Corriere della Sera

Il ministro Messaoudi: la cultura può rigenerare il mio Paese
«L'Algeria riscopre le radici cristiane»

DAL NOSTRO INVIATO
ALGERI - «Continuerò a sostenere il presidente Abdelaziz Bouteflika e vorrei
che l'Italia e tutti i governi capissero che lui è una grande chance non
solo per l'Algeria, ma per il Maghreb e l'Europa intera», afferma Khalida
Messaoudi, dal 2001 ministro della Comunicazione e della Cultura algerina,
45 anni, accesa femminista ed esponente dell'opposizione prima
dell'incarico, scampata alla condanna a morte degli integralisti islamici.
Capelli alla maschietta rossi, modernissima nel suo tailleur pantaloni
beige, una sigaretta dopo l'altra, riceve nella roccaforte del ministero
della Cultura, lassù sulle colline di Algeri, da dove si domina la
suggestiva baia. Khalida Messaoudi è stata attesa invano al concerto dei
Solisti di Pavia, diretti dal violoncellista Enrico Dindo, e promosso
dall'Ambasciata d'Italia in occasione della chiusura del Semestre di
Presidenza Italiana dell'Unione Europea, proprio per il proficuo rapporto di
collaborazione con il ministero da lei presieduto. I Solisti di Pavia sono
stati accolti con una standing ovation da un pubblico colto e felice di
ascoltare grande musica, un bene ancora centellinato in Algeria. «Sono stata
convocata dal presidente per una riunione urgente. Mi dispiace proprio, amo
profondamente l'Italia e la sua cultura» si scusa.
Il prossimo aprile l'Algeria andrà alle urne e lei è schierata con
Bouteflika. Perché questo presidente è «una chance per il Maghreb e
l'Europa»?
«Un solo esempio. L'altra mattina, durante il discorso all'Unione degli
scrittori e dei poeti arabi, Bouteflika ha rivendicato la storia
dell'Algeria, dicendo che "siamo un Paese arabo, ma abbiamo un'eredità
romana, berbera, africana ed europea". Ha citato Sant'Agostino, Santa
Monica, il re numide Jouba II..... Sette imperatori romani erano di origine
algerina. Nessuno prima di lui ha riconosciuto ufficialmente le nostre
origini romane e cristiane».
Un messaggio di riconciliazione?
«Nel mondo arabo ci sono crisi e conflitti estremamente pericolosi.
Bouteflika invita gli algerini a prendere coscienza della loro storia perché
imparino a capire e amare le diverse culture. E' uno dei rari capi
rispettati e amati dai popoli arabi».
(...)
Che obiettivi si pone da ministro della Cultura?
«Dopo dieci anni di distruzione non solo fisica, ma degli individui e dei
legami sociali, nessun settore come la cultura può rigenerare il tessuto
sociale. Molti i progetti. Vogliamo restaurare la cittadella di Algeri
(parteciperanno anche gli italiani). E organizzare un mese algerino in
Italia. Vorremmo tanto che musicisti italiani venissero a insegnare qui».
A quando la revisione del Codice di famiglia algerino che nega il principio
di uguaglianza dei sessi?
«Ci stiamo lavorando...»