Buffon: gioco, ma ho il menisco rotto
Dopo Marchisio, nuova tegola per Ciro Ferrara


Rassegnato all'operazione e allo stop di 40 giorni: «Stringo i denti fino all'Inter, non lascio la Juve ora»

MASSIMILIANO NEROZZI

L’ultimo caduto sul campo della Juve (infortunio stagionale numero 22) è Gigi Buffon, che comunica personalmente la diagnosi sul volo che da Dublino riporta l’Italia a Coverciano: «Ho il menisco esterno del ginocchio sinistro rotto, lo so da dieci giorni». Ma di aggiustarlo ora, neppure a parlarne, per amor di maglia e fame di vittorie: «Gioco e a volte fa male, e non solo nei movimenti laterali, ma so che devo stringere i denti, perché il 5 dicembre abbiamo la partita con l’Inter. Se ce la faccio, arrivo fin lì, poi mi opero. So che tralasciando la cosa si rischia la cartilagine, ma so anche che non posso lasciare sola la Juve adesso».

Filasse tutto bene, pur sempre con l’incognita del dolore, l’idea sarebbe di mettersi a posto durante la sosta natalizia, penalizzando il meno possibile il lavoro di Ciro Ferrara. Anche se poi il traguardo della sofferenza potrebbe essere spostato avanti di qualche giorno, visto che l’8 dicembre è in menù la sfida di Champions League contro il Bayern Monaco, sicuramente decisiva. Per tornare nuovo, gli servirebbero dai trenta ai quaranta giorni, così il portiere dovrebbe perdere solo le partite con Bari e Catania, e magari presentarsi lucido alla prima del 2010, il 6 gennaio contro il Parma.

Sulla tempistica, Marcello Lippi non ci vuole mettere becco («deciderà Gigi»), ma il Mondiale non pare proprio a rischio. Anche perché, Buffon ovviamente ci tiene da matti a esserci, e in gran spolvero: «È il mio quarto Mondiale, ho cominciato presto - ha sorriso il numero uno - dal ’98 al 2010, sembra una vita. Ma ogni Mondiale è diverso, lo affronti con età e maturità diverse. Certo, come me c’è solo Cannavaro...». Non fa drammi, comunque, tanto che la vera delusione, o arrabbiatura, è per i due gol presi dentro Croke Park: «Il primo, era un loro schema. Le due squadre erano tutte schiacciate davanti a me, il pallone non l’ho visto neanche partire - ha raccontato - e meno male che Whelan l’ha girata bene sul palo lontano: se me la tirava a 20 centimetri dal naso non mi sarei mosso ugualmente, con tutta quella folla davanti». Fulminato pure sul bis: «Merito del loro portiere. Trap si sgolava che non scendesse in area a tentare il colpo di testa, e richiamava anche Stuart Ledger. Ma Given non ha rispettato l’ordine, e ha inviato il suo numero due in area. E quello ha segnato». Deviando dentro una punizione, tanto per cambiare: «Già, dobbiamo lavorarci molto, questo è sicuro. E non solo con l’Italia, anche con la Juve». Presente il gol beccato a Palermo da Simplicio?

Dell’infortunio al ginocchio, che qualche problemino l’aveva dato pure ai tempi della Confederations Cup, ne era ovviamente a conoscenza la Juve, ma va da sè che mai era stato comunicato. Così, la relazione clinica tocca al medico della Nazionale, Enrico Castellacci: ultimamente parla più lui di bianconeri che il collega Goitre. «Buffon ha un problema al menisco esterno che si sta portando dietro da tempo - ha spiegato il medico azzurro - ma adesso non gli dà alcun fastidio di tipo clinico però». Nel senso che non ne limita in maniera grave la funzionalità. Però, «considerando i prossimi impegni ed eventuali complicazioni future, ho consigliato a Gigi di operarsi». Anche i supereroi hanno un limite: «Fino adesso ha potuto sopportare tutto perché è un superman - ha sorriso Castellacci - ma anche perché non ha né dolori né disturbi, in caso contrario non sarebbe stato rischiato. Considerando il ruolo, è sottoposto a meno movimenti rispetto ad altri giocatori». A Parma non giocherà, comunque: «Penso di riposarmi mercoledì, anche perché vorrei esserci sabato per Juve-Fiorentina». Serrando la porta fino a dicembre.