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  1. #1
    Giacobino 1799
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    Predefinito Stampa estera: 2003, flop di Berlusconi

    Le Monde e Sueddeutsche Zeitung, bilancio politico del Paese
    "Per il premier solo gaffes, calo dei consensi, leggi ad personam"
    "2003, anno-flop per Berlusconi"
    La stampa estera boccia l'Italia
    "Treni come cent'anni fa, città in tilt per un po' di neve
    gli italiani meriterebbero qualcosa di meglio"



    ROMA - Il governo Berlusconi? Una catastrofe. Figuracce internazionali, crollo dei consensi, leggi ad personam. In un Paese che va in tilt per un po' di neve, e dove i treni viaggiano come cent'anni fa. Ecco l'Italia e Berlusconi visti dalla stampa estera. In particolare dal francese Le Monde e dal tedesco Sueddeutsche Zeitung che tracciano un consuntivo dell'annata politica italiana 2003, e dell'operato del governo, lucido e dettagliato. Per giungere ad una sconsolata conclusione: gli italiani meriterebbero altro. Gli italiani, si precisa, non Berlusconi. Il quale, stando agli articoli dei due quotidiani, chiude l'anno in bellezza, con un bilancio economico più che positivo per quel che riguarda le sue società.

    "Anno politico in rosso - scrive Le Monde - ma anno sempre ricco per Silvio Berlusconi". Il quotidiano francese spiega come il capo del governo abbia visto "erodersi il proprio consenso elettorale nelle elezioni regionali e amministrative svoltesi la scorsa primavera. L'anno - si legge - è stato inoltre contrassegnato da una presidenza di turno dell'Unione europea caratterizzata dalle sue gaffe, per non parlare del fallimento dei negoziati sulla costituzione".

    Però, Le Monde osserva come il 2003 sia stato contrassegnato dal buonumore della Fininvest per i profitti accumulati: "il gruppo - è scritto nell'articolo - ha infatti guadagnato 1,7 miliardi di euro in borsa, con un progresso di dimensioni colossali pari al 28 per cento in confronto al 2002. Tutte le società controllate (Mediaset, Mediolanum e Mondadori) - conclude il quotidiano - aumentano di valore passando dai 5,96 miliardi di euro del 2002 ai 7,7 miliardi del 2003".

    Ancora meno lusinghiera l'analisi del quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung. Che rispolvera l'antico principio dell'arte di arrangiarsi. "La resistenza di quella capacità, in Italia, è indiscutibile. Questo aspetto ha sempre salvato la società italiana dai momenti peggiori e dalle degenerazioni della politica".

    Una capacità, quella di arrangiarsi, che secondo il giornale tedesco è "sempre più necessaria nell'Italia di oggi. Berlusconi ha ritenuto infatti più importante il varo del decreto per Retequattro, la depenalizzazione del falso in bilancio ed altre leggi ad personam che ben conosciamo, rispetto alle urgenze di un Paese che sta conoscendo un nuovo momento di crisi esemplificato dal caso Parmalat".

    "Ma non è finita qui", incalza il Sueddeutsche: "il premier italiano, infatti, pensa già alle elezioni europee e per quella data ha intenzione di non rinunciare ad una sola cartuccia. A cominciare dalla modifica della legge sulla par condicio. Questo, quando l'altroieri il presidente della Commissione Europea, Romano Prodi, ha subìto un attentato per mezzo di un pacco bomba, rimanendo miracolosamente illeso.
    Perché - si domanda il quotidiano - la posta del presidente della Commissione non viene controllata a dovere?".

    Ecco l'Italia, in una sintesi impietosa: un Paese "che possiede treni che in alcuni tratti non superano i 100 chilometri orari come cento anni fa, che per 10 centimetri di neve va in tilt, e che per la caduta di un albero in Svizzera rimane senza energia. Gli italiani meritano altro".


    (30 dicembre 2003)



    da www.repubblica.it

  2. #2
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    non attacca. I nostri pollisti sono per l'autarchia. Loro pensano che il prestigio in campo internazionale sia del tutto inutile esuperfluo. Tanto è noto che l'Italia grande potenza industriale, finanziaria , militare non ha affatto bisogno degli altri.
    mr

  3. #3
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    In Origine Postato da mariarita
    non attacca. I nostri pollisti sono per l'autarchia. Loro pensano che il prestigio in campo internazionale sia del tutto inutile esuperfluo. Tanto è noto che l'Italia grande potenza industriale, finanziaria , militare non ha affatto bisogno degli altri.
    Ieri il Silvio nazionale a tal proposito ha dichiarato che il nostro prestigio internazionale ... grazie a LUI... è cresciuto a dismisura in tutto il mondo...

    B.

  4. #4
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    Predefinito

    forse presso il suo amico Putin.
    mr

  5. #5
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    Predefinito

    In Origine Postato da Barbanera
    Ieri il Silvio nazionale a tal proposito ha dichiarato che il nostro prestigio internazionale ... grazie a LUI... è cresciuto a dismisura in tutto il mondo...

    B.


    mmmhhh....

    Peggio che sparare sulla Croce Rossa,


    Comunque, viste le circostanze e la messe di materiale disponibile.....

    Omaggiamo pure il povero guitto....




    «Il più grande errore degli investitori internazionali è stato quello di credere che Berlusconi sarebbe stato positivo per le aziende perché egli stesso uomo d’affari. Berlusconi invece con la sua politica e le sue leggi ha introdotto in Italia un clima in cui gli scandali societari sono più probabili».

    Financial Times, 29 dicembre


    --------------------------------------------------------------------------------

    «Come primo ministro, incarico ottenuto grazie al supporto dei propri media, Berlusconi è in grado di mettere in pratica quanto predicato attraverso i suoi giornali e le sue televisioni. Il suo controllo dei mezzi di comunicazione soffoca ogni possibilità di dibattito e critica. Il risultato: cattivo governo, niente pluralismo e Parmalat».

    The Observer, 28 dicembre

    --------------------------------------------------------------------------------

    «Berlusconi considera carta straccia le promesse elettorali e manifesta un’allarmante mancanza di rispetto per le istituzioni; utilizza la carica che ricopre solo per i propri scopi e perverte il connubio tra capitalismo e democrazia. Un simile conflitto di interessi risulterebbe surreale in qualunque altro Paese europeo»

    (El Pais, editoriale del 26 dicembre)

    --------------------------------------------------------------------------------

    «In Italia c’è una situazione di pericolo per la libertà di informazione.
    Silvio Berlusconi darà, con la legge Gasparri, la stretta mortale ai media italiani».


    Johannes von Dohnanyi, rappresentante dell’Osce sulla libertà d’informazione

    --------------------------------------------------------------------------------

    «Ai tempi in cui la Spagna era governata dal generale Franco la satira si poteva vedere in certi palcoscenici di Barcellona e Madrid.
    Alla Television Española non doveva trapelare la minima critica. L’Italia ha raggiunto questo livello».

    John Hooper, The Guardian, 5 dicembre 2003

    --------------------------------------------------------------------------------

    «L’autoritarismo fascista, clerico-fascista per l’esattezza, torna in Italia a manifestarsi anche dai partiti di governo, con arroganza, mostrando di esigere che la Rai e il duopolio di regime tornino ai bei tempi dell’Eiar».
    Marco Pannella, 8 dicembre

    --------------------------------------------------------------------------------

    «Il futuro delle scuole italiane, degli ospedali, della ricerca scientifica, della tutela dell’ambiente, tutto è stato tenuto in sospeso mentre Berlusconi risolveva i suoi problemi. Ora non ci sono più soldi per i problemi di nessun altro».
    Jane Kramer, The New Yorker, 3 novembre

    --------------------------------------------------------------------------------

    «Il potere di Berlusconi su cosa gli italiani vedono, leggono, acquistano e soprattutto pensano di pensare, è schiacciante.
    Gli italiani che temono Berlusconi ritengono che la sesta potenza del mondo si stia trasformando in un’unica grande azienda».


    Jane Kramer, The New Yorker, 3 novembre

    --------------------------------------------------------------------------------

    «La politica non è affarismo.
    Non può essere gestita da gruppi di potere economico e non può avere le caratteristiche dell’azienda privata da amministrare.
    Non si tratta di un prodotto da vendere, di un guadagno da realizzare»

    Mons. Francesco Miccichè, Vescovo di Trapani, Ansa 2 ottobre

    --------------------------------------------------------------------------------

    Terrorismo americano: «Mussolini è per i despoti fascisti ciò che Berlusconi è per i padroni dei media. Mussolini esagera, come esagera Berlusconi, e ciò li rende entrambi ridicoli e temibili. Noi non lo prendiamo sul serio, ma lui, come Mussolini, è un precursore».

    Michael Wolff, New York Magazine, 6 ottobre 2003

    --------------------------------------------------------------------------------

    «Nonostante la sua aria di libertà, Silvio Berlusconi si impegna solo nelle riforme che favoriscono i suoi successi. Questo non getta una buona luce sul primo ministro e gli italiani non gli saranno grati dell’immunità che si è garantito o dei vantaggi ottenuti per Mediaset».

    Financial Times, 3 ottobre



 

 

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