Milano, 27 dicembre 2003 - Totò Riina è stato trasferito dal carcere di Ascoli Piceno a quello di Opera, alla periferia sud di Milano. Secondo quanto si apprende, il trasferimento è stato disposto per consentire a Riina, reduce da un infarto, di potersi curare nella struttura milanese, che dispone di un centro clinico attrezzato.
Il boss è stato portato in auto da Ascoli all'aeroporto di Falconara marittima, dove è stato imbarcato su un volo per la Lombardia.
Il 16 maggio scorso Totò Riina, che ad Ascoli scontava una decina di ergastoli, aveva avuto un infarto in cella (seguito il 27 ottobre da un secondo malore) e dopo un primo ricovero nell'ospedale ascolano 'Mazzoni', era stato trasferito nell'Utic del nosocomio 'Mazzini' di Teramo, dove il 17 era stato sottoposto ad un intervento di rivascolarizzazione mediante angioplastica transluminale.
Tre giorni dopo il capo di Cosa Nostra era stato nuovamente scortato nel carcere di Marino per trascorrervi la convalescenza, interrotta il 27 ottobre da una seconda crisi ischemica, e un nuovo ricovero ad Ascoli seguito da un
trasferimento di qualche ora nell'ospedale cardiologico 'Lancisi' di Ancona per una coronografia. Episodi che secondo il difensore del boss, l'avv. del foro di Firenze Luca Cianferoni, avevano dimostrato l'incompatibilità del settantaquattrenne Riina con la vita carceraria, anche se il capo mafia, pur sempre sottoposto alle restrizioni del regime del 41 bis, non era più in isolamento da giugno, per una sentenza della Cassazione.
In seguito all' ennesima crisi cardiaca di fine ottobre, il legale di Riina aveva reiterato le istanze, fiducioso che il boss malato prima o poi avrebbe visto accolta la sua richiesta di cure migliori. Che ora Riina troverà nel carcere di Opera a Milano, specializzato proprio nell' assistenza ai cardiopatici.
Da Il Giorno.
In un modo o nell'altro se li devono cuccare i padani...
Se vedòm!




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