... e me lo ero perso Nolan!!!! lo leggerò con calma.![]()


... e me lo ero perso Nolan!!!! lo leggerò con calma.![]()


Megalomaneeeeee!!!!Originariamente Scritto da Nolan
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............. ASSOLUTAMENTE............ TOTALMENTE ........... DACCORDO..........!!!Originariamente Scritto da Nolan
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metapolis scrive [I][L'affitto non è usura.
/I]
nolan il contrario,a nche perchè affermare che uno (proprietario di un unico appartamento) lo affitta fa dello strozzinaggio. Mi pare una grande cagata.
Chi ha ragione?
Perchè la casa (bene primario) diventa capitale. Diventa strozzinaggio quando il bene primario viene affittato a costi altissimi.


Mi spiace, ma l'affitto è usura comunque perchè il capitale prestato, la CASA, non passa mai di proprietà e resta in mano al proprietario. L'affitto è solo l'interesse su quel capitale.Originariamente Scritto da alberico
Detto questo per la seconda casa affittata, mi sento di fare un eccezione, perchè Pound stesso afferma che "ciò che è di nostra proprietà e non uitilizziamo è capitale" quindi se vogliamo nella seconda casa possiamo ancora connotare un utilizzo sostanziale.
Ti allego un mio articolo dell'estate 2003. Prima del Mutuo Sociale che fu elaborato nel 2004 già consideravo l'affitto della seconda casa un'eccezione seppur "non giustificabile".
Al di la delle varie considerazioni, "L'affitto è usura!" gridato in pizza in questi giorni e recentemente ribadito in talune tribune elettorali è stato molto apprezzato dagli ascoltatori. E' mediatico oltre che sostanziale. E funziona.
Ps. Noterete nell'articolo un certo furore antiborghese e anticompagno: L'esproprio che si proponeva era inapplicabile ed antistorico. Il Mutuo Sociale, garantendo il diritto per TUTTI alla proprietà di una casa, ottiene il medesimo risultato: annullare il valore capitale delle terze, quarte, quinte (e cosi via) case.
Se tutti saremo proprietari cosa faranno i poveri borghesi che hanno accumulato i loro capitale nel mattone? Io consiglio di investire nel gioco del lotto!
Ecco l'articolo.
Basandosi su postulati del Fascismo Repubblicano e su visioni sociali di Alessandro Pavolini e Berto Ricci , venne scritto (agosto 2003) questo articolo, che più che espressione del suo autore , fu espressione della maturazione politica della sua comunità militante di appartenenza. Questa maturazione ha portato questa comunità all’azione. Azione che nell’arco di sei mesi ha permesso di occupare quattro palazzi abbandonati in varie zone di Roma , di raccogliere l’ emergenza sociale abitativa delle famiglie Italiane ( ad oggi 68 ) e di sottrarla all’estrema sinistra a cui non rimane che gestire le istanze degli immigrati senza casa.
La soluzione Fascista per il problema del “Diritto alla casa”
Da un'anno i nostri "nemici di fuori", cioè i compagni dell'eterogeneo Movimento NEW GLOBAL, occupano interi palazzi per lottare a favore del diritto alla casa. Fino ad oggi (agosto 2003) hanno occupato 6 stabili di cui 4 di proprietà privata e due pubblici. La situazione a Roma è esplosiva. Gli affitti e i prezzi delle case sono alle stelle. Chi non ha "garanzie" non può ne accedere a un mutuo, nè tantomeno ottenere uno di questi esorbitanti affitti. In poche parole le fasce sociali più basse (soprattutto i giovani) sono tagliate fuori e come soluzione possono esclusivamente provare a trasferirsi fuori città (ma molto fuori) dove sia case che affitti sono più accessibili.
Le cause principali di questa situazione sono molteplici e tutte da ricercare nell'economia capitalista di libero mercato, ma alla base di questo gigantesco problema c'è una gigantesca ingiustizia di fondo. Di case naturalmente ce ne sono a sufficenza per tutti, ma non sono equamente distribuite... Chi ne ha 10 e chi ne ha 0.
I NEW GLOBAL, ovviamente, nonostante siano in grado di occupare 9 palazzi in un'anno, non sono in grado di dare una soluzione ideale, una proposta rivoluzionaria e ardita per la soluzione definitiva alla questione del "Diritto alla casa".
Per adesso loro propongono questo: gli appartamenti sfitti devono essere assegnati alle fasce sociali più basse (compresi gli immigrati) ad un canone sociale stabilito dallo Stato in base al reddito di chi chiede casa. Una posizione degna di un social-democratico svedese... Una posizione che permetterebbe loro di dormire sonni tranquilli nelle loro case (non occupate ma di proprietà) sapendo che:
1- il loro papino che ha 7-8 appartamenti sfitti è obbligato ad affittarli alle fasce sociali più basse... ben gli sta visto che è un "fascio che ha avuto da ridire sul fatto che mi sono tinto i capelli di verde"
2- il loro papino non perde niente, invece di estorcere 5000 euro al mese ne estorce 4900 e loro erediteranno case e rendita
3- la loro coscenza sarà pulita, perchè i poveri avranno casa in affitto a canone sociale. Così potranno continuare ad andare a lavorare nell' azienda di papino che non dovrà trasferire la fabrichetta all'estero visto che i lavoratori a basso costo e "competitivi" li avrà letteralmente in casa propria.
(Non è nostro stile fare psicanalisi sommaria dei nostri nemici. Questo è solo sarcasmo. Siamo pronti a giurare che fra loro ci sono persone sane e ideologicamente pure. Ma finchè terranno alta la bandiera del materialismo scientista e dell'antifascismo, resteranno nostri nemici giurati. E non sta a noi spiegargli un bel niente. Se un giorno capiranno qualcosa, buon per loro.)
Affittare gli appartamenti sfitti a canone sociale in base al reddito non risolve assolutamente niente. Chi ha cento case continua ad avere cento case e a vivere di usura. Il poveraccio che finisce in queste case dovrà continuare a pagare fino alla morte una tangente per un bene fondamentale per la vita. Odierà la casa in cui vive, il suo paese e la sua comunità nazionale. Come se fosse un mendicante che chiede la carità. Inoltre aprire questa opportunità agli immigrati, clandestini e non, alimenterebbe il circolo vizioso del mercato dei lavoratori a basso costo e senza garanzie, facendo crescere così a dismisura ingiustizia e conflitto sociale, povertà, arroganza degli imprenditori e via dicendo.
Tutto questo è conforme alla loro ottica strategica, che è, ne più ne meno, quella che hanno dai primi del '900. Portare il paese ad un punto di rottura alimentando la distanza fra le classi sociali. Da questo punto di rottura dovrebbe sorgere la futura società dei soviet. Sembra assurdo, ma state tranquilli che nelle cabine di regia dei NEW GLOBAL si ragiona in quesi termini.
L’AFFITTO E’ USURA!
Noi proponiamo prima di tutto sul piano ideale una nuova e Rivoluzionaria idea: “L’AFFITTO E’ USURA!”. Forse questa è un'idea neanche tanto originale anche se nessuno schieramento politico o umano ha mai fatto suo questo concetto. Forse qualche matto (e i matti sono sempre anticipatori di un'avvenire) lo ha scritto su qualche muro in qualche città. L'AFFITTO E' USURA. Poichè pretendere del denaro per lasciar usufruire di un bene fondamentale per la vita come la casa è USURA.
Ezra Pound, il poeta economista perseguitato per la sua adesione al Fascismo e alla R.S.I afferma giustamente che la proprietà privata (sacrosanta) è quella che si può effettivamente utilizzare e tutta la proprietà che esce dal campo dell'utilizzo pratico diventa capitale.
Possedere una casa è proprietà privata: sacrosanto. Possedere due case è proprietà: sacrosanto. Possedere due case e affittarne una non è carino ma è comprensibile di questi tempi. La terza casa non è proprietà. E' capitale. E se una famiglia per poter sopravvivere deve pagare degli interessi (l'affitto) su un capitale che non è il suo è sotto usura! E chi affitta è l'usuraio.
Quale ragionamento calcolatore muove l'usuraio? L'usuraio presta un capitale che gli viene restituito interamente e incassa un'interesse che varia a seconda della sua voracità. Ad esempio su un prestito di 10.000 euro pretende un interesse del 60% in 10 anni. Dopo dieci anni avrà ricevuto 10.000 euro più 6.000 euro. Se un proprietario affitta la sua casa dal valore ipotetico di 300.000 euro ad una cifra di 900 euro al mese dopo 10 anni avrà 300.000 euro più 108.000 euro ovvero un tasso di interesse del 30 %. Tasso da USURA. E dopo 30 anni di affitto? Avrà 300.000 euro di casa più 324.000 euro ovvero un tasso di interesse di oltre il 100%.
324.000 euro sudati e guadagnati dal Signor X saranno stati sottratti al circuito economico nazionale. 324.000 euro che non saranno stati spesi in favore dell'economia nazionale ma saranno stati sottratti dal Signor Parassita proprietario della casa citata. Il Signor Parassita avrà vissuto di rendita nella casa che doveva ovviamente avere precedentemente oltre quelle che affittava. dopo trent'anni di sudato far niente potrà comprare con i soldi succhiati dal Signor X una nuova casa da affittare. Cosi che la sua nidiata di insetti continui il gioco all'infinito.
UNA PER TUTTI TRE PER NESSUNO
Stabilito che l'AFFITTO E' USURA non rimane che stabilire un concetto altrettanto limpido: IL FINE DI UNA CASA E' QUELLO DI ESSERE ABITATA. E visto che chi ne possiede più di 2 difficilmente può abitarle contemporaneamente, possiamo facilmente proporre una soluzione per liberarlo questo capitale inutilizzato e passivo: A NESSUNO PIU' DI DUE CASE. Dalla terza in poi dovrebbe essere restituita allo STATO.
Lo STATO, tramite un'apposito "Ente Nazionale per la Casa del Popolo", ridistribuirebbe questa ricchezza inutilizzata e le case che sono già di sua proprietà (IACP INPDAI ENASARCO etc.) a FAMIGLIE DI NUOVA COSTITUZIONE e a FAMIGLIE ATTUALMENTE NON PROPRIETARIE. Se anche dopo la ridistribuzione delle case non ce ne fossero a sufficenza L'Ente si preoccuperebbe di costruirne di nuove da destinare in proprietà a chi ne è sprovvisto. Verrebbero di seguito abolite TUTTE le tasse sulla proprietà di locali ad uso abitativo.
L'attuazione di questo principio produrrebbe un MOMENTO ZERO, una sana tabula rasa da dove ricominciare a costruire uno STATO degno di questo nome. Il popolo liberato da questa schiavitù del "problema casa" apporterà tutte le sue migliori energie allo sviluppo della Nazione creando un legame indissolubile e tradizionale con la propria terra.
Chiaramente, questa soluzione rivoluzionaria, non vive di vita propria. Può essere esclusivamente inquadrata in un ottica di Rivoluzione totale e profonda. Può essere sicuramente il primo passo di un futuro Stato Organico di Destino. Applicarla alla patetica società italiana mondializzata contemporanea produrrebbe effetti devastanti.
Non si possono liberare gli schiavi in pieno deserto.
ECCEZIONI NON GIUSTIFICABILI
Esistono delle eccezioni a quanto detto finora. Non tutti coloro che hanno 2 case e che affittano la seconda casa sono necessariamente usurai. Poichè oggi, e in questo sistema, possedere una casa di proprietà non risolve neanche il 20% dei problemi. Ognuno è oppresso da una Usura generalizzata. Ci sono diverse voci di spesa che vanno dall'assicurazione auto ai libri per i figli. Spesso queste spese vengono sostenute utilizzando piccoli capitali che vengono devoluti generosamente dalla cricca plutocratica (banche, finanziarie, istituti di credito ecc. ecc.) e che incatenano l'uomo ad una perenne rata da pagare. I tassi di questi prestiti spesso non sono da usura, ma sicuramente la facilità con cui questi prestiti vengono elargiti palesano la più bieca mentalità Usuraia. Chi più, chi meno, siamo tutti costretti a vivere in funzione di un credito che qualcuno esige da noi. Quando si affitta la propria seconda casa perchè letteralmente non si riesce ad arrivare a fine mese (attenzione: non arrivare a fine mese e mettere "qualcosina da parte"!!!) non si è necessariamente degli usurai, ma mettere in carcere un uomo per garantirsi una "libertà vigilata" è comunque un comportamento deprecabile.
Ecco perchè si crea una "eccezione non giustificabile"
CENNI STORICI E CONTINUITA' IDEALE
Le idee fin qui formulate sono il naturale evolversi della politica Fascista sul diritto alla casa. Analizzando l'ARTICOLO 15 del MANIFESTO PROGRAMMATICO del Partito Fascista Repubblicano (Art. 15: "Quello della casa non è soltanto un diritto di proprietà, è un diritto alla proprietà. Il Partito iscrive nel suo programma la creazione di un Ente nazionale per la casa del popolo, il quale assorbendo l'Istituto esistente e ampliandone al massimo l'azione prevede a fornire in proprietà la casa alle famiglie dei lavoratori di ogni categoria, mediante diretta costruzione di nuove abitazioni o graduale riscatto delle esistenti. In proposito è da affermare il principio generale che l'affitto - una volta rimborsato il capitale e pagatone il giusto frutto - costituisce titolo di acquisto. Come primo compito, l'Ente risolverà i problemi delle distruzioni di guerra, con requisizione e distribuzione di locali inutilizzati e con costruzioni provvisorie.") possiamo notare come ci sia una sostanziale differenza con la tesi "L'AFFITTO E' USURA": si parla di affitto che riscatta il capitale e non di esproprio del capitale inutilizzato. Ma notate come sia già vivo nell' Articolo 15 stesso il concetto di esproprio coatto. L 'Articolo 15 si relazionava però con una società profondamente diversa da quella contemporanea e sicuramente nel 1943 il problema delle speculazioni edilizie e della concentrazione in poche mani di molte case aveva decisamente proporzioni minori.
Oggi però il problema ha assunto proporzioni scandalose e necessita di una soluzione ancor più radicale che sia figlia leggittima di quanto proposto nel 1943.
Possiamo quindi dire che le nostre tesi affondano ancora più saldamente le radici nell' Articolo 10. L'Articolo 10, a differenza dell' Articolo 15 che proponeva una soluzione tecnica adatta a quel determinato periodo storico, è una presa di posizione totalmente ideologica e valida in eterno: "La proprietà privata, frutto del lavoro e del risparmio individuale, integrazione della personalità umana è garantita dallo Stato. Essa non deve però diventare disintegratirice della personalità fisica e morale di altri uomini, attraverso lo sfruttamento del loro lavoro."
Questi postulati del Fascismo non furono posizioni di comodo per attirare il consenso delle masse, come dicono i nostri cari nemici (sia "di dentro" che "di fuori") ma furono il frutto di una precisa visione che prese forma negli anni ‘30 attorno a riviste come l'Universale. Proprio al direttore dell'Universale Berto Ricci si deve probabilmente la prima impronta per la formulazione dell' Articolo 10, quando dalle colonne della sua rivista, affermò che:
"La proprietà non è un dogma Romano, ne tantomeno Fascista".
Sicuramente non erano posizioni di comodo, tanto che non furono mai abbandonate, ed anche negli ultimi giorni Pavolini scriveva: "All' uomo che cerca tetto le plutocrazie d'occidente offrono una soluzione, quella della speculazione edilizia [...] tu lavoratore faticherai tutta la vita, pagherai col fitto i frutti del capitale e rimborserai più volte il capitale stesso e mai la casa sarà tua né dei tuoi figli. [...] Mussolini dice: lavora e col frutto del tuo lavoro la casa diventerà tua e della tua famiglia, ma dice anche all'uomo italiano [...] Questa casa è tua difendila! E difendi con la tua casa la tua patria, casa più grande. Squadrista delle Brigate Nere, ecco un'idea elementare, che è buono portare con sé a tracolla come il mitra, combattendo per un' Italia che un giorno ci capirà"
Simone Di Stefano


Simone, mi puoi rispondere al PVT ?