UN PREDICATORE CRISTIANO DIFENDE ISRAELE
Il predicatore americano Pat Robertson, i cui discorsi sono diffusi in tutto
il mondo, ha partecipato giovedì [18 dicembre] al Congresso di Herzliyya. Si
tratta di un evangelista molto conosciuto, le cui trasmissioni sono seguite
da milioni di persone e ritramesse da duecento catene di televisioni in
sessanta Stati del mondo. In passato aveva posto la sua candidatura contro
quella di Georg Bush padre alla testa del partito repubblicano.
Robertson sostiene che non bisogna creare uno Stato palestinese. Ha anche
proposto che i palestinesi diventino cittadini della Giordania. Si oppone
fermamente allo smantellamento delle località ebraiche, che ammira, e
afferma che il presidente Bush è circondato da cattivi consiglieri del
Dipartimento di Stato.
Intervistato dal sito Ynet, ha dichiarato di aver sorvolato in elicottero
la Giudea-Samaria in compagnia del ministro Uzi Landau e di aver visitato la
città di Ariel, dove ha incontrato delle vittime del terrorismo. Ha detto
che la barriera di separazione è indispensabile per la sicurezza dOIsraele,
e che in nessun caso si deve permettere la creazione di uno Stato
palestinese.
Evocando la Road Map, ha detto che questo progetto finirà in un fiasco.
Ha aggiunto che in nessun caso si devono evacuare "quelle meravigliose
località soprannominate insediamenti". Ha ricordato, tra lOaltro, che la
Road Map è opera soprattutto dei francesi, "che non sono mai stati grandi
difensori di Israele".
Robertson ha ricordato inoltre che Yasser Arafat non è palestinese, ma è
nato in Egitto. Ha sottolineato che è cresciuto in Arabia Saudita e ha
passato gran parte della sua vita in Egitto. Ha precisato che Arafat e i
suoi uomini hanno imposto una dittatura sugli arabi che vivono nel paese e
desiderano la pace.
Robertson ha dichiarato: "Sono una persona credente e sono convinto che
Dio arresterà la Road Map".
Ha ripetuto che George Bush è stato mal consigliato e che è tuttora
circondato, nel Dipartimento di Stato, da persone che si preoccupano più di
soddisfare gli arabi che di difendere gli interessi dOIsraele.
Parlando del conflitto tra Israele e i palestinesi, Robertson ha
sottolineato che il problema non è né territoriale, né finanzirio, ma che si
tratta dOuna questione teologica. E ha concluso: "EO per questo che ogni
tentativo di fare la pace con persone animate da una fede fanatica è
destinata allOinsuccesso".
(Arouts 7, 20.12.2003 - trad. www.ilvangelo.org)




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