Un amore virtuoso ne genera sempre un secondo, perché porta la persona amata a corrispondere con la stessa intensità il sentimento, allorquando questo è manifestato...ma chissà cosa si intende per amore virtuoso.
Un amore virtuoso ne genera sempre un secondo, perché porta la persona amata a corrispondere con la stessa intensità il sentimento, allorquando questo è manifestato...ma chissà cosa si intende per amore virtuoso.


La storia è presto detta.
All'Inferno, a Dante gli scappa quel "amor ch'a nullo amato amar perdona" che può sembrare una giustificazione di un amore sì grande, ma anche adulterino.
Virgilio era abituato a ben di peggio e quindi non fa una piega.
In purgatorio però le cose cambiano e il Maestro si sente in dovere di precisare a Dante che la cosa funziona solo se di "amor virtuoso" si tratta; fattispecie - come giustamente osserva Alessandra - assai poco chiara.
In Paradiso, poi, ci sta Beatrice - insieme a uno spropositato numero di santi e cherubini - a controllare la faccenda, e la cosa non viene nemmeno presa in considerazione.
Morale: chi cerca il vero amore vada all'inferno.
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