Republic: The RevolutionDatasheet
Produttore
Eidos Interactive
Sviluppatore
Elixir Studios
Distributore
Leader
Lingua
Tutto in Italiano
Disponibilità
Autunno/Inverno 2002
Genere
Strategico Realtime
Giocatori
1
Hardware
Per quanto trapelato fino ad ora, la configurazione minima richiesta sarà un Pentium III equipaggiato con una scheda video di seconda generazione e 64 MB di RAM. Per godere pienamente della veste grafica la scelta dovrebbe ricadere su una macchina con Pentium III a 800 MHz, 128MB di RAM e scheda video con chipset GeForce3 o analogo.
Multiplayer
Il titolo di Elixir Studios è stato progettato per il gioco in singolo e, per ciò che concerne la prima versione, non sarà incluso in esso il multiplayer e/o il gioco in rete.
Link
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Sito dello sviluppatore
Sito ufficiale del gioco
Sito del distributore italiano
Republic: The Revolution nacque quando ero uno studente a Cambridge. Stavo leggendo le novità internazionali da un giornale quando ho pensato: "Non sarebbe bello se si potesse essere a capo di una fazione in uno di questi paesi corrotti? Mi chiedo come si potrebbe rovesciare il Presidente...?". Demis Hassabis, Lead Designer - Elixir Studios.
Demis Hassabis, ventitrè anni, premiato con un Doppio Primo Grado dall'università di Cambridge, Game Designer con alle spalle progetti come Theme Park e il mastodontico Black&White, fondatore e lead designer del gruppo Elixir Studios. Ecco cos'è in primis Republic: The Revolution. Raramente accade che un gioco venga identificato nel progetto di una singola persona o, normalmente, tutto ciò avviene solo se colui che è a base dell'idea porta sulla carta d'identità un nome non proprio comune come quelli di Myamoto o Yu Suzuki. Ma Hassabis appartiene a questo clan esclusivo, dove la semplicità di idee e la genialità che in esse si celano risultano amalgamate in un complesso perfetto, dove l'ambizione la fa da padrone e la sfida con sé stessi è sempre aperta e non conosce mai fine...
IF I CAN THINK IT, I CAN DO IT!
Republic: The Revolution, come pensato dal "padre", si prospetta gioco dal concept straordinariamente semplice, ma incredibilmente complesso al tempo stesso: si tratta di una sorta di evoluzione del concetto di The Sims e di Black & White, anche se il mondo in cui verremo catapultati è ben differente da ciò che s'è visto fino ad oggi. Un mondo vasto, complesso, brulicante di vita e di cruda realtà. Così è, e così dev'essere un mondo che affonda le sue radici all'epoca della caduta del socialismo nell'Europa dell'est, proiettando il giocatore in un paese immaginario, chiamato Novistrana, che vive sotto l'effige della corruzione e dei giochi politici di persone pronte a tutto pur di accaparrarsi il potere. Un milione di persone, sedici locazioni, quattro città differenti, sedici fazioni politiche e un unico scopo: spodestare il Presidente e diventare a nostra volta dittatori. All'interno di Novistrana le giornate apparentemente tranquille nascondono in realtà un nugolo di intrecci, di situazioni, di conflitti che lasciano amplio spazio all'immaginazione. Nei panni di un aspirante leader politico verremo catapultati in mondo che, per ambizione degli stessi programmatori, rappresenterà il più grande progetto di "vita reale" mai portato a termine.
Chissà quali pensieri affollano la mente di quest'uomo
A proposito della potenza del Total Engine...
La notte è perfetta per aggirarsi in auto...
Totale libertà è la parola d'ordine di Republic: The Revolution. Similmente a ciò che accade nel mito Shenmue di Yu Suzuki, la realtà cittadina è colonna portante del gioco, ma ciò che lo distingue da ogni progetto precedente è la vastità del tutto: in esso, infatti, "vivranno" un milione di persone diverse fra loro, non solo per aspetto ma anche per comportamento, abitudini e intelligenza.
Potremmo fermarci a osservare una persona qualunque e ci accorgeremmo che la mattina si reca al lavoro, va a pranzo, riposa al parco, nel dopo caffè si fuma una sigaretta e al calar del sole se ne ritorna a casa dalla sua famiglia: encomiabile e incredibile allo stesso tempo; ma il tutto non si ferma qui.
Ogni azione, dalla più innocente alla più illegale, influirà in modo pesante l'opinione pubblica di cui gode il nostro alter-ego andando nei peggiori dei casi a far fallire ogni progetto di dominio. Se per esempio si verrà accusati di aver compiuto un omicidio a scopi politici, inevitabilmente la nostra fama presso i cittadini andrà calando drasticamente ed è in frangenti come questi che Republic: The Revolution fa intravedere le sue carte migliori. Sarà possibile influenzare e affascinare la popolazione per vincere le elezioni, oppure anche comprare i voti attraverso un'azione di corruzione, o ancora tentare un vero e proprio Colpo di Stato. La difficoltà e complessità del gioco risiedono prevalentemente nel fatto che la nostra sarà una vera e propria corsa al potere, con tanto di antagonisti decisi più che mai a scalzarci dai giochi.
FIGHT FOR YOUR RIGHT!
Partendo da una base ai margini delle grandi città, con un solo adepto alle spalle, dovremo inizialmente escogitare il nostro piano di conquista. In che modo agire? Che cosa fare per non perire in questo ambito dove tutto è ammesso/concesso? Il "modus operandi" promesso è contraddistinto da un numero veramente enorme di azioni (come da volere di Habbis): interagire con persone influenti attraverso vie politiche, affidarsi a killer per sbarazzarsi del rivale, premere sull'aspetto religioso per radunare attorno a sé una massa ingente di fedeli fanatici alla nostra totale mercè. E se il rivale sarà troppo potente si potrà applicare anche la vecchia massima che dice "se non puoi batterli fatteli amici", offrendo un'ingente somma di denaro per i suoi servigi. Inoltre, saremo tenuti d'occhio da coloro che ci vogliono eliminare, siano essi medici, avvocati o capi della polizia, i quali non disdegneranno di usare i mezzi a loro disposizione pur di vederci soccombere politicamente e, alle volte, anche fisicamente. In totale saranno all'incirca duecentocinquanta le azioni a nostra disposizione e renderanno l'esperienza di Republic: The Revolution il più possibile vicina alla vita reale, tenendo soprattutto conto che ogni persona presente nel gioco ha una propria intelligenza e dignità morale che lo porteranno a reagire in modo differente a ogni nostra azione o proposta che lo coinvolgano.
Una bella visuale dall'alto del nostro palazzo
Diventando Presidente avremo un sacco di comodità a disposizione
Anche una guardia ha le sue esigenze...
Anche l'aspetto gestionale esce dai canoni consueti. Contrariamente a ciò che si possa supporre e attendere da un gioco così complesso, il lavoro svolto da Elixir Studios è stato teso a semplificare al massimo l'interfaccia di controllo. In Republic: The Revolution saranno presenti un numero esiguo di icone e comandi per facilitare - a detta dei programmatori - l'approccio al gioco; per sviluppare questa interfaccia è stato utilizzato il cosiddetto "test dei genitori", il cui obiettivo è quello di verificare che le regole del gioco siano assimilate in dieci minuti anche da chi non ha familiarità con i videogame e in particolare gli strategici. Il gameplay di Republic: The Revolution, infatti, si basa su semplici regole: alla base di tutto troviamo tre risorse principali: soldi, forza, influenza e i loro livelli verranno aumentando o diminuendo in base alle strategie che adotteremo. Affiancarsi a un prete comporterà l'aumentare dell'influenza, assoldare un killer invece farà risaltare la forza. In ogni caso la strada che intraprenderemo sarà frutto esclusivamente delle nostre scelte.
PUMP UP THE ENGINE... AND THE VOLUME
Per mettere a frutto un progetto simulativo/strategico del genere è stato scelto di usufruire di un motore grafico appositamente studiato, chiamato Total Engine. Tale motore dovrebbe assicurare una mole di poligoni, texture e effetti speciali di prima qualità, permettendo allo stesso tempo di poter godere di un buon impatto grafico anche a un possessore di un PC di fascia bassa, benché sia logico supporre che il frame rate dipenderà molto dalla configurazione a disposizione del giocatore. Le immagini fin qui rilasciate denotano una cura per i particolari davvero notevole e più in generale una complessità degli ambienti tale da rendere l'esperienza di gioco decisamente gradevole (nonché realistica) agli occhi. Per rendere il tutto più coinvolgente i programmatori hanno optato per una musica d'accompagnamento di stampo lirico, la quale farà presenza scenica solamente in situazioni ben definite, per donare una sensazione di teatralità alla vita virtuale del nostro alter-ego.
Republic: The Revolution, quindi, si prospetta non come una produzione classica, bensì come una vera sfida. L'assenza per ora di una qualsiasi possibilità di gioco in rete o di multipalyer sottolinea in un certo senso l'impegno e la difficoltà che lo sviluppo di un tale gioco comporti, mettendo in secondo piano certi aspetti che, possibilmente, verranno presi in considerazione in futuri "update". Manca ancora poco alla Rivoluzione e non mancheremo di tenervi informati sul suo avvento, prossimamente, sempre su Nextgame![]()




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