Dopo 70 anni tradotto in Italia «Der Fascismus», il pamphlet dello scrittore
Il fascismo? Non è piovuto dal cielo
Così parlò Ignazio Silone (e fu censurato)


Ha dovuto attendere quasi settant'anni per essere pubblicato in Italia Der Fascismus di Ignazio Silone. In compenso a distanza ravvicinata ne sono uscite due edizioni, l'ultima negli Oscar Mondadori, con il titolo: Il fascismo, origini e sviluppo. Eppure il libro non ha niente di eccezionale: non vi sono rivelazioni sconvolgenti né verità segrete. E' l'opera prima di Silone, anche se è stata pubblicata a Zurigo nel 1934, cioè l'anno dopo Fontamara. Accanto all'edizione, in tedesco, circolata clandestinamente anche nella Germania di Hitler, ha avuto una traduzione in croato ed una in polacco ed una ristampa anastatica a Francoforte nel 1978. V'è stata pure, nel 1992, una versione italiana non autorizzata, ritirata dalla circolazione per l'intervento di Darina Silone.
Mimmo Franzinelli, che ha curato l'edizione critica mondadoriana, nell'ampia introduzione, interessante almeno quanto il libro, accenna pure al discusso rapporto dell'autore con il fascismo dopo l'arresto del fratello Romolo, quando avrebbe mandato «disinteressatamente, delle informazioni generiche circa l'attività dei fuorusciti», come si legge in un documento della polizia politica.
Nelle pagine siloniane, pur ritradotte dal tedesco, si riconoscono sempre il segno ed il respiro dello scrittore e la singolare efficacia della sua prosa. La versione alternativa del Risorgimento rispetto alle «menzogne storiche con cui la scuola di stato è solita adornarlo» se non scopre nulla di nuovo fa sempre effetto. Anche per chi non si sorprende nel leggere che la formazione dello Stato unitario avvenne lontano dalle masse e «contro di loro» o che metà dell'Italia, cioè il Sud e le isole, fu «sottoposta ad un regime quasi coloniale». Per il periodo del quale l'autore è testimone coinvolto si può sottoscrivere il giudizio di Franzelli: «opinioni aspre ed ingenerose s'intrecciano a riflessioni significative, per nulla scontate in un militante della sinistra».
Silone, ex comunista, espulso dal partito nel 1931, contesta socialisti riformisti, massimalisti e comunisti, accusandoli di aver compreso poco del fascismo e della crisi del dopoguerra. Particolarmente polemico è nei confronti dei massimalisti, della loro paura di vincere e della loro «attesa messianica della vittoria del socialismo». Denuncia pure la «profonda immaturità politica» dei suoi ex compagni: «erano mancati un Trockij e un Lenin italiani» scrive. La sua resta indubbiamente una visione di parte. Colpisce nel segno, però, quando ricorda che sia gli oltre diecimila volumi di «letteratura d'orientamento fascista sul fascismo» vogliono dimostrare che questo «ha svolto il compito storico di liberare l'Italia dallo spettro della rivoluzione operaia», sia «riformismo, cattolicesimo, democrazia e liberalismo» rivendicano «questo titolo d'onore, a favore proprio e dei vecchi uomini politici» e «in fondo hanno tutti ragione».
E' pure vero che «se infine la borghesia aderì definitivamente al fascismo, fu perché la piazza, e non il Parlamento, si rivelò il teatro decisivo della battaglia». L'autore, però, non approfondisce l'errore di fondo rappresentato dall'Aventino e le sue conseguenze. L'analisi per il periodo tra il 1924 e la fine del 1926, dal delitto Matteotti all'attentato di Anteo Zamboni a Mussolini, allo scioglimento del Partito Socialista unitario ed alla revoca del mandato parlamentare agli aventiniani ed ai comunisti per attentato contro l'integrità dello Stato appare carente. Ma non si può pretendere da chi scrive di eventi che scottano la prospettiva dello storico. Nonostante tutto, però, il libro è da leggere. Si può dire, parafrasando Tucidide, che è utile per chi vuole conoscere i fatti del passato ed orientarsi in futuro di fronte agli avvenimenti. Perché il fascismo, come scrive Silone, «non è piovuto dal cielo», né «è stato una fatalità (perché nessun evento è una fatalità)», ma «in ogni situazione storica lo sviluppo può imboccare strade diversissime e ciò che in definitiva risulta decisivo sono la coscienza, la volontà e la forza degli esseri umani».

Gianni Custodero

«Il fascismo, origini e sviluppo» di Ignazio Silone (Mondadori ed., pp. LII-309, euro 7,80).