Cari amici
ho riletto il contributo che un forumista (non ricordo chi) postò in occasione della festa dell'Assunzione di Maria.
Si tratta della testimonianza di un ormai anziano francescano.
A suo tempo l'avevo salvata, e ora l'ho riletta con piacere e commozione.
La ripropongo anche a voi.
RICORDI DI UN ANZIANO FRATE FRANCESCANO SULLA PROCLAMAZIONE DEL DOGMA DELL'ASSUNTA
" Stavo a Sabioncello di Merate (COMO). Il 16 agosto arrivò il Padre Maestro dei Novizi da Rezzato (BRescia) con sei neo- frati, ancora freschi di Professione semplice, che per continuare gli studi, assieme ad un altro bel gruppo di chierici. Di nascosto ai miei superiori diretti, mi avvicinai al Padre Maestro dei novizi e chiesi se sapeva qualche cosa su quando sarei venuto io in noviziato (all'epoca avevo diciotto anni)- Mi rispose: <<Chiedi il permesso al Padre Guardiano, per poter parlare con me. Comunque devi aver
pazienza, perchè sono decisioni che spettano al Padre PRovinciale>> Infatti al'epoca ero solo postulante. L'abito che vestivo era : tunica senza cappuccio, cingolo e corona francescana, con i sandali e senza calze. Feci un inchino profondo, mi inginocchiai e bacai la mano. Mi diede licenza di andar via. Qundi parlò per qualche munito con Padre Massimo (il Guardiano, un sant'uomo, come ne ho conosciuti pochi) e se ne ritornò salutando i suoi "polli", che scoppiarono in lacrime. Rimasi un po' deluso. In verità, pensavo che il Padre Maestro ne sapesse di più. Speravo di cambiar presto di convento. QuANDO ERO ENTRATO LA', mi avevano chiesto quale lavoro più mi
piaceva. Risposi: <<Sono nato in città. Tutto ma non il contadino!>> FUI MESSO AD ACCUDIRE 440 POLLI (eravamo tantissimi frati), aggiungendo che il pollaio doveva splendere più di un salotto; SVUOTARE I POZZI NERI; Lavare i piatti in cucina; ZAPPARE L'ORTO e accudire il maiale. Stavo con la rabbia sotto i denti. Però, terminato il lavoro, alle 18,00, al suono della campana
per andare in coro assieme a tutti i confratelli, mi sentivo felice. Mi faceva coraggio Padre Giustino, anziano, bassino, ma di una grandissima bontà d'animo. Il 15 settembre, giunse l'obbedienza del Provinciale. Ero stato mandato a Rezzato. Il latore, Padre Ludovico, mi informò che per la festa delle stimmate del Serafico PAtriarca, il Padre San Francesco (17 settembre) dovevo trovarmi a destinazione.
Sono partito. Arrivai al convento di San Pietro Apostolo. Mi aprì la porta Fra' Eugenio, mi accpompagnò dal Guardiano , Un bergamasco di ferro, Padre Alessandro, che gli ordinò di provvedere ala mia cella. Mi sentii un po' imprigionato. Mi passavano vicino i confratelli. Mi facevano un profondo inchino, nel massimo silenzio. Vidi il gruppo dei novizi, di cui, FINALMENTE, facevo parte anche io. Andammo in coro alla sera, come al solito, dopo il coro, in refettorio, dopo la lettura della Sacra Scrittura ed una pagina della biografia di un santo, il Padre Guardiano dicesse due parole: <<bEN Arrivato in mezzo a noi Fra' G.>> augurandomi buon santo noviziato.
A quei santi tempi, ai sensi delle costituzioni e dei regolamenti, novizi e postulanti non potevano parlare coi Professi. Mi sentivo in una vera morsa. L'obbedienza del lavoro era la sartoria con Fra' Eugenio, pulizia del convento; pollaio ( tanto per cambiare- feci anche una laparatomia ad una gallina!) ed accudire Padre Sigismondo. Non molto anziano, ma molto malato (cancrene alle gambe). Dovevo medicarlo due volte al giorno (CHARITAS CHRISTI). Il direttore spirituale era Padre Giovanni Foster (inglese) 90 anni, per oltre 40 missionario in terra santa. Fra i miei compiti rientrava anche accendergli la stufa in cella d'inverno, *CONTRO* la sua volontà.
Voleva far penitenza. NON GLI BASTAVA GIRARE SCALZO IN PIENO INVERNO!
Il 29 settembre feci la Santa Vestizione dA novizio. Com me c'erano Fra' Graziano, Fra' Leone, Fra' Camillo, Fra' Ruggero ed altri fratelli. La sera dopo cena, facevamo mezz'ora di ricreazione. Si parlava sempre di cose spirituali, non certo di spettacoli. Si chiedeva il permesso di darsi la disciplina in privato (oltre a quella in comunità, secondo la regola). Mi sentivo e ci sentivamo tutti felici. Zappare la terra e pregare molto. Questa era la nostra vita e di più non cercavamo al Buon DIO. Il mio lavoro materiale è rimasto sempre quello. Mi fecero decano dei novizi e vice
maestro. La sartoria mi impegnava tantissimo. Eravamo in tre. io, Fra' Eugenio e Fra' Fiorenzo. Ogni tanto ci si fermava qualche istante per recitare qualche preghiera, a volte per i peccatori, a volte per i benefatori ed i loro morti, altre volte per gli ammalati. Non si poteva parlare se non per necessità. Nella sala del Capitolo, un giorno, eravamo verso i primi di ottobre, il Padre Guardiano annunciò che il S.S. il Santo PaDRE Pio XII, il prossimo 1 novembre avrebbe proclamato il dogma dell'Assunta. Fece una conferenza su tale tema. Qualche novizio chiese al Padre Maestro, dato tale grandissima circostanza, di fare qualche particolare preghiera in più e qualche mortificazione penitenziale. Fu concesso. La circolare in merito del Provinciale ci invita molto alla preghiera ed alla penitenza, per ringraziare il Signore di tale dono. Mentre stavamo in sartoria, tutti impegnati, avevamo il permesso di parlare di cose spirituali. In certi momenti lasciavamo il lavoro, ci mettevamo in ginocchio e con fede si pregava lo Spirito Santo per Pio XII. Quando si sentiva parlare del Papa, ci sentivamo i brividi.Il pensiero andava subito a
ciò che rappresentava sulla terra. Lui, i vescovi, i sacerdoti, i consacrati. Eravamo felici nella nostra povertà, nella preghiera e nei
sacrifici. Dormivamo d'inverno senza riscaldamento, su quattro tavole ed un pagliericcio. Avevamo i piedi sanguinanti e gonfi per il gelo. Si pregava ore ed ore. Non si pensava a nulla, trane che alla santificazione del Nome di DIO e nostra personale. Non si deve dire "erano altri tempi". I conventi erano pieni di vocazioni. Il Papa se ne stava in Vaticano e la SANTA CHIESA ANDAVA BENE.*oggi si spendono soldi per viaggi finalizzati a cosa?.......*.
E' dai tempi di Roncalli che le biblioteche vaticane non fanno più grandi acquisti. Ormai tutto è bello solo Per Suor PAola , e Don Mazzi.....etc. Il 1 novembre, festa di tutti i Santi, le pRediche erano tutte sul grande e singolare privilegio ricevuto dalla Santa VERGINE. Le Messe furono cantate in TERZA (Diacono, suddiacono e celebrante), ovviamente con canto gregoriano. La chiesa era affollatissima di fedeli.. Tutte le chiese del mondo furono addobbate in forma solenne. Le campane suonarono a festa in
forma. Ora, 50 anni dopo, per sentirmi francescano, vivo come eremita. Debbo ringraziare Roncalli e Montini per come sono oggi la fede e la disciplina."
PAX ET BONUM
Fra' P.G.




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la clausura non era osservata, ne il silenzio a tavola, dove vi era una scandalosa varieta' di cibo, quando SAN FRANCESCO prescriveva la poverta' od almeno la sobrieta' a tavola, i novizi davano del tu al maestro, dove si sfumazzava dappertutto; ma il grave era la promiscuita' con i laici, ragazze che venivano dentro il chiostro. non prendetemi per bigotto, ma io avevo idealizzato la vita religiosa, la vedevo seria, povera, lavoro, preghiera, oltretutto la televisione accesa fino a tardi, e certe idee comunistoidi neanche nascoste. parlando con alcuni frati anziani, loro scuotevano la testa e dicevano: tutta colpa del vaticano secondo!!. fini' che io decisi di rinunciare, forse feci male, ma preferisco testimoniare la mia fede nel mondo che dare cattivo esempio......DIO MI PERDONI!

