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    Berlusconi: "Siamo tutti americani..."

    [da Il Manifesto]
    Il pianeta, un carcere segreto
    Non solo Guantanamo: con l'entrata in vigore dei
    vari «Patriot act», gli Usa hanno allestito un vero sistema carcerario. Occulto,
    sovranazionale, alle dirette dipendenze di Cia e Pentagono
    GIULIETTO CHIESA
    Dopol'entrata in vigore dell'Usa Patriot Act "uno" e "due", e dei decreti con cui
    dopo l'11 settembre, George Bush si è attribuita la potestà insindacabile di
    indire la caccia al terrorista su tutto il pianeta, si è formato un inedito
    sistema carcerario mondiale, sovranazionale, segreto o segretissimo, alle
    dirette dipendenze della Cia, del Pentagono, dell'agenzia per la sicurezza
    nazionale, del ministro della giustizia degli Stati uniti. Quest'ultimo ha ora,
    tra l'altro, anche la potestà di emanare personalmente ordini di perquisizione
    nelle case dei cittadini americani, che possono essere effettuate all'insaputa
    dei destinatari e senza sanzione alcuna della magistratura. In questo sistema
    carcerario segreto, dislocato in numerose località del mondo, su territori sotto
    sovranità diversa da quella statunitense, vigono regole segrete, mentre i
    detenuti non possono fruire di nessuno dei diritti umani e civili riconosciuti
    normalmente nei paesi dove vige lo stato di diritto. Guantanamo Bay e soltanto
    uno di questi luoghi, in una base americana sul territorio di Cuba. Si tratta di
    veri e propri «buchi neri» legali, dove si pratica normalmente la tortura e dove
    si sprofonda senza che nessuno sappia nemmeno i nomi (salvo eccezioni) degli
    sprofondati. Naturalmente i giornali non ne parlano e fingono di ignorare ciò
    che vi accade, ma di molti di questi luoghi si sa soltanto astrattamente che
    esistono, e null'altro. Quando qualcosa trapela viene descritto in termini molto
    soft. Recentemente due giornalisti americani - James Risen e Tom Shanker, su
    International Herald Tribune (19 dicembre 2003) - hanno raccontato che «i
    carcerieri hanno raffinato l'arte dell'interrogatorio al fine di drenare
    informazioni critiche dai detenuti». La tortura viene definita «arte», mediante
    la quale si «drenano» informazioni.
    Le fonti, sempre anonime, dei dicasteri interessati, si limitano ad assicurare
    che «ben definite limitazioni» sono imposte a coloro che interrogano. Ma poi
    sfuggono ammissioni (evidentemente chi se le lascia sfuggire lo fa perché non si
    rende nemmeno conto della gravità di ciò che rivela) da cui risulta che, per
    esempio, la privazione del sonno dev'essere «autorizzata» dagli ufficiali
    superiori. E tutti capiscono che questa è la norma o, in ogni caso, che forme di
    tortura sono autorizzate. Delle altre non sappiamo nulla, ma da come i grandi e
    grossi carcerieri di Guantanamo trattano i minuscoli prigionieri in tute
    arancione, incatenati e a capo chino, dal numero dei suicidi tentati (ventotto
    in due anni) s'intuisce lo stato dei detenuti. Nessuno di loro ha ricevuto
    formale capo d'imputazione (riferiscono i pochi che hanno avuto assistenza dai
    loro governi). Quasi nessuno, salvo pochi occidentali detenuti, ha potuto
    comunicare con l'esterno, con i familiari. Nessuno ha potuto incontrare un
    avvocato, impostare una difesa. La detenzione è senza limiti.

    Di cose analoghe, assai meno visibili di Guantanamo Bay, ce ne sono in
    Afghanistan (base di Bagram e Kandahar), in Pakistan, in Egitto e in diverse
    altre località mai rivelate nel terzo mondo e nel mondo arabo. Il più possibile
    lontane da occhi e orecchie indiscrete e da possibili interferenze di
    giornalisti curiosi, del resto sempre più rari.

    Quanti siano i prigionieri non si sa. Probabilmente lo sanno non più di cinque o
    sei persone, tutte a Washington. Nemmeno sul numero esatto dei detenuti di
    Guantanamo Bay c'è una cifra sicura. Quella che ricorre più frequentemente dice
    660, ma nemmeno quella è ufficiale. Una notizia recente, pubblicata
    dall'Economist (20 dicembre 2003) ha fatto cenno di 3800 detenuti, in Iraq, del
    gruppo dei Mujaheddin e-Khalk (Mko) anti-iraniani. Quello che trapela è che
    esistono due network di detenzione: quello del Pentagono, che include svariate
    migliaia di prigionieri, molti dei quali catturati anche - ma non soltanto - sui
    teatri delle guerre non dichiarate degli ultimi tempi (ex Jugoslavia,
    Afghanistan, Iraq, Yemen del Sud, Indonesia, Filippine eccetera); e quello della
    Cia, le cui dimensioni sono dell'ordine di qualche migliaio, in segretezza
    assoluta. Le «carte del mazzo» iracheno, Saddam Hussein incluso, sono in questo
    secondo gruppo di campi, insieme a quella parte dei gruppi dirigenti di Al Qaeda
    e affiliati che è stata catturata. Parte di questi centri di detenzione sembra
    si trovi anche sul territorio degli Stati uniti, e racchiude i catturati ai
    valichi di frontiera, negli aeroporti e nei porti, gli arrestati dell'Fbi e
    delle altre agenzie di sicurezza, ciascuna delle quali ha una propria rete
    minore di detenzione.

    I catturati all'estero rimangono sempre, in una prima fase, sotto detenzione
    statunitense, anche se i luoghi di detenzione sono su territori sovrani. Ciò
    permette agli agenti segreti Usa di violare le stesse leggi americane e, al
    tempo stesso, di far credere agli stessi prigionieri che essi si trovano sotto
    custodia dei servizi di sicurezza arabi, che usano torture e mezzi «non
    convenzionali» senza remore di sorta. In tal modo si ottiene un effetto
    terrorizzante addizionale. Inoltre, facendo effettuare gli interrogatori dai
    «locali», gli agenti americani possono evitare di sporcarsi direttamente le
    mani, limitandosi a dare suggerimenti e a registrare le «confessioni».

    Se il prigioniero non si rivela interessante, lo si consegna alle autorità
    locali, che applicano nei suoi confronti le leggi del paese. Si sono registrati,
    in tal senso alcuni casi di esecuzioni, particolarmente in Egitto. Ma trapela
    soltanto la punta dell'iceberg. Cosa sia accaduto nelle prigioni dell'Arabia
    saudita, degli Emirati arabi, dell'Egitto, del Pakistan, si può solo immaginare.
    Se invece i prigionieri si rivelano interessanti, allora compagnie aeree
    fantasma, con velivoli senza insegne, atterrano negli aeroporti (in genere
    militari), senza essere menzionati nei documenti aeroportuali, e prelevano i
    prigionieri per trasportarli negli Stati uniti, dove continueranno gli
    interrogatori.

    Quando verranno - se verranno - i processi deciderà l'Imperatore FF (facente funzione).
    Se il prigioniero sarà interessante se ne potrà dare informazione. Altrimenti è previsto
    (ci sono state proteste, anche negli Stati uniti, ma la faccenda è rimasta aperta) che
    i tribunali militari segreti agiscano, appunto, segretamente. E il mondo non saprà nulla
    della nuova serie di desaparecidos, o per meglio dire disappeared, che è già cominciata
    e promette di essere molto lunga. Così si capisce anche meglio perché gli Stati uniti non
    solo rifiutano di sottostare al Tribunale penale internazionale, ma costringono decine di
    paesi a definire un regime speciale per i cittadini americani, inclusi i militari e i
    politici americani, che li solleva perennemente dal rischio futuro di essere perseguiti.

  2. #2
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    E' un vero schifo.
    E la cosa peggiore è che nessuno di loro pagherà mai per questi crimini contro l'umanità...

  3. #3
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    In origine postato da frontista
    E' un vero schifo.
    E la cosa peggiore è che nessuno di loro pagherà mai per questi crimini contro l'umanità...
    Non mi risulta però che siano crimini contro l'umanità. A meno che tu ritieni umani dei combattenti antiamericani. La portata del concetto di umanità è codificata dall'ONU, ma il diritto eminente a modificare, allargandola o restringendola, questa nozione spetta agli Stati Uniti, anche i modo tacito, per comportamenti concludenti.
    Un apparentemente innocuo istituto giuridico (crimini contro l'umanità) rivela la vera faccia della globalizzazione yankee.

  4. #4
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    Crimini contro gli USA=Crimini contro l'umanità
    Usa=Umanità

  5. #5
    Etsi Mortum Urit
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    No,io no!!!!!!
    Bull!
    Bull.

 

 

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