Citazione:
Originally posted by dermato
Caro BITRE
L’elemento da cui si potrebbe partire rimane ineludibilmente la realtà e la sua dinamica .
La Città ,pur con le sue precise caratteristiche territoriali, ha subito numerose trasformazioni per opera di scelte amministrative sulle quali ,sostanzialmente e soprattutto a paragone di realtà vicine, il giudizio può essere positivo.
Ma un giudizio che voglia e sappia essere valutativo per poter poi essere programmatorio ,al di là della positività o negatività, dovrebbe anche saper essere articolato e saper leggere ,da un lato,le trasformazioni e le conseguenze che l’azione amministrativa ha comportato e ,dall’altro, le nuove sfide cui ci obbliga l’evolvere delle dinamiche della società ,anche internazionale.
Sotto quest’aspetto potremmo portare due cogenti esempi :
-sul piano “interno” la scelta dello sviluppo dell’Edilizia Economico-Popolare ,nel mentre ha rappresentato un ostacolo all’espulsione ulteriore di abitanti dalla Città, ha ,contemporaneamente, prodotto uno spostamento di popolazione dal Centro alla Periferia con evidenti conseguenze sul tessuto commerciale e sulla sua dislocazione (desertificazione di Corte ed aumento del carico intensivo sulla Zona S.Siro).
Un’azione certamente meritoria degli Amministratori ha cioè avuto gravi conseguenze sull’uso e sul prezzo pagato all’uso del territorio a fronte di un insufficiente impatto sulla speranza di equilibrio calmieratore per la tutela della residenzialità.
Questi effetti si sarebbero potuti ,forse, ottenere se Amministratori più consapevoli avessero contemporaneamente messo a frutto allora ciò che oggi hanno sviluppato le Opere Pie con la realizzazione di progetti che ,a termini statutari, sono gli unici che garantiscono la fruizione per i Sammargheritesi e con un ventaglio riferito alle diverse fasce sociali e non solo ,come comunemente si crede, a quelle più deboli.(qui sarebbe interessante aprire un’analisi a parte sul Progetto Marconi riservato alla “Borghesia Produttiva ,o almeno così si spera , sammargheritese).
Comunque , l’intervento sinergico PRG – utilizzo delle aree PIR avrebbe permesso di saturare (e solo per residenti) aree centrali risparmiando le colline .
Così come ,oggi, anziché costruire appartamenti nell’ex sede dei Vigili di C.so Matteotti bisognerebbe spostarvi l’Asilo Nido per realizzare ,invece, a Corte l’intervento residenziale producendo così la concretizzazione di un Servizio laddove risiede la maggioranza della Popolazione ed un recupero di residenzialità laddove essa langue.
-sul piano “esterno” molto e bene è già stato detto e ,pertanto, mi limiterò alle citazioni : internet , rapidità ed abbordabilità degli spostamenti , globalizzazione.
Questi esempi sembrano emblematici per dire che solo una visione globale e complessiva della Città riuscirebbe ad approntare non tanto una linea di difesa , quanto piuttosto una linea di sviluppo : una visione che ,solitamente, io definisco “elicotteristica , cioè dall’alto , in un insieme che sia al tempo stesso Paesaggistico-Urbanistico e Produttivo-Imprenditoriale.
Con ciò mi guardo bene dal pensare che una tale visione sia “meramente economicistica” : al contrario , gli aspetti “sociali” vi trovano amplissima attenzione proprio nella promozione che lo Sviluppo Economico armonico garantisce (o dovrebbe garantire , ma gli Amministratori hanno anche questa funzione nel Governo dell’evolvere della realtà) per essi.
Su queste basi ogni atto amministrativo dovrebbe verificare la propria coerenza al Disegno Generale.
Detto questo, il resto viene da sé : che tipo di abitanti e di frequentatori ? Certamente quelli che sia tra i residenti e (perché no?) tra gli aspiranti residenti desiderino fare scelte fondate non tanto sul carrierismo esasperato quanto piuttosto sulla qualità della vita che può avere sicuramente ritmi più umani ma non per questo meno produttivi : e ciò sarebbe possibile in una Città che abbia saputo dotarsi di una vocazione e di strutture adeguate alla Produzione riflessiva delle Idee (per capirci , che ne dite di Sophia –Antipolis ?)
E’ del tutto ovvio che per un tale obbiettivo prospettico l’elemento determinante non può che essere la QUALITA’ dell’Ambiente e dei Servizi : così sarà per l’arredo urbano ,come per la logica dei parcheggi (che non potranno essere aggiuntivi bensì SOSTITUTIVI) ,come per la viabilità che nel comprensorio dovrà essere integrata (4/2 ruote – ferrata – marina).
Allora ,vedete, anche la famigerata questione del tunnel ,che a mio parere è discussione del tutto accademica, potrebbe persino essere giudicata ,anziché un pericolo ,al contrario, un’occasione se ,però, piegata ad una logica come quella segnalata da Ataturk quando esprime un desiderio di “liberazione” dal traffico della zona a mare.
Qualche volta negli ambienti dove ho potuto esprimere queste annotazioni si è fatta avanti l’accusa di “visione borghese” della Società e della Città.
Ma ,anzitutto io sono figlio della Rivoluzione Francese e ,quindi, della Borghesia e ,probabilmente, non posso che esprimere le predisposizioni costituzionali socialmente e politicamente programmate.
Poi , sono chiamato a discutere e ad impegnarmi per Santa che non è Rimini né Riccione.
Fare gli interessi delle Classi Sociali meno agiate a Santa significa sviluppare le potenzialità di una Città che non ha vocazione all’utilizzo da massa ma ,invece, alla degustazione “elitaria”.
E’ il modo migliore ,a mio parere, di garantire quello sviluppo che può trascinare fuori dalle difficoltà il maggior numero di Cittadini e garantire al complesso della Comunità un benessere consapevole e ,pertanto, culturalmente progredito : insomma , che bello avere un provetto fabbro artigiano e ,contemporaneamente, un attento lettore di William Shakespeare !
But , I have a dream.
Prima di commentare le posizioni di Dermato, voglio provare ad esprimere una semplice tesi che spero possa aiutare la discussione.