Doccia fredda di Teheran sul ramoscello di ulivo offerto dall'amministrazione Bush: il governo iraniano ha chiesto a Washington di soprassedere sull'offerta di una visita umanitaria ad alto livello che avrebbe segnato il primo contatto ufficiale tra i due Paesi in un quarto di secolo.
La proposta era nata alla Casa Bianca: una delegazione Usa sarebbe dovuta partire per l'Iran per discutere il coordinamento dei soccorsi alle vittime del devastante terremoto di Bam.
«Data la situazione a Bam ci hanno fatto sapere che sarebbe meglio tenere questa visita in sospeso. Per parte nostra non insistiamo», ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato Adam Ereli.
Non è una chiusura totale, ma poco ci manca. Se la missione si fosse concretizzata, sarebbe la prima in Iran dal tempo della crisi degli ostaggi del 1979. La delegazione sarebbe stata guidata dal senatore della North Carolina Elizabeth Dole, ex presidente della Croce Rossa americana e candidata alla nomination repubblicana per la Casa Bianca nel 2000, e avrebbe potuto includere anche un componente della famiglia Bush.
L'offerta americana era stata recapitata martedì scorso a Teheran ma la risposta iraniana aveva tardato ad arrivare. Ieri la comunicazione che ha «gelato» le aspirazioni americane.