La giornalista de L'Unità, insolentita dal Banana, scrive...
Il bengodi che sogna il signor Berlusconi
di Marcella Ciarnelli
Tutto bene quello che ha fatto lui, anzi «veramente positivo». Se qualcosa di negativo c’è stato la colpa è di altri: l’opposizione che non collabora, la congiuntura internazionale, le fastidiose regole di convivenza democratica da cambiare al più presto, l’euro che è stato deciso da altri governi, lo stop del presidente della Repubblica alla Gasparri perché «c’erano pressioni così diffuse anche da parte della corporazione degli editori che ho immaginato le difficoltà di Ciampi a non intervenire. Ho preso atto della situazione difficile in cui si è trovato».
La «famiglia Italia deve essere ottimista nonostante le difficoltà»: questo l’imput del premier-Babbo Natale durante la consueta conferenza stampa di fine anno in cui Silvio Berlusconi ha tracciato il bilancio del suo governo.
Due ore e cinque minuti in diretta tv. Per raccontare agli italiani che ogni giorno vivono sulla propria pelle difficoltà e rinunce la favola che il nostro è il paese di Bengodi. Che lui è «il premier più popolare della Ue», che è «un fulmine di guerra leader di una squadra che non ha eguali», che in questi anni ha rispettato il contratto sottoscritto con gli elettori, notaio Bruno Vespa, che lui ha «attaccato a tutte le porte di casa» in più copie che «mi salutano tutte le mattine», che non si è mai occupato degli affari suoi ma si è molto speso per migliorare l’esistenza degli altri.
E, siccome fare il presidente del Consiglio gli piace molto, Berlusconi non ha difficoltà a confermare di essere intenzionato a rimanere a Palazzo Chigi «per questa legislatura ed anche quella successiva», salute permettendo ma che per il momento c’è. «La verità è che io scoppio di salute: vi sembra possibile che un moribondo possa fare la vita che faccio io? Sono stanco, ho gli occhi infossati, ma non sto per morire». Malanni nè veri nè inventati dunque affliggono il premier. «Mi ricordo mia madre che quando inventavo delle malattie per non andare a scuola mi diceva che se uno parla di malattie inesistenti poi gli vengono».
Di conseguenza «per me vedo un impegno a medio termine. Ci sono dieci o quindici anni davanti a me» che con i cinque della legislatura in corso farebbero esattamente venti...Il che non esclude che si candidi alle prossime europee. Archiviata la lista unica (Casini è arrivato in ritardo) alla testa di Forza Italia ci sarà lui. Una «candidatura di bandiera» di cui non ci sarebbe bisogno perché i sondaggi che sciorina ad hoc danno la sua coalizione per vincente. E che, se mai dovesse perdere, «ma non accadrà», non lo porterà alle dimissioni.
Gli scalpitanti partner di coalizione debbono, dunque, impegnarsi a raggiungere altri traguardi: «C’è la presidenza della Camera, del Senato. C’è la presidenza della Repubblica. Ci sono dei ministeri importanti. C’è gloria per tutti» suggerisce il premier in vena di generosità dato il clima natalizio. Dei destini di Fini, indicato come possibile suo successore, non vuole parlare. «Con lui ho un rapporto leale, non ha mai posto problemi. Semmai lo ha fatto qualcun altro».
Il clima prefestivo non è sufficiente ad annullare le tensioni che hanno caratterizzato anche questo scorcio di anno tra gli esponenti di una maggioranza granitica solo sulla carta. Per risolvere il problema, conferma il premier, trascorse le festività, in gennaio «i ministri si riuniranno in conclave per aggiornare l’agenda» dopo di che si potrà anche arrivare «al rafforzamento della squadra». Il che non significa «rimpasto, una parola della vecchia politica» ma «un governo può essere sempre migliorato». Senza arrivare ad un Berlusconi-bis che il premier esclude con vigore.
Tra una citazione di mamma Rosa che gli ha sempre detto che lui «è troppo buono» e quindi non avrebbe mai potuto fare il giudice ed una battuta sulla zia che si è comportata, all’entrata in vigore dell’euro, come tutti coloro che hanno qualcosa da vendere ed ha «arrotondato al rialzo le poltrone del teatro Manzoni», il presidente del Consiglio ha proceduto nel lungo elenco di successi e speranze. Interni ed internazionali. Gli insuccessi appartengono agli altri.
Dunque l’Italia. La verifica di inizio anno necessaria per tenere a bada gli alleati che hanno mostrato dubbi sullo stravolgimento della par condicio. Follini in testa cui Berlusconi fa la lezione: «Il suo giudizio non è sufficientemente aderente al nostro programma, ma sono certo che con i ragionamenti si convincerà perché è una persona rapida ed intelligente».
«Allinearsi» è la parola d’ordine. D’altra parte lui, padrone di Mediaset in prestito a Palazzo Chigi, con la nuova par condicio, comunque non guadagnerà di più. Parola sua. L’opposizione, se vuole fare gli spot a pagamento, «li può fare sulla Rai, sulle tv locali senza dare un centesimo alla mia azienda» e, quindi, senza dare a lui nemmeno un centesimo. Va difeso il decreto salva Rete4 e, quindi, la legge Gasparri che lo riguardano sempre molto da vicino.
Oltre l’orizzonte di casa, benissimo la presidenza Ue. Sempre dal suo punto di vista. Per quanto riguarda l’Iraq «anche se ci dovessero essere altri sacrifici come quelli di Nassiriya l’orientamento del nostro governo non cambierà». Saddam «deve essere giudicato da un tribunale iracheno» e se lì c’è la pena di morte poco importa. Le grandi opere i cui cantieri ha visto solo lui annullano i confini. Compreso un improbabile «ponte sullo stretto di... Berlino». Lapsus immancabile quando si parla per ore.
Cercando di rendere concreto il nulla.
Bossi mette le mani avanti per "migliorare" il governicchio...
Nuova politica/1
"Rimpasto? che brutte parole della vecchia politica. Un governo può sempre essere migliorato. E quindi, se ci sono protagonisti depositari di un'esperienza che può contribuire a migliorare l'azione di governo, ben vengano: io sono sempre stato e resto aperto alla collaborazione con tutti."
(Banana dixit)
Cuneo, 22:05
Bossi:
"non è vero che tutto va bene"
Per il ministro Umberto Bossi non è vero che tutto va bene, come ha detto Berlusconi nella conferenza stampa di fine anno. "Non ho ascoltato il discorso di fine anno di Berlusconi in televisione - ha detto questa sera a un gruppo di giornalisti e militanti, al termine di una fiaccolata della Lega Nord cuneese - ma so che ha detto che va tutto bene. Invece non è vero che va tutto bene, non è così. Ed è il popolo a pagarne le conseguenze" . (red)
Balocchi per allocchi.