«Nessun conflitto sulla concorrenza Ma nella Gasparri ci sono ambiguità»
Monti: il riesame del Parlamento può servire per modificare l’assegnazione delle frequenze Come cittadino mi riconosco nelle preoccupazioni di Ciampi sulla questione del pluralismo
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES - La legge Gasparri «nella sostanza» non è in conflitto con le norme europee a tutela della concorrenza. Ci sono «ambiguità» formali che «potrebbero essere chiarite attraverso il riesame del Parlamento», mentre va «approfondito» il meccanismo di assegnazione delle frequenze. Ma nel complesso il Commissario europeo alla Concorrenza, Mario Monti, dà via libera alla legge sul riassetto televisivo. Monti, invece, critica il governo su un altro versante. In Europa la presidenza italiana, avallando «la soluzione facile» sul Patto di stabilità, ha minato il principio base dell'Unione: parità di trattamento tra grandi e piccoli Paesi.
Commissario Monti, dopo quella di Ciampi, «la giacca» più tirata è la sua. In Italia tutti vogliono sapere se la legge Gasparri viola le norme europee sulla concorrenza.
«Per riguardo al presidente della Repubblica, non mi sono espresso pubblicamente prima che egli decidesse se promulgare la legge o rinviarla alle Camere, come poi ha fatto per motivi inerenti alla tutela del pluralismo dell'informazione»
Ora il presidente si è pronunciato. Qual è la sua posizione?
«Personalmente, ritengo che senza una disciplina rigorosa in materia, la vita civile e politica nei sistemi politici democratici possa seriamente degradarsi. Come cittadino mi riconosco nelle preoccupazioni espresse dal Capo dello Stato. Ma, come commissario europeo, non tocca a me dire se la legge Gasparri tuteli adeguatamente il pluralismo. L'attuale ordinamento europeo riconosce infatti l'importanza del pluralismo nell'informazione, ma lascia agli Stati membri la sua tutela ».
Ma dal suo punto di vista «istituzionale», di Commissario alla concorrenza, è tutto in ordine?
«Posso dire in sintesi che la legge, nel testo attuale, non sembra prevedere disposizioni che nella sostanza siano in conflitto con il diritto comunitario della concorrenza, benché sul piano formale la terminologia utilizzata si presti a qualche ambiguità».
In effetti l'articolo 14 del testo rimanda ai criteri comunitari per definire la nozione di "Sic", cioè del "Sistema integrato delle comunicazioni". Nel "Sic" sono conteggiati mercati diversissimi, dalla pubblicità tv alle campagne promozionali. Ma la giurisprudenza comunitaria raccomanda di definire in modo omogeneo il "mercato rilevante "
«E' vero che la "Gasparri" può sembrare una legge antitrust: per esempio impiega termini quale "posizione dominante", tipici del diritto della concorrenza. Ma non è una legge antitrust. Le sue disposizioni riguardano la tutela del pluralismo, non la tutela della concorrenza nel normale senso della disciplina antitrust. La legge non contiene, né potrebbe contenere, norme che interferiscano con le prerogative della Commissione europea o dell'Autorità garante della concorrenza in materia, per esempio, di definizione del "mercato rilevante" o di valutazione dell'esistenza di una "posizione dominante" nel settore dei media, ai fini dell'applicazione a singoli casi delle norme sulla concorrenza, o antitrust. Per altro, se mai dovesse presentarsi un conflitto tra il diritto comunitario e la legge Gasparri, è ormai giurisprudenza consolidata della Corte di giustizia europea che le Autorità nazionali della Concorrenza e i tribunali debbano disapplicare qualsiasi norma che possa pregiudicare l'efficacia del diritto comunitario della concorrenza. In definitiva: non c'è e non può esserci conflitto nella sostanza».
Quindi la «Gasparri» va bene così, senza toccare una virgola?
«Forse sarebbe opportuno rimuovere anche la parvenza di un possibile conflitto: preferibilmente modificando o chiarendo i termini impiegati, oppure inserendo la precisazione, benché non strettamente necessaria, che le nuove norme non pregiudicano in alcun modo, la normale applicazione, da parte delle Autorità comunitaria e nazionale, delle norme sulla concorrenza nei mercati ai quali la legge stessa si riferisce. Il riesame parlamentare potrebbe essere l'occasione per rimuovere l'ambiguità formale in tema di concorrenza e per assicurare la compatibilità sostanziale in tema di assegnazione delle frequenze».
La nuova legge assegna le frequenze innanzitutto a chi già le possiede, mentre il diritto comunitario garantisce libertà di accesso a tutti
«E' un aspetto che, a mio parere, merita di essere esaminato con attenzione, per evitare problemi in futuro. Non è chiaro se il meccanismo di assegnazione previsto dalla legge sia in linea con quanto richiesto dal nuovo quadro regolamentare comunitario sulle comunicazioni elettroniche e cioè che gli Stati membri assegnino le frequenze sulla base di criteri obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionali. Questo tema è prevalentemente di competenza del Commissario per la società dell'informazione, Erkki Liikanen».
Professore lei sa che qualcuno insinuerà: ecco anche Monti si mette a difendere Berlusconi e le sue tv. Magari il Commissario pensa a candidarsi alle prossime europee...
«Interessante. E allora sarei contro Berlusconi quando apro una procedura contro il decreto salvacalcio o la Tremonti-bis?»
Giuseppe Sarcina Corriere della Sera Politica
188 LEGGE GASPARRI: IL MINISTRO, PAROLE MONTI CONFORTANO NOSTRO LAVORO
(ASCA) - Roma, 22 dic - ''Chi segue questa materia e ha letto
l'intervista di Monti non puo' che trarre conseguenze
chiare''. Lo ha detto il ministro della Comunicazione,
Maurizio Gasparri, a margine della conferenza stampa per la
presentazione della mostra sulla trilogia di J.R. Tolkien
''Il signore degli anelli'', riferendosi all'intervista,
pubblicata oggi sul Corriere della Sera, al commissario Ue
della concorrenza Mario Monti.
Le parole di Monti ''confortano molto il nostro lavoro -
aggiunge Gasparri - che e' conforme alla normativa europea e
non collide con norme antitrust''. ''Gli altri aspetti sono
regolati - prosegue il ministro - come ho sempre sostenuto,
per poter contrattare i mercati dominanti''.
Secondo Gasparri la legge di riforma del sistema
radiotelevisivo e' da considerare positivamente anche perche'
modifica la materia ''senza sottrarre poteri e ruoli agli
organi di garanzia''.
''Non voglio esagerare - aggiunge il ministro - nei toni
per sobrieta' di atteggiamento, ma il mio giudizio su quanto
affermato da Monti e' positivo''. Sul tema delle frequenze,
affrontato secondo Monti con qualche ambiguita', Gasparri ha
detto: ''Per carita' si puo' essere sempre piu' chiari, ma in
un articolo della legge e' riprodotto testualmente cio' che
dice in materia di assegnazione di frequenze la normativa
europea e cioe' che l'assegnazione deve avvenire secondo
criteri di imparzialita'''.
''E' una partita lunga e complessa - conclude Gasparri -
il giudizio finale si dara' alla fine''.
Dopo tutto il blababa sinistro anche su questo forum, le parole di Monti confermano che aveva ragione Gasparri quando diceva che l'italia aveva recepito le disposizioni europee in materia, e che non e' affatto vero che quasta legge le contraddice.! In pratica il commissario europeo dice che nella sostanza e' OK, ha solo bisogno di qualche aggiustamento come fatto rilevare da Ciampi.
Allora, Ossoduro: Lo dimettiamo a sto Gavino?
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8 LEGGE GASPARRI: IL MINISTRO, PAROLE MONTI CONFORTANO NOSTRO LAVORO
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Allora si dimette o no, visto che aveva assicurato che NON CI SAREBBERO STATI PROBLEMI PER LA COSTITUZIONALITA? del suo disegno legislativo? Questo piccolo particolare ti deve assere sfuggito, vero?
