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    Predefinito Quote latte, Bossi: ''La Lega sta con i Cobas''

    Castagnetti: ''Cacciare il ministro o accettare corresponsabilita'''
    Il leader del Carroccio: ''Allevatori si accampino nei pressi di autostrade e ferrovie. Se il decreto Alemanno non viene sospeso andremo in piazza con loro''

    Il ministro per le Riforme istituzionali, Umberto Bossi
    (foto Adnkronos)





    Bossi: ''Su allevatori rischio crisi di governo''






    Milano, 30 dic. (Adnkronos) - ''La lega sta con i Cobas''. Cosi' in un'intervista al quotidiano 'la Padania' in edicola oggi, il ministro per le Riforme Umberto Bossi torna a prendere posizione sulla questione quote latte dopo che, ieri pomeriggio, i Cobas del latte hanno deciso una tregua fino all'Epifania sul fronte delle manifestazioni, in attesa di avere risposte dal Governo.
    Bersaglio principale dell'intervista di Bossi e' il ministro dell'Agricoltura, Gianni Alemanno che, a detta del leader del Carroccio, avrebbe ''diviso il fronte degli allevatori padani'', facendo in modo che gli scontenti rimanessero solo quelli su cui pendono le multe piu' sostanziose. Bossi sostiene che finora i Cobas, con il presidio di Arcore abbiano sbagliato strategia: ''Devono accamparsi non vicino alla villa di Berlusconi a fare salamelle, ma nei pressi di autostrade e ferrovie''.
    ''Il sistema delle quote -continua Bossi- e' servito solo a dare l'acciaio al Sud, a Taranto e Bagnoli, imprese per altro fallite. E a vendere a casa nostra il latte acquoso che producono la Germania e il nord Europa''. La soluzione per il ministro delle Riforme dovrebbe essere il libero mercato ma, sostiene, ''l'Europa e' contraria'': ''con il libero mercato finirebbe la possibilita' per la Germania di costringerci a comprare il suo latte e forse anche la possibilita' di attrarre in Europa i Paesi dell'Est che sono agricoli''.
    Bossi annuncia battaglia accanto ai Cobas, nel caso in cui il decreto Alemanno non venga sospeso: ''Andremo in piazza con loro. Cosi' Alemanno si accorgera' che a protestare non sono qualche migliaia di persone, ma qualche centinaia di migliaia. Con loro Roma ladrona dovra' fare i conti''.
    Le prime reazioni alle dichiarazioni di oggi del Senatur arrivano dal capogruppo della Margherita alla Camera, Pierluigi Castagnetti. ''Le ultime irresponsabili affermazioni di Bossi -ha detto Cstagnetti- creano un problema ineludibile al capo del governo: cacciare il ministro o accettare di diventare corresponsabile della sue parole. Non si era mai sentito un ministro della Repubblica non solo solidarizzare con i trasgressori della legge, ma addirittura incitarli al blocco delle reti di pubblica utilita'''.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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  2. #2
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    Predefinito

    Il leader della Lega schiera il partito con gli allevatori e avverte: "Se non si ritira il decreto Alemanno scendiamo in piazza"
    Bossi ai Cobas del latte
    "Protestate su strade e ferrovie"
    Castagnetti: "Si dimetta, mai sentito un ministro parlare così"


    Protesta degli allevatori
    a Milano

    MILANO - "Accampatevi vicino a strade e ferrovie, non ad Arcore a fare salamelle". Il consiglio ai Cobas del latte viene dal ministro delle Riforme Istituzionali Umberto Bossi che esplicita con questo consiglio operativo lo slogan, "la Lega sta con i Cobas" lanciato dalle colonne del giornale della Lega La Padania.

    I Cobas ieri avevano deciso una tregua nelle proteste che sarebbe durata fino all'Epifania per dare modo al governo di prendere una posizione. E, proprio al ministro delle Politiche Agricole Gianni Alemanno, Bossi riserva le sue frecciate più velenose. Il ministro di An secondo il leader della Lega ha "diviso il fronte degli allevatori padani", facendo in modo che gli scontenti rimanessero solo quelli su cui pendono le multe più sostanziose.

    Ma Bossi non si ferma ed incita gli allevatori che a suo parere con il presidio di Arcore hanno sbagliato strategia: "Devono accamparsi non vicino alla villa di Berlusconi a fare salamelle, ma nei pressi di autostrade e ferrovie".

    "Il sistema delle quote - continua Bossi - è servito solo a dare l'acciaio al sud, a Taranto e Bagnoli, imprese per altro fallite. E a vendere a casa nostra il latte acquoso che producono la Germania e il nord Europa". La soluzione per il ministro delle Riforme dovrebbe essere il libero mercato ma, sostiene, "l'Europa è contraria": "con il libero mercato finirebbe la possibilità per la Germania di costringerci a comprare il suo latte e forse anche la possibilità di attrarre in Europa i Paesi dell'Est che sono agricoli".
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    Bossi annuncia battaglia accanto ai Cobas, nel caso in cui il decreto Alemanno non venga sospeso: "Andremo in piazza con loro. Così Alemanno si accorgerà che a protestare non sono qualche migliaia di persone, ma qualche centinaia di migliaia. Con loro Roma ladrona dovrà fare i conti".

    "Uno così non può restare al suo posto", ha commentato Pierluigi Castagnetti della Margherita. "Non si era mai sentito un ministro della Repubblica non solo solidarizzare con i trasgressori della legge, ma addirittura incitarli al blocco delle reti di pubblica utilità."


    (30 dicembre 2003)
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  3. #3
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    IL NOSTRO PAESE È OBBLIGATO AD IMPORTARE IL 50 PER CENTO DEL LATTE
    «La Lega sta con i Cobas»
    Il passato da cambiare: fabbriche dell'acciaio per il Sud fallite in cambio delle quote latte al ribasso per la Padania

    roberto brusadelli
    --------------------------------------------------------------------------------
    Allora, Ministro Bossi: è passato ancora un anno senza aver risolto il problema delle quote latte...
    «Non solo non si è risolto il problema delle quote, ma il ministro Alemanno con il suo decreto ha obbligato gli allevatori padani a pagare da subito le multe per il latte "sforato". Interpretando in modo sbagliato l'accordo fatto in Ecofin da Tremonti, che prevedeva il pagamento delle multe per aver sforato entro il 2017, e non da subito, Alemanno ha diviso il fronte degli allevatori padani. È quindi più debole la lotta necessaria contro l'Europa e contro Roma ladrona sull'annoso problema della produzione vietata del latte».
    - In che senso li ha divisi?
    «Quelli che avevano multe basse hanno già pagato e quindi se ne stanno a casa, nel tepore, davanti al caminetto. Restano attivi contro il governo quelli che hanno multe più sostanziose. Evidentemente, finora è riuscito ad Alemanno di ridurre il numero dei protestanti».
    - Sì, però questo vale per il problema delle multe. Ma resta completamente aperta la questione della possibilità di produrre per gli allevatori del Nord.
    «Sì, è così. Ma il giochetto di Alemanno non riuscirà, perché alla fine gli allevatori del Nord, o chiudono le stalle, o ottengono le quote latte per produrre, visto che l'Europa è contraria al libero mercato. Il sistema delle quote è servito solo a dare l'acciaio al Sud, a Taranto e a Bagnoli, imprese peraltro fallite. E a vendere a casa nostra il latte acquoso che producono la Germania e il Nord Europa».
    - Dunque è il libero mercato la soluzione preferibile?
    «Sarebbe la soluzione ottimale, ma con il libero mercato finirebbe per la Germania la possibilità di costringerci a comprare il suo latte e forse anche la possibilità di attrarre in Europa i Paesi dell'Est che sono agricoli. Per le industrie casearie finirebbe la possibilità di truffare i nostri allevatori, importando latte in nero a basso costo, fatturandolo come latte prodotto localmente da vacche inesistenti».
    - Alemanno ha permesso di etichettare come latte fresco del latte vecchio di oltre due settimane. Ciò favorisce evidentemente l'importazione di latte dall'estero.
    «Esatto, è anche questa grave scelta che peggiorerà la crisi dei nostri allevatori».
    - Ministro, i giornali hanno scritto che nell'ultimo Consiglio dei ministri c'è stato uno scontro sul latte, con Lei che chiedeva di sospendere il decreto Alemanno fino all'arrivo di nuove quote latte.
    «Sì, c'è stata tensione. Quando ho visto la determinazione con la quale An e l'Udc si schieravano a favore del mantenimento dello status quo, ho chiesto che si solleciti all'Europa lo "stato di crisi temporaneo", in seguito al crac della Parmalat che da sola manovra il 52 per cento del latte italiano. Con il riconoscimento dello stato di crisi, si potrebbe metter mano a tutti i problemi del settore».
    - Sempre i giornali riportavano che il ministro Buttiglione non era d'accordo.
    «Lo credo bene, non si trattava di olive. Lui che è il ministro delle Politiche Comunitarie avrebbe dovuto proporre direttamente quello che invece ho proposto io! Non dimentichiamo mai che Roma padrona è nemica degli interessi padani, oltre che della nostra libertà. Ma entro la prima settimana del nuovo anno l'Europa deve dare una risposta».
    - Non le sembra, Ministro, che i Cobas del latte siano stati troppo moderati nelle loro manifestazioni?
    «Questo sì, finora sono stati responsabili. Forse hanno sbagliato a "svernare" nella stradina accanto alla villa di Berlusconi. Qualcuno non ha spiegato loro che, quando si tratta, lo si fa da posizioni di forza e non di debolezza. Fare le salamelle sarà anche interessante, ma non fa vincere le cause contro Roma ladrona».
    - Quindi Lei pensa che qualcuno li ha attirati in una trappola per cui sono invisibili all'opinione pubblica padana?
    «Non c'è il minimo dubbio che sia così. Devono accamparsi non vicino alla villa di Berlusconi a fare salamelle, ma nei pressi di autostrade e ferrovie».
    - È vero però che l'altro giorno il questore di Milano li ha diffidati dal lasciare il loro presidio per dirigersi su Linate.
    «Ognuno faccia il suo mestiere. Gli allevatori devono difendere la loro attività, il questore deve far fronte alle proteste di qualche automobilista. Tra le due scelte, per la Lega, è meglio tutelare il latte del Nord».
    - Un'ultima domanda, Ministro Bossi. Se non verrà sospeso il decreto Alemanno, dopo questa battaglia perduta la Lega come potrà appoggiare ancora i Cobas?
    «Andremo in piazza con loro. Così Alemanno si accorgerà che a protestare non sono qualche migliaia di persone, ma qualche centinaia di migliaia. Con loro Roma ladrona dovrà fare i conti».
    Roberto Brusadelli
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    [Data pubblicazione: 30/12/2003]
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

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