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Originally posted by Augustinus
E' vero, lasciamo da parte le sciocchezze di affus.
Il principale pericolo, almeno nella Chiesa cattolica, dell'ecumenismo è essenzialmente nel fraintendimento dei termini. Fraintendimento che può condurre ad un travisamento della retta dottrina. Mi spiego. La Chiesa quando apre un dialogo con una confessione religiosa lo fa per due ragioni:
- in primo luogo, per necessità, in quanto la Chiesa non può rinchiudersi a guscio su se stessa, ma deve dialogare con altre componenti sociali (non foss'altro perchè i cattolici sono anche cittadini di uno Stato e convivono in una società, nella quale vi sono diverse anime, non necessariamente cristiane),
- in secondo luogo, perchè la Chiesa, pur conservando gelosamente in se stessa tutto il deposito della Verità, nondimeno riconosce che anche al di fuori di essa vi sono dei semi del Verbo che, in un certo qual modo, predispongono a ricevere favorevolmente il Suo Messaggio di salvezza. Negare ciò significherebbe negare la realtà delle cose e la Scrittura.
Ma dialogare parimenti non vuol dire assolutamente perdere la propria identità in nome di un vago sentimento. No. Tutt'altro. Occorre che certo concetti siano ribaditi e sottolineati. Altrimenti il pericolo di un generale sincretismo religioso è sempre in agguato.
Viceversa, laddove si chiarissero i punti, il dialogo potrebbe procedere più speditamente.
Gli interlocutori più difficili?
Probabilmente sono coloro che, da una parte o dall'altro, si rinchiudono a guscio, senza volersi confrontare e risolvere problemi sui quali è possibile un incontro. In fondo, è questa la logica del cercare ciò che unisce, non ciò che divide.
Se poi vogliamo dare dei nomi, beh ... probabilmente diffiucoltà ci sono con gli anglicani, i quali, dapprima con la (pseudo) ordinazione delle donne e poi con la sceneggiata della (fasulla) ordinazione di un "vescovo" omosessuale, hanno posto in crisi il dialogo con la Chiesa cattolica. Ora, la chiesa anglicana parte da posizioni più distanti rispetto a quella Cattolica.
Con gli ortodossi, invece, io penso che non vi siano vere e proprie difficoltà teologiche. Il Filioque, l'Immmacolata Concezione, il Purgatorio, ecc. non costituiscono veri e propri problemi ed ostacoli teologici. Si tratta piuttosto di linguaggi differenti. Ma che indicano le medesime realtà. L'unico punto dolente è il dogma dell'infallibilità pontificia e del primato del Romano Pontefice. Questo è il punto davvero che ostacola la piena riunione con la Chiesa cattolica. Ma chissà che lo Spirito Santo non possa intervenire e che le due Chiese possano riunirsi così come fu con il Concilio di Firenze, per breve tempo, nel XV sec.
Augustinus