Inizia un anno di grandi opportunità politiche che potrebbero mettere fine al peggior governo che la storia italiana ricordi (più del filofascista Tambroni!).
In questa stagione politica è stato necessario dare un'occhiata al ruolo dei comunisti in Italia, nell'Ulivo e nell'ottica del centro-sinistra, quando si parla anche di Rifondazione.
E se il termine comunista oggi delinea diversi tipi di ideologie, di sicuro anche i due principali partiti comunisti della penisola hanno differenze che però non impediranno loro una maggiore collaborazione.
Ormai solo Berlusconi e i suoi fedeli (ma neanche tanto) alleati parlano di pericolo rosso, non perchè oggi i comunisti non siano più forti, ma perchè da quasi 40 anni il comunismo italiano è, a tutti gli effetti, democratico!
In passato (anni 50) si poteva parlare di sovietismo, anche se nel paese dove democristiani e comunisti avevano lottato assieme per la costituzione non credo che potesse riproporsi il dramma URSS, ma oggi, anzi, negli ultimi decenni, si è creato un nuovo modo di "fare il comunismo".
E' cambiata la scena, è caduto un partito storico e tanti suoi rappresentanti e molti che erano grandi figure all'interno del PCI, oggi sono dichiaratamente anticomunisti e a sinistra si è venuto a creare un vuoto, lasciato dai Democratici di Sinistra, ormai destinati a diventare un partito democratico si, ma di sinistra no.
E dall'altra parte c'è Rifondazione che, tra tante buone idee, come sulla guerra, sulla lotta alla globalizzazione, sui diritti dei lavoratori, degli studenti e di tutti i cittadini, ha impennate anarchiche e spesso e volentieri si butta in un mondo che non ha nulla a che fare con nessun tipo di comunismo.
Lasciamo perdere gli stalinisti del PMLI, ormai rimasti in 14 iscritti in tutta Italia e solo loro sanno come riescono a stare in piedi.
E rimane il PdCI, un tempo privo di idee, o meglio, a secco e che oggi rispolvera Berlinguer e scopre, finalmente, quanto sia importante il suo pensiero, la sua svolta, il suo NO alle dittature e NO al potere delle destre.
Il caro Enrico è morto ma in ogni tesserato al partito oggi vive la sua figura e noi, facendolo rivivere nella nostra mente, abbiamo dato una svolta al nostro partito; attivissimi contro la guerra e l'ingresso dei militari in Iraq, attivissimi a favore degli studenti contro la pessima riforma Moratti, attivissimi a favore dei lavoratori con l'opposizione alla Legge 30, attivissimi nel proporre continuamente una via alternativa a quella che sta prendendo l'Ulivo, sempre meno di sinistra, sempre mascherato da sinistra, ma ormai fallito perchè quando si parla di guerra, lavoro, globalizzazione, scuola, diritti ecc. pare più dalla parte di Berlusconi che dalla nostra.
Ovviamente non ci poniamo neanche l'idea di fuggire dall'Ulivo, sarebbe fatale per la coalizione e per l'Italia che ormai è nelle mani di un Berlusconi sempre più fascista e del suo governo di incapaci (o di capaci proprio di tutto!).
L'Ulivo non sarà più la bella macchina messa in moto per la prima volta nel '96 e trionfante con proclami di un Italia nuova, che si è invece rivelata un anticipo democratico di quella che adesso è l'Italia del tiranno di Arcore.
Bisogna cambiare e noi abbiamo bisogno dell'aiuto di Rifondazione e dei Verdi per cambiare l'Ulivo, smetterla con i liberismi mascherati da sinistra, smetterla con il voler imitare Berlusconi perchè "i voti del centro sono importanti" perchè il centro non c'è più, la Democrazia Cristiana è morta, ha vinto chi è rimasto in politica e in politica ci sono rimasti i comunisti, checchè ne dica Fassino con il suo libro, degno di un falò in spiaggia.
Perchè se non si cambia, si va a casa ancora prima di incominciare.
Tutti.




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