Da www.corriere.it
PECHINO - Due ergastoli e condanne tra due e quindici anni di carcere per dodici persone. Si è concluso con dure condanne il processo per una megaorgia che per la durata di due giorni (16-18 settembre) ha vinto coinvolti 380 turisti giapponesi e non meno di 500 prostitute cinesi al centro congressi a cinque stelle di Zhuhai, nel sud della Cina. Ciò che ha veramente indignato i cinesi è stato però il fatto che «il misfatto» è avvenuto in corrispondenza del 18 settembre, data funesta per i cinesi perché proprio il 18 settembre 1931 iniziò l'invasione della Cina da parte del Giappone.
RINATE VECCHIE TENSIONI CINA-GIAPPONE - Ciò ha scatenato in Cina un'ondata di risentimenti antigiapponesi, anche perché pare che i turisti giapponesi, tutti tra i 16 e i 37 anni, avessero chiesto alla direzione dell'albergo di issare nella sala d'ingresso una bandiera giapponese, richiesta che è stata respinta. Il ministero degli Esteri cinesi ha inviatato Tokyo a «educare meglio» i propri cittadini quando escono si recano all'estero. Il capo della diplomazia giapponese, Yoriko Kawaguchi, ha definito l'episodio «estremamente spiacevole».
CONDANNE - Secondo Nuova Cina, l'agenzia di stampa ufficiale cinese, il direttore aggiunto dello Zhuhai International Convention Center Hotel e un altro uomo, considerati gli organizzatori, sono stati condannati alla prigione a vita. Il responsabile del marketing dell'hotel ha preso 15 anni e un'altra persone dodici. La polizia cinese ha chiesto inoltre all'Interpol l'arresto di tre giapponesi implicati nella maxiorgia. Il processo si è tenuto alla fine della scorsa settimana, 66° anniversario del massacro di Nanchino, quando i giapponesi trucidarono 300 mila civili inermi e militari cinesi.




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