La decisione del Consiglio dei ministri di chiedere «urgentemente la procedura di crisi all'Europa, in seguito alle gravissime difficoltà del settore agricolo conseguente al crac della Parmalat» rappresenta «un messaggio che il governo manda agli allevatori che in questi giorni protestano bloccando la circolazione a Milano». È quanto ha affermato il ministro per le Riforme, Umberto Bossi, spiegando che tale messaggio «segnala la volontà di trovare soluzione agli annosi problemi che tormentano gli allevatori». La crisi Parmalat «è un disastro dagli effetti imprevedibili - ha sottolineato Bossi - e difficilmente valutabili nella loro portata e nel loro irraggiamento che riguarda l'intero settore agricolo, dell'allevamento e della produzione, del conferimento e del pagamento del latte».
«Se lo stato di crisi verrà riconosciuto dall'Europa - ha affermato ancora il ministro per le Riforme - lo Stato italiano potrà procedere in deroga alle regole europee, essendo ammessi in questo caso gli aiuti di Stato. In particolare tra le richieste fatte all'Europa c'è quella di proroga dell'entrata in funzione del decreto Alemanno, che obbliga gli allevatori con il nuovo anno a sborsare quote per il conferimento del latte».
Bossi ha sottolineato che «già nelle parole del commissario Monti di lunedì si intravedeva la necessità di questa scelta perché la Parmalat lavora il 52% del latte italiano e la sua crisi è la crisi dell'intero settore lattiero-caseario».
[Data pubblicazione: 24/12/2003]




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