Borghezio: «Questa città è ostaggio della criminalità clandestina, dobbiamo fermarla»



PAOLA PELLAI
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Natale e Capodanno sono scivolate via da Torino senza la consueta allegria. Una città barricata, una città in ostaggio a quella miriade di extracomunitari che la stanno facendo da padrona. Un numero d'immigrati che fa paura e costringe la gente a non vivere in libertà la propria città. I torinesi hanno paura ad uscire, socializzare, tenere un locale aperto. L'incubo di una violenza, di uno scippo, di un sopruso fanno ormai parte della quotidianità del capoluogo piemontese.
«Per questo - spiega Mario Borghezio, europarlamentare della Lega Nord - abbiamo deciso di ripristinare le ronde padane. Abbiamo ricominciato domenica sera. Siamo usciti alle 21,30 e abbiamo girato per un paio d'ore lungo tutto l'asse di via Po e Piazza Castello. Ci siamo imbattuti in un deserto, abbiamo fatto i conto con una situazione spettrale. Era un giorno di festa, una bella serata e in giro non c'era neppure un'anima. Tutti tappati in casa per paura di quello che può capitare uscendo per strada. Buio pesto. Anche i locali erano chiusi e, quel che è peggio, in due ore di pattugliamento non abbiamo incontrato neppure un vigile urbano. La città è preoccupata e le istituzioni fanno poco o nulla per attenuare questo senso di disagio e d'impotenza del cittadino. Le nostre ronde non vogliono essere un'azione di contrasto a quelle delle forze dell'ordine, ma a loro sostegno e supporto». Torino, dunque, è stata penalizzata dall'insorgere e dal proliferare di sacche pericolose d'irregolari clandestini che hanno finito per cambiare il volto alla città. «Sono diventati un vero pericolo pubblico - sentenzia Borghezio -, spesso resi ancora più violenti dall'uso spropositato di alcool e stupefacenti. Girano per le nostre strade a piedi o su auto scassate e sembrano loro i padroni. I nostri figli, le nostre donne, tutti noi ormai non ci sentiamo più sicuri. E le cronache di violenze o aggressione delle quali viene data notizia è solo una parte di ciò che realmente accade. È ora di fermare questa catena di criminalità straniera». Borghezio chiede l'aiuto di tutti perché l'impresa non è semplice e più trascorre il tempo più sarà difficile fermare questa progressione di supponenza e prepotenza. «È necessario un maggior rigore da parte delle forze dell'ordine - spiega l'europarlamentare - . Torino, per intenderci, non si è potuta godere neppure le festività natalizie. Via Po è stata perennemente invasa da bancarelle abusive, merce esposta sui marciapiedi da immigrati e ragazzi dei centri sociali: si sono piazzati davanti alle vetrine, addirittura impedendo l'accesso ai negozi. Una prepotenza che andava impedita. Un altro esempio? Alla vigilia di Natale, alle casse del supermercato Auchan si sono verificate scene da autentico far west: immigrati che non hanno voluto rispettare la coda, insultando e minacciando chiunque si opponeva al loro "sorpasso". Questi atteggiamenti non sono più tollerabili, al cittadino occorre dare risposte concrete sulla sicurezza. Le nostre ronde hanno proprio questo obiettivo, dare una risposta positiva alla città, perchè si torni a vivere in maniera serena oltre che sicura. Dall'altra parte, ci deve essere una prova di coraggio da parte degli esercenti che devono riprendere a tenere aperte le loro attività. Tutti insieme possiamo farcela».
Tutti insieme, rimarca Borghezio. «Sì - sottolinea - non è una questione di colore politico. Le nostre ronde sono aperte a tutti. In quella di domenica sera, per esempio, insieme ai Volontari Verdi c'erano 4 simpatizzanti di Forza Italia e un ex colonnello dell'esercito. Torino è un patrimonio troppo importante per non cercare di restituire dignità alla città e a chi l'abita. Le nostre ronde diventeranno frequenti e regolari. La prossima è programmata per venerdì, nella zona di Porta Palazzo. Vi aspettiamo in tanti».


[Data pubblicazione: 06/01/2004]