Lo avevamo invocato tanto, ed ora finalmente eccolo. E' stata una fortuna che abbiano arrestato ingiustamente il suo amico Corbelli, reo soltanto di aver stampato qualche litografia in più del consentito.
Peccato che Sgarbi, che da oggi diventerà uno dei miei idoli (mi scuso con lui se qualche volta ho erroneamente scambiato la sua raffinatezza dannunziana per volgare arroganza) compia un grave errore: non è stato nè il primo nè l'unico a difendere la signora Wanna Marchi dall'attacco dei farmacisti: sono stato io, tra lo scetticismo ed il sarcasmo dei "garantisti a senso unico" che abbondano nelle vostre fila.
Ora che avete avuto il buon esempio, amici della CDL, unitevi anche voi come l'onorevole Sgarbi alla LDC, l'unico movimento con 10 milioni di aderenti dopo pochi giorni dalla nascita.
Siamo tantissimi.
Forza Wanna.
La prossima mossa della LDC sarà quella di legalizzare la stampa di banconote false.In fondo, facciamo del male a qualcuno?
La stampa, 14.3.2002
L´ira di Sgarbi
«Accusa assurda E´ l´effetto Marchi»
ROMA
«Martedì sera il sottosegretario ai Beni culturali Vittorio Sgarbi chiacchierava di quadri di autori moderni con Giorgio Corbelli. Adesso è arrabbiatissimo. Ha voluto incontrare il generale Conforti: «Gli ho dettto che visto che aveva provato la galera per il mento di Sant´Antonio doveva preoccuparsi di uno che veniva arrestato per una puttanata».
Lei sapeva di questa inchiesta?
«Sì lo sapevo ma certo non mi aspettavo una cosa del genere. Non doveva accadere, una cosa assurda. Immagino che tutto sia partito da una denuncia di un´ex amica di Cascella che alla sua morte non si è trovata niente in mano e ha fatto casino»
Un giro di quadri falsi...
«Il falso si ha quando metto in una mostra importante un dipinto dell´Ottocento e lo faccio passare per Caravaggio. Una litografia è di per se un duplicato, la tiratura è limitata ma se ho una lastra di Piranesi e la stampo oggi non è un falso. E´ una tiratura fuori controllo. Immagino che possa essere al massimo questo il reato, veniale, insignificante. Tu non puoi rovinare il nome della Telemarket solo perché siamo sotto l´effetto Marchi. Corbelli è stato bravissimo come i grandi mercanti d´arte di fine Ottocento, ha capito che poteva vendere dei quadri di De Chirico a un miliardo in televisione e ha venduto solo quadri di qualità accertata. Io non difendo l´amico ma il professionista. Tanto più che non lavoro più per lui».
Da quanto non lavora più alla trasmissione di Telemarket?
«Da un paio di mesi. Ma vanno ancora in onda alcune cassette dove spiego l´opera di Schifano. Guardi che l´operazione che Corbelli ha fatto in televisione è stata importante. Non c´era nessuno giovane artista che non mi dicesse: "fammi andare a Telemarket". E non si può rovinare tutto per litografie di Cascella da duecentomila lire in tiratura non controllata. Come capita spesso gli artisti firmano dei fogli bianchi dove poi viene stampata la litografia che è come una fotografia. Ma non si può dire che è un falso».
Perché parla di conseguenza dell´effetto Vanna Marchi nell´arresto di Corbelli?
«Perché adesso tutte le televendite devono essere per forza delle truffe. E poi è anche uno scandalo che Wanna Marchi stia in galera solo perché c´erano dei cretini che le davano paccate di milioni. Sono l'unico che l'ha difesa e non mi hanno fatto pubblicare un articolo sul giornale solo perché la linea era un altra, bisognava farla diventare una strega».
Andrà in carcere da Corbelli?
«Volevo andarci subito, poi non ho pututo. Adesso gli creeranno un casino senza fine per scoprire che si sono sbagliati. Ma intanto ne uscirà distrutto. E tutto per una cazzata».
LDC
IN WANNA WE TRUST




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