Re: Re: Niente concerto da Vienna
Citazione:
In origine postato da Alessandra
Per me è una grossa perdita, in casa mia è sempre stata una tradizione da rispettare, oltretutto mi ricorda mia madre che non vedeva l'ora di sentire la marcia finale e la dirigeva sempre con in mano il mestolino.
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Alessandra, a conti fatti, ti sarai accorta che non hai perso nulla.
Ben vengano concerti a Venezia, gloriosa città di grandi tradizioni musicali e teatrali. Venezia, come Vienna, è in piena Mitteleuropa ed ha un passato non certo meno glorioso.
Firenze ha nei secoli quasi sempre coltivato con Venezia ottimi rapporti ed ammirazione reciproca. Penso a Dante ambasciatore a Venezia, a Petrarca amico di dogi e con casa ad Arquà sui Colli Euganei (che ancora oggi si chiama Arquà Petrarca, e la casa del Poeta è ancora in perfetto stato e visitabile), penso a Galileo Galilei insegnante a Padova, penso all'Aretino (quei pochi che mi vengono in mente). Eppoi la storia romantica finita male di Lorenzino de' Medici: te la riporto in un brano tratto dal libro I DOGI Storia e segreti - di Claudio Rendina (non certo un'autore di parte veneziana, anzi...):
"Ma soprattutto Venezia seguita ad avere un mondo culturale e salottiero, nel quale hanno gran peso le nobildonne, e non è detto che siano cortigiane. Sono anzi perlopiù patrizie oneste e leggiadre, cultrici della musica e della poesia, spose felici di nobili patrizi, che aprono i loro salotti ai rappresentanti della cultura veneziana, dando origine ad accademie più o meno famose e a "romantiche" storie d'amore. Così Lorenzino de' Medici spera invano di veder appagata la sua passione per la honesta Elena Barozzi, frequentando il suo salotto; non troverà altro che i pugnali dei sicari di Cosimo una mattina del febbraio 1548".
Povero Lorenzino!
Voi toscani dovreste amare Venezia, che vi ammirava per "il bel parlar toscano" ed era amica e protettrice dei grandi (come Galileo) perseguitati dal papa.