....del Lavoro
Selvaggi ma non solo
Dopo il lunedì nero di Milano, bloccata dallo sciopero selvaggio dei tranvieri, replicato a Torino e a Brescia dopo due settimane, ora è toccato a gruppi di lavoratori dell’Alitalia bloccare Fiumicino, indipendentemente dagli impegni presi dai sindacati impegnati in una complessa trattativa che si avviava a una mediazione governativa. La concentrazione di azioni di lotta sconsiderate alla vigilia delle feste, e quindi della sospensione delle agitazioni prevista dalla legge, non è una novità e neppure una specialità italiana. Tuttavia l’effetto imitativo che si sta diffondendo a macchia d’olio in queste settimane non è solo una sgradevole coincidenza. Alla base c’è la sostanziale certezza di impunità, causata dall’aleatorietà delle sanzioni e dalla sostanziale copertura di settori del sindacalismo confederale, non sempre e non solo di sinistra.
E’ indubbio che nelle iniziative dei vari sindacati “di base” prevalga una visione corporativa e un disinteresse deplorevole per le esigenze degli utenti e, spesso, la ricerca dello scontro fine a se stesso o giustificato da concezioni politiche estremiste. Tuttavia si fatica a sfuggire alla sensazione che ci sia chi, ai piani alti del potere, punta a utilizzare queste forme di esasperazione ai propri fini, provocandole anche con i propri comportamenti.
La tensione tra governo ed enti locali sulla distribuzione delle risorse, per esempio, non è estranea alle lungaggini nel rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri.
D’altronde sono state, a suo tempo, le società di trasporto locale municipalizzate a volere un contratto unico nazionale, che, negando le articolazioni indispensabili ha finito con il creare il caos.
Nel trasporto aereo sembra evidente che gli interessi prevalenti dei dirigenti Alitalia consiste nel realizzare i propri piani di confluenza a livello internazionale, il che è del tutto legittimo.
Ma se si trascura volutamente il rapporto con i dipendenti per provocare agitazioni che costringano il governo a intervenire, si passa dal legittimo all’arbitrario.
saluti




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