporto Trapani, che è aperto a part time e per lunghi mesi appare malinconico, vuoto e spettrale come le vicine saline, ma già si vede travolto dal nuovo rinascimento di vorticosi interscambi transmediterranei e Comiso che, recuperate ai voli civili le piste fino a ieri militari, già vede all’orizzonte non solo il muso in atterraggio di migliaia di carghi che arriveranno da ogni dove per poi portare in giro per il mondo i fichi e le melanzane e i pomodoretti ma pure quello di velivoli stracolmi di turisti e uomini d’affari: «E’ qui che s’investe!»."
Naturalmente non ce l'ho con gli amici siciliani ma con i soliti,(perdonatemi) stramaledetti, politici sporchi che ,ormai, sono stati messi nelle condizioni di pensare che, oltre all'immunità parlamentare, ci sia per loro anche l'immunità della faccia di bronzo (eufemismo...)




Rispondi Citando